Nel panorama del controllo delle infestazioni, il trattamento adulticida rappresenta una soluzione chiave, soprattutto quando si tratta di combattere una delle minacce più pervasive e fastidiose: le zanzare. La “disinfestazione adulticida” gioca un ruolo cruciale nelle strategie di pest control, sia in ambito cittadino che industriale. Ma cosa significa esattamente “adulticida”? E in che modo i trattamenti adulticidi si distinguono come metodologie preferenziali nella lotta contro le zanzare?

Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio il significato, l’efficacia e l’importanza dei trattamenti adulticidi, ponendo particolare enfasi sul loro impiego contro le zanzare. Analizzeremo inoltre le preoccupazioni legate alla sicurezza di tali trattamenti, affrontando la questione se la “disinfestazione adulticida fa male” all’ambiente o alla salute umana. Con un approccio basato su best practices del settore, intendiamo offrire una spiegazione completa che possa fare luce su questi trattamenti sempre più frequenti.

 

 

Cosa significa “Disinfestazione Adulticida”?

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Nel campo della disinfestazione, il termine “disinfestazione adulticida” riveste un’importanza cruciale, soprattutto quando si parla di combattere la presenza fastidiosa e potenzialmente dannosa delle zanzare. Ma cosa significa esattamente “adulticida”?

Questo termine si riferisce a specifici trattamenti mirati a eliminare gli insetti adulti, in questo contesto le zanzare, impedendo così la loro riproduzione e diffusione. Il trattamento adulticida, quindi, è un’azione mirata che va oltre la semplice disinfestazione: si concentra sull’utilizzo di prodotti e tecniche specifiche per colpire gli adulti degli insetti, fase cruciale per interrompere il ciclo vitale delle zanzare e garantire un ambiente più sicuro e salubre. Mentre alcuni si chiedono se la disinfestazione adulticida possa essere dannosa per la salute o per l’ambiente, è fondamentale sottolineare che, quando effettuata da professionisti qualificati e nel rispetto delle normative vigenti, rappresenta una soluzione sicura ed efficace.

Foto di una zanzara adulta

Inoltre, comprendere il significato e l’importanza dei trattamenti adulticidi è il primo passo per apprezzarne i benefici nel controllo delle infestazioni di zanzare, contribuendo significativamente alla prevenzione di malattie trasmesse da questi insetti e migliorando la qualità della vita negli ambienti trattati.

I benefici del trattamento adulticida

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La disinfestazione adulticida rappresenta un’arma fondamentale nella lotta contro le zanzare, insetti non solo fastidiosi ma anche vettori di malattie. Comprendere l’adulticida significato è il primo passo per apprezzare i benefici di questo metodo: si tratta di una tecnica che mira a eliminare gli insetti adulti, interrompendo così il ciclo di riproduzione e prevenendo future infestazioni.

Il trattamento adulticida si distingue per la sua efficacia immediata, soprattutto quando si parla di adulticida zanzare, rendendolo uno strumento essenziale per la salvaguardia della salute pubblica e del benessere individuale. Nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza, è importante sottolineare che la disinfestazione adulticida fa male solo agli insetti target, grazie all’utilizzo di prodotti specifici e all’applicazione da parte di tecnici esperti. Questo significa che i trattamenti, se eseguiti correttamente (si consiglia di affidarsi sempre a esperti del settore della disinfestazione), non solo sono sicuri per l’uomo e gli animali domestici, ma rappresentano anche la soluzione più diretta ed efficiente per godere di ambienti esterni e interni liberi dalle zanzare, migliorando significativamente la qualità della vita.

La disinfestazione adulticida fa male?

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Gli adulticidi per le zanzare sono progettati per colpire specificamente gli insetti adulti, riducendo così la loro popolazione e la diffusione di malattie. Tuttavia, la domanda se la disinfestazione adulticida fa male solleva preoccupazioni legittime.

Gli approcci moderni al trattamento adulticida sono attentamente regolamentati e formulati per minimizzare gli effetti nocivi sugli esseri umani, sugli animali non target e sull’ambiente. La chiave sta nell’utilizzo responsabile e nell’applicazione precisa, spesso affidata a professionisti qualificati nel campo del pest control. La comprensione della disinfestazione adulticida significa includere anche la consapevolezza delle misure preventive per assicurare che gli impatti negativi siano ridotti al minimo. Sebbene i trattamenti adulticidi siano generalmente considerati sicuri quando utilizzati secondo le direttive specifiche, è importante informarsi sulla composizione dei prodotti e sulla loro corretta applicazione per garantire la sicurezza di tutti.

In sintesi, mentre la disinfestazione adulticida offre una soluzione efficace per il controllo delle zanzare, la sua sicurezza dipende dall’uso consapevole e dalla scelta di prodotti e metodi che rispettano la salute e l’ambiente. La chiave è l’informazione e la prevenzione, assicurandosi che la lotta contro questi insetti non comporti rischi non necessari.

Conclusione

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In conclusione, la disinfestazione adulticida rappresenta un’efficace strategia di controllo delle popolazioni di zanzare, cruciale per proteggere la salute pubblica e migliorare la qualità della vita nei nostri ambienti. Comprendere il significato di “adulticida” e il suo specifico impiego contro le zanzare ci permette di apprezzare la precisione e l’efficacia di questi trattamenti nel mirare esclusivamente agli insetti adulti, riducendo così il loro impatto su umani e animali. Il trattamento adulticida, eseguito con competenza e secondo le normative vigenti, si dimostra non solo efficace ma anche sicuro, dissipando ogni preoccupazione riguardo possibili effetti nocivi sulla salute. La disinfestazione adulticida, pertanto, emerge come una soluzione responsabile e rispettosa dell’ambiente, essenziale per combattere le infestazioni di zanzare in modo mirato e sostenibile.

Ricordiamo, infine, che l’importanza di affidarsi a professionisti qualificati nel settore della disinfestazione è fondamentale per garantire interventi sicuri ed efficaci, in linea con le aspettative di chi cerca soluzioni durature e rispettose della salute di tutti gli esseri viventi.

 

La presenza di topi in un condominio non solo è fonte di disagio per gli abitanti ma rappresenta anche un serio rischio per la salute pubblica e la sicurezza degli edifici. La derattizzazione condominiale diventa quindi un’azione necessaria e, in molti casi, obbligatoria per legge. In questo articolo, esploreremo gli aspetti chiave della derattizzazione in condominio, le normative, l’importanza ed il significato di servizio di derattizzazione professionale.

 

 

Normative sulla Derattizzazione Condominiale

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La derattizzazione nel condominio è regolamentata principalmente dalla legge 82 del 1994, la quale stabilisce le responsabilità degli amministratori di condominio o l’amministrazione condominiale nella manutenzione e nell’assunzione di misure preventive contro l’infestazione da parte di roditori, nelle aree comuni e nelle aree verdi. Questa normativa sottolinea l’importanza di mantenere gli edifici in condizioni tali da prevenire la formazione di ambienti favorevoli alla proliferazione dei topi, indicando la derattizzazione come pratica fondamentale nella gestione condominiale.

Per maggiori informazioni in merito a quali accorgimenti seguire per prevenire la formazioni di ambienti favorevoli all’infestazione di topi e roditori, leggere questo articolo.

La legge impone agli amministratori di condominio di organizzare interventi di derattizzazione regolari e documentati, preferibilmente affidandosi a società specializzate nel pest control, come Biosistemi srl. L’obiettivo è garantire non solo la sicurezza ed il benessere dei condomini ma anche rispettare le normative sanitarie vigenti.

Identificare e Affrontare l’Infestazione di Topi in Condominio

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La presenza di topi nel condominio può essere identificata attraverso segnali evidenti come :

  • rumori nelle pareti;
  • escrementi lungo i percorsi frequentati dai roditori;
  • danni a materiali e strutture;
  • avvistamenti diretti.

Una volta identificata l’infestazione, è cruciale agire rapidamente per evitare la diffusione e minimizzare i rischi per la salute. Le malattie dei topi  non sono da sottovalutare e possono causare danni all’uomo.

Un approccio efficace alla derattizzazione nel condominio richiede una strategia integrata che include l’ispezione professionale, l’identificazione delle vie di ingresso dei roditori, e l’applicazione di trattamenti mirati. L’uso di trappole, esche rodenticide, e tecniche di esclusione sono fondamentali per controllare l’infestazione e prevenire future ricorrenze.

Sai che alcuni ratti possono raggiungere anche i balconi: I topi si arrampicano sui muri?

Derattizzazione in condominio: è sicura per cani e gatti?

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Quando si parla di servizi di disinfestazione topi condominio, una delle preoccupazioni più comuni tra i residenti riguarda la sicurezza dei loro animali domestici, in particolare cani e gatti. La presenza di questi amati membri della famiglia richiede un’attenzione particolare nella scelta e nell’applicazione dei metodi di derattizzazione condominiale, per assicurare che siano efficaci contro i roditori ma allo stesso tempo sicuri per gli animali domestici.

Metodi Sicuri ed Efficaci

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La sicurezza dei trattamenti di derattizzazione per cani e gatti dipende fortemente dai prodotti e dai metodi utilizzati. Biosistemi Srl adotta un approccio responsabile e pianificato, selezionando prodotti che sono specificamente progettati per minimizzare i rischi per gli animali domestici. Questo può includere l’uso di esche rodenticide contenute in appositi dispositivi di sicurezza, che impediscono l’accesso agli animali domestici ma permettono ai roditori di entrare.

Ormai questo servizio è consolidato e segue delle precise prassi di sicurezza:

  • Postazioni certificate anti-intrusione e manomissione tassellate a muro o fissate in completa sicurezza;
  • Utilizziamo solo esche paraffinate fissate all’interno delle postazioni mediante apposito seeger in acciaio (esche inamovibili nelle quali il roditore entra e si nutre senza poter asportare l’esca);
  • Nei contesti più sensibili vengono preferite trappole a cattura.

Il Ruolo del Servizio di Derattizzazione Professionale

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Affidarsi a un servizio di derattizzazione professionale come quello offerto da Biosistemi srl è essenziale per garantire l’efficacia e la sicurezza degli interventi. Un team di esperti in entomologia urbana e derattizzazione per il condominio può fornire soluzioni personalizzate, rispettose delle normative e sostenibili dal punto di vista ambientale ed un’azienda specializzata può offrire servizi di disinfestazione topi condominio efficaci e sicuri.

Questo servizio di rivolge a privati e condomini che intendo affrontare una derattizzazione condominiale efficace. Per maggiori informazioni sul nostro metodo e sul servizio vi invitiamo a consultare questa pagina.

Il servizio di disinfestazione professionale per topi e ratti nel condominio comprende non solo l’eradicazione degli infestanti ma anche la consulenza per la prevenzione di future infestazioni mediante attenti monitoraggi.

Conclusione

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In conclusione, la derattizzazione condominiale è un’attività regolamentata che richiede competenze specifiche e un approccio professionale. Seguendo le normative e affidandosi a esperti nel campo, è possibile mantenere gli ambienti condominiali sicuri e liberi da infestazioni. Per questo consigliamo sempre di affidarsi ad una ditta specializzata che segua la normativa di riferimento in maniera professionale per applicare una disinfestazione condominio efficace.

 

I topi, spesso protagonisti di miti e leggende urbane, sono creature sorprendentemente agili e adattabili. Una domanda comune che emerge nelle discussioni sulla gestione dei roditori è: “I topi si arrampicano sui muri?” In questo articolo, approfondiremo le abilità fisiche dei topi cercando di rispondere a questa domanda, sfateremo alcuni miti comuni sui topi e forniremo informazioni cruciali che aiutano a comprendere meglio il loro comportamento.

Scopriamo in questo articolo se i roditori e topi si arrampicano e se può essere considerato un problema da risolvere.

I topi si arrampicano? 

I roditori sono agili e si arrampicano sulle pareti lisce verticali, come tubature e pareti interne, per trovare cibo o rifugio. Essi possono arrampicarsi su una varietà di superfici, compresi muri ruvidi, tubature, cavi, staccionate e persino alcuni tipi di superfici lisce. Questo può essere considerato un problema e portare alla presenza di topi e roditori nei sottotetti, canaline elettriche e balconi dell’azienda o del condominio.

La loro abilità di arrampicata è uno dei motivi per cui possono essere così difficili da controllare e perché possono trovare ingressi anche ad altezze considerevoli sugli edifici. Per esempio, trovare i topi sul balcone del condominio o dell’azienda, non è così improbabile se si presentano le condizioni che permettono ai topi di arrampicarsi. Gli escrementi di topi sul balcone potrebbero essere dunque presenti proprio per questo motivo.

Quali topi hanno l’abilità di arrampicarsi sui muri?

Alcuni topi e ratti, grazie alle zampe robuste e artigli affilati per afferrare piccole sporgenze o imperfezioni sulle superfici, hanno la capacità di arrampicarsi con sorprendente agilità. Inoltre, la loro flessibilità corporea e la coda, che usano per bilanciarsi, li aiutano a mantenere l’equilibrio mentre si muovono in verticale. In particolare, nelle nostre zone, sono frequenti le infestazioni da parte del Ratto nero o ratto dei tetti (Rattus rattus).

Il ratto nero è noto per la sua abilità di arrampicarsi e spesso vive in luoghi elevati come sottotetti o alberi. Questi roditori possono facilmente scalare pareti esterne e interni di edifici, alberi, e altri supporti verticali. Solitamente si arrampicano tramite grondaie, piante rampicanti e rami vicine alle strutture per procacciarsi cibo o trovare rifugio. Diversamente dagli altri topi comuni, questa specie possiede una coda lunga che gli permette di bilanciare meglio il peso ed il movimento.

Quest’abilità è così particolare che sono in grado anche il settimo od ottavo piano di un condominio, spostarsi sulle canaline elettriche sopraelevate in contesti industriali e sfruttare le piante presenti nei giardini.

La presenza di topi e ratti non è da sottovalutare, per comprendere meglio le malattie che topi e ratti possono trasmettere, leggi questo articolo.

Possiamo trovare topi e ratti sui balconi?

La presenza di topi sul balcone può verificarsi nelle condizioni che ci siano superfici ruvide o pareti lisce che potrebbero spingere i topi ad arrampicarsi. E’ un fenomeno principalmente legato alla presenza del ratto nero il quale è un animale autoctono del Nord Italia.

 

Ci viene spesso chiesto “come allontanare i topi dal balcone” e quello che consigliamo è  di mantenere l’ambiente il più sgombro possibile evitando di depositare la spazzatura all’esterno, anche se mantenuta in contenitori ermetici. Per evitare il contatto diretto, appena fossero presenti escrementi di topi sul balcone del condominio o azienda, procedere con cautela. Quello che consigliamo sempre è di contattare, per prima cosa, l’amministratore di condominio al fine di permettere l’intervento di un’azienda specializzata del settore che possa individuare il problema e risolverlo.

Nel caso in cui rinveniste degli escrementi di topi sul balcone, vi consigliamo di affidarvi ad un’azienda di derattizzazione nelle vicinanze che vi possa proporre un’eventuale soluzione.

Conclusione

Nel contesto del pest control, comprendere la capacità di arrampicata dei roditori è fondamentale per implementare efficaci strategie di prevenzione e controllo, come la corretta posizionamento di trappole e barriere fisiche per limitare l’accesso a strutture ed edifici.

Inoltre, in caso di presenza di roditori nel condominio, scopri tutte le normative e cosa sapere sulla derattizzazione per il condominio in questo articolo.

Avete trovato in casa o in giardino un animale con 8 zampe molto lunghe e non sapete di che cosa si tratta? Sembra un ragno ballerino, ma ha qualcosa di strano… è diverso da quelli a cui siete abituati, che trovate negli angoli delle pareti della vostra cantina. Potrebbe essere un parente dei ragni ballerini? Con tutta probabilità si, infatti potreste aver rinvenuto un opilione. Ma chi sono questi animali? Che abitudini hanno? Quanto sono simili o diversi dai ragni in generale e dai ragni ballerini in particolare? Sono pericolosi? Scopriamolo insieme in questo articolo.

 

 

1) Che animali sono i ragni ballerini e gli opilioni?

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Entrambi questi animali appartengono alla classe degli aracnidi, i cui rappresentanti più conosciuti sono sicuramente i ragni. I ragni ballerini, come si può facilmente intuire dal loro nome comune, sono appunto ragni, e appartengono alla famiglia Pholcidae. In Italia sono presenti 7 specie di ragni appartenenti a questa famiglia, raccolte in 5 generi. In natura questi ragni abitano luoghi riparati come grotte, tane di animali abbandonate, anfratti tra le rocce e anche ambienti di origine umana, dove tessono le proprie ragnatele, che usano per catturare le prede.

Nel nostro Paese, le 3 specie più comuni sono Pholcus phalangioides, Holocnemus pluchei, e Spermophora senoculata, facilmente rinvenibili all’interno delle abitazioni. Questi ragni sono detti ballerini per l’abitudine di agitarsi fortemente sulla propria ragnatela quando vengono disturbati.

A sinistra, un esemplare di ragno ballerino della specie Holocnemus pluchei in attesa sulla propria ragnatela. A destra, un opilione della specie Metaphalangium cirtanum a riposo su un muretto.

Gli opilioni, invece, non sono assolutamente ragni e costituiscono un gruppo indipendente (ordine Opiliones) nell’ambito della classe degli aracnidi. In totale sono state descritte oltre 6600 specie di opilioni (di ragni, invece, circa 50000!), e in Italia sono presenti 135 specie. Di abitudini predatorie, non tessono ragnatele, e cacciano piccoli invertebrati sul suolo.

Possiamo quindi dire che ragni e opilioni siano al massimo “cugini” alla lontana, ma vedremo di seguito che sono animali molto differenti!

2) Come posso distinguere facilmente un ragno ballerino da un opilione?

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Ad un primo impatto, se trovassimo un ragno ballerino ed un opilione uno accanto all’altro, questi risulterebbero abbastanza simili e quindi facilmente confondibili tra di loro. 

La caratteristica principale di questi animali, nonché la primaria fonte di confusione per una corretta identificazione, è sicuramente rappresentata dalle zampe. In numero di 8, si presentano in entrambi gli animali come molto lunghe. Le zampe hanno determinato l’origine di alcuni nomi comuni assegnati a questi aracnidi. I ragni ballerini costituiscono la famiglia Pholcidae, nome che deriva dal greco “pholkós”, cioè “dalle gambe storte”, in virtù del fatto che le zampe vengono spesso tenute ripiegate vista la loro lunghezza. Per quanto riguarda gli opilioni, in inglese vengono chiamati “daddy longlegs”, dove “long” significa lungo e “legs” corrisponde a gambe (in inglese vengono chiamati anche “harvestmen”, ovvero mietitori, probabilmente perché raggiungono numeri elevati durante il periodo del raccolto e sono più facilmente rinvenibili).

Nel ragno ballerino a sinistra si nota facilmente la divisione del corpo in due segmenti (cefalotorace ed addome), mentre nell’opilione sulla destra, il corpo appare costituito da un unico segmento. Nell’opilione poi si notano due strutture simili a zampe, denominate pedipalpi, presenti anche nel ragno ma meno visibili.

Basta però considerare un semplice carattere per evitare di scambiare un ragno ballerino con un opilione o viceversa: i ragni ballerini, come molti altri ragni, tessono una ragnatela e passano la maggior parte della propria vita su di essa; gli opilioni non tessono ragnatele, in quanto non dispongono né di ghiandole della seta né di filiere. Se invece incontrassimo entrambi questi animali mentre girovagano sul suolo, bisogna considerare la conformazione del corpo. Nei ragni, infatti, è evidente una divisione del corpo in due segmenti ben distinti, ovvero il cefalotorace (capo+torace) e l’addome, collegati da una sottile struttura denominata pedicello.

Negli opilioni, invece, sebbene cefalotorace ed addome esistono come strutture anatomicamente divise, esse sono sostanzialmente fuse assieme ed impossibili da distinguere. 

Quindi, se siete indecisi tra ragno ballerino ed opilione ed il vostro sospetto è posizionato su una ragnatela e ha il corpo ben diviso in due segmenti è un ragno ballerino. Se non è fisso su una ragnatela e ha un corpo unito in un’unica struttura visibile, allora si tratta di un opilione.

3) Ci sono altre differenze tra i ragni ballerini e gli opilioni?

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Si, soprattutto se visti più da vicino, questi animali mostrano sostanziali differenze morfologiche, dovute al fatto che sono animali molto diversi e solamente imparentati alla lontana, come visto in precedenza. Vediamone alcune:

Occhi:

A sinistra, una femmina di ragno ballerino della specie Pholcus phalangioides con evidenziata la classica disposizione oculare dei ragni ballerini, ovvero 3 occhi a sinistra, 2 al centro e altri 3 sulla destra, per un totale di 8 occhi. L’opilione a destra, della comune specie Phalangium opilio, ha 2 occhi, posizionati su una struttura denominata ocularium.

Se osservati molto da vicino oppure da un microscopio si può notare infatti una completa differenza nell’organizzazione degli occhi in questi due animali. Tutti i ragni ballerini mostrano una tipica organizzazione oculare, che prevede 8 occhi organizzati in due gruppi da 3 a sinistra e a destra più due occhi al centro. Questo carattere è utilizzato in dagli specialisti per raggruppare i ragni appartenenti alla famiglia dei ballerini, ovvero quella dei Pholcidae, e in generale è utile nel riconoscere alcuni gruppi di ragni.

Gli opilioni hanno invece solamente due occhi, posizionati su una struttura denominata ocularium, che li pone in rilievo rispetto al resto del corpo. La stragrande maggioranza degli opilioni dispone di due occhi, ma esistono specie completamente cieche, ad esempio quelle adattate alla vita nelle grotte.

Cheliceri:

Cheliceri e pedipalpi di una femmina del ragno ballerino Pholcus phalngioides (fotografia a sinistra) e di un opilione della specie Phalangium opilio (fotografie al centro e a destra) osservati allo stereomicroscopio.

I cheliceri costituiscono un altro carattere che differenzia molto i ragni e gli opilioni. Per cheliceri si intendono delle appendici che costituiscono l’apparato boccale degli aracnidi. Cavi all’interno, nei ragni sono collegati alla ghiandola velenifera e terminano con una “zanna”, equivalente naturale di un ago ipodermico, grazie alla quale viene iniettato il veleno.

Negli opilioni invece i cheliceri hanno una conformazione a pinza, e vengono utilizzati per afferrare e sminuzzare le prede di cui si nutrono. Non dispongono di alcuna ghiandola velenifera.

Pedipalpi:

Lateralmente ai cheliceri e posti davanti al primo paio di zampe si trovano, negli aracnidi, due pedipalpi. Questi rappresentano importanti appendici sensoriali che si sono specializzate in vari modi nei vari gruppi di aracnidi. Ad esempio, negli scorpioni corrispondono alle caratteristiche “chele”, mentre in  opilioni e ragni appaiono generalmente come piccole zampe.

Negli opilioni, i pedipalpi, generalmente lunghi nelle specie più comuni, vengono usati per ispezionare l’ambiente e per la ricerca di prede; nei ragni, tendenzialmente più corti, rivestono anche un ruolo importantissimo nella riproduzione.

Cheliceri e pedipalpi di un esemplare maschio del ragno ballerino Pholcus phalngioides (fotografia a sinistra) e di una femmina della stessa specie (a destra) osservati allo stereomicroscopio.

Mentre nelle femmine di ragno i pedipalpi appaiono come piccole zampe, nei maschi questi mostrano le parti terminali rigonfiate (a volte paragonate ai guantoni da boxe) e dalle strutture molto elaborate. Questo perché i maschi di ragno utilizzano i pedipalpi per introdurre lo sperma nel corpo della femmina, introducendone la parte terminale all’interno di una struttura anatomica detta epigino, localizzato sotto l’addome della femmina. Le differenze anatomiche tra i palpi di maschi appartenenti alle varie specie di ragni si riflettono in specifiche differenze nella morfologie degli epigini delle femmine delle varie specie. Questo significa che un palpo di un maschio può essere introdotto efficacemente solamente nell’epigino di una femmina appartenente alla sua stessa specie! Questa estrema specializzazione funge da metodo di prevenzione per gli accoppiamenti tra maschi e femmine appartenenti a specie diverse tra loro.

A sinistra, estremità terminale del palpo di un maschio di Pholcus phalangioides con specificate alcune strutture. A destra, addome di una femmina della stessa specie visto da sotto, con evidenziati epigino e filiere. Fotografie scattate attraverso uno stereomicroscopio.

4) Sono pericolosi per l’uomo?

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Assolutamente no! Non c’è alcun rischio se si incontra un ragno ballerino o un opilione. I ragni ballerini, in quanto ragni, posseggono ghiandole velenifere che sono collegate ai cheliceri. Quindi, a livello teorico, i ragni ballerini possono essere definiti velenosi. Il veleno di questi ragni però non è per nulla pericoloso per gli esseri umani, e le possibilità di essere morsi rasentano lo zero, in virtù dell’indole schiva e per nulla aggressiva di questi ragni. 

Gli opilioni invece non hanno ghiandole velenifere e i loro cheliceri vengono utilizzati come strumento per afferrare le prede. Anche questi animali non sono aggressivi e se disturbati cercano di allontanarsi per fuggire. Se la fuga non basta a scoraggiare eventuali predatori, mettono in atto diverse strategie come ad esempio la volontaria amputazione delle zampe o la tanatosi, in cui si fingono morti.

5) Conclusioni

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Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie di invertebrati come ragni ed insetti, grazie ai suoi tecnici esperti. Essere in grado di identificare le varie specie permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. Abbiamo trattato le specie di ragno più comuni in ambiente domestico in questa guida. La corretta identificazione di ragni potenzialmente pericolosi quali il ragno violino e la loro distinzione da animali innocui quali opilioni o ragni ballerini è cruciale per decidere se e come effettuare un trattamento di disinfestazione. Per un approfondimento dedicato al ragno violino, leggi il nostro articolo pubblicato sul nostro blog.  In caso di infestazione, i nostri tecnici saranno in grado di individuare i luoghi dove effettuare i trattamenti di disinfestazione e  permettere così una risoluzione dell’infestazione. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.

 

 

Autore – Alessandro Alvaro

Questo articolo nasce dalla collaborazione con Alessandro Alvaro, Studente di Dottorato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Milano.

Di seguito alcuni suoi riferimenti utili:

I ragni, con le loro oltre 51000 specie distribuite in ben 136 famiglie, hanno conquistato praticamente tutto il pianeta e si rinvengono in un vastissimo insieme di habitat.

Questi aracnidi vivono in deserti, foreste pluviali, aree montuose, praterie, e anche nelle nostre abitazioni. Alcune specie si sono adattate bene alla vita negli ambienti di origine umana, e per questo vengono dette sinantropiche (dal Greco “syn-”, “insieme” ed “anthropos”, “uomo”). Le specie sinantropiche si rinvengono normalmente in natura in ambienti simili a quelli offerti dalle case, ad esempio in grotte e sotto la corteccia degli alberi. Negli ambienti di origine antropica come case, locali commerciali e giardini, esse prosperano vista l’assenza o la limitata presenza di predatori naturali, l’abbondanza di prede (es. insetti), le temperature più miti, e la possibilità di ripararsi dagli agenti atmosferici. Nonostante godano di una pessima fama (leggi qui il nostro articolo sui miti da sfatare dei ragni) i ragni sono creature miti e schive, e solo poche specie rappresentano una minaccia per l’uomo.

Scopriamo insieme in questo articolo quali sono le specie di ragni più diffusi all’interno delle nostre abitazioni e dei nostri giardini, e impariamo a riconoscerle.

 

1) Ragni Ballerini – famiglia Pholcidae

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Questi ragni sono i più diffusi nelle abitazioni. Il nome di questa famiglia di aracnidi deriva dall’antico greco “pholkós”, ovvero “dalle gambe storte”, in relazione alla tipica conformazione delle zampe di questi animali. Infatti, le zampe dei Pholcidae sono lunghissime e frequentemente tenute ripiegate.

holocnemus pluchei sospeso sulla propria ragnatela vicino alla finestra di un’abitazione.

Questi ragni, assolutamente innocui per l’uomo, dimorano sulle proprie ragnatele di forma irregolare, che vengono tessute negli angoli delle pareti in luoghi come bagni, cantine e soffitte, dove possono trovare riparo. I ragni appartenenti a questa famiglia sono noti con moltissimi nomi comuni, tra i quali possiamo citare “ragni gambalunga” e “ragni ballerini”. Quest’ultimo nomignolo si origina dal fatto che, se disturbati mentre sono sulla ragnatela, questi ragni iniziano a vibrare fortemente per confondere il disturbatore. Se la tecnica non funziona, si calano dalla ragnatela per fuggire con le lunghe zampe, che gli conferiscono un’andatura molto goffa. Inoltre, nel nostro articolo dedicato sui ragni ballerini e sulla loro differenza con gli opilioni, troverete maggiori dettagli su questi ragni e su come distinguerli dagli altri ragni.

In Italia sono presenti nelle abitazioni 3 specie: Pholcus phalangioides, Holocnemus pluchei, e Spermophora senoculata.

Quanto sono grandi? Corpo 2-10 mm; zampe fino a 3 cm

Dove si trovano? In casa, negli angoli dei muri e delle pareti di locali bui, non disturbati e caratterizzati da buona umidità quali bagni, cantine e soffitte.

Come li riconosco? Zampe lunghissime, movimenti goffi al di fuori della propria ragnatela, caratteristico “ballo” se disturbati sulla ragnatela.

2) Ragno Crociato – Araneus diadematus

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Questa specie  rappresenta forse il ragno per antonomasia. Araneus diadematus è una specie molto comune appartenente alla famiglia Araneidae, i cui membri tessono le famose ragnatele orbicolari.

Esemplare di Araneus diadematus sulla sua caratteristica ragnatela orbicolare

Facilissimo da rinvenire nei giardini, trascorre la propria vita sulla ragnatela, che è una trappola mortale per mosche, api, vespe, e altri insetti volanti che vi rimangono intrappolati venendo poi consumati dal ragno. Il nome comune di ragno crociato deriva dai caratteristici segni bianchi sulla parte dorsale dell’addome.

Quanto è grande? 1-2 cm.

Dove si trova? Boschi e giardini, molto comune.

Come lo riconosco? Colore bruno-aranciato, segni bianchi a forma di croce sulla parte dorsale dell’addome, ragnatela orbicolare.

3) Ragni delle case – genere Tegenaria

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I ragni appartenenti al genere Tegenaria sono comunemente detti ragni delle case per la loro facilità di rinvenimento nelle nostre abitazioni. Appartenenti alla famiglia Agelenidae, in Italia sono presenti una ventina di specie di questo genere di ragni. Caratteristica peculiare è quella di costruire,  grazie alle prominenti filiere, ragnatele a lenzuolo dotate da un’estremità tubulare, all’interno della quale il ragno si rifugia.

Esemplare di Tegenaria sulla propria ragnatela. Nella foto a sinistra si notano le grandi filiere in fondo all’addome e in quella a destra i cheliceri.

Le femmine sono facilmente rinvenibili all’interno di tali ragnatele, mentre i maschi si possono trovare mentre errano per la casa alla ricerca di una compagna. Sono ragni che non passano di certo inosservati: Tegenaria parietina può raggiungerei i 10 cm di dimensioni considerando le zampe distese completamente. Nonostante le grandi dimensioni non sono pericolosi per l’uomo. 

Quanto sono grandi? 2 cm di corpo, fino a 10 cm con zampe distese.

Dove si trovano? Soffitte e cantine, nelle loro ragnatele a lenzuolo.

Come li riconosco? Grandi dimensioni, ragnatele a lenzuolo.

4) Falsa licosa – Zoropsis spinimana

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I ragni del genere Zoropsis vengono dette false licose per la somiglianza ai ragni lupo, appartenenti alla famiglia Lycosidae. Questi ragni costituiscono però una famiglia a sé stante, gli Zoropsidae. In Italia sono presenti 3 specie: Zoropsis spinimana, Zoropsis oertzeni e Zoropsis media, di cui Z. spinimana è la più comune.

Zoropsis spinimana fotografato su un muro all’interno di un giardino

Questo ragno è molto vistoso, caratterizzato da un colore marrone con disegni scuri su corpo e zampe. E’ un grandissimo arrampicatore, in grado di scalare anche pareti lisce, e preferisce luoghi alti rispetto al suolo. Sebbene sia dotato di grandi cheliceri, il suo morso non è di rilevanza medica per l’uomo.

Quanto è grande? 1.3-1.7 cm.

Dove si trova? Errante in case e giardini

Come lo riconosco? Grandi dimensioni, caratteristici disegni scuri su sfondo marrone.

5) Falsa Tarantola – Hogna radiata

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Hogna radiata è un ragno appartenente alla famiglia Lycosidae, i cui rappresentati vengono detti ragni lupo. Come un lupo, del resto, questo ragno è un cacciatore errante e cattura le proprie prede attaccandole al suolo, e non sfrutta una ragnatela come fanno altri ragni.

Hogna radiata fotografata mentre si muove su un prato (sinistra) e con dei piccoli sull’addome (destra).

Il nome comune di falsa tarantola deriva dalla somiglianza con un suo “cugino” più famoso, Lycosa tarantula, rinvenibile nelle regioni del centro-sud Italia. Come altri licosidi, questa specie è attiva al tramonto e nelle ore notturne, dove girovaga per trovare delle prede. Di giorno invece riposa sotto rocce o altri oggetti. Nonostante l’aspetto minaccioso dato anche dalle grandi dimensioni, questo ragno è innocuo per l’uomo. Le femmine di questa specie, come in altre specie di ragni quali il ragno lupo, trasportano l’ovisacco (seta che racchiude le uova) sotto l’addome, e quando i piccoli vengono alla luce, questi vengono trasportati dalla madre sull’addome per i primi giorni di vita.

Quanto è grande? Da 1.8 a 3 cm.

Dove si trova? In giardini, di notte errando a caccia, di giorno sotto pietre o altri oggetti.

Come lo riconosco? Grandi dimensioni, assenza di ragnatela, segni sul cefalotorace, femmine che possono trasportare ovisacco o prole.

6) False vedove nere – genere Steatoda

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I ragni del genere Steatoda devono il proprio nome comune alla somiglianza con le famigerate vedove nere, appartenenti al genere Latrodectus. Infatti questi ragni hanno addome globoso e tessono ragnatele irregolari, e appartengono alla stessa famiglia delle vedove nere (Theridiidae).

Steatoda triangulosa fotografato (ingrandito) allo stereomicroscopio.

A differenza delle vedove nere, però, i ragni appartenenti al genere Steatoda non costituiscono un pericolo per gli esseri umani. In Italia ne sono presenti 8 specie, e le più comuni nelle case sono Steatoda grossa e Steatoda triangulosa. Nelle nostre case dimorano in ambienti indisturbati, ad esempio dietro ai mobili, nelle cantine e nei garage.

Quanto sono grandi? 4-10 mm di corpo.

Dove si trovano? In case, dietro a mobili e in ambienti poco disturbati.

Come le riconosco? Addome globoso e piccole dimensioni.

7) Ragni del sacco giallo – genere Cheiracantium

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In Italia sono presenti 17 specie appartenenti al genere Cheiracantium, incluse nella famiglia Cheiracantiidae. Questi ragni sono caratterizzati da una colorazione pallida, dal giallo al verdognolo passando per il beige. Il loro nome comune deriva dall’abitudine di tessere un bozzolo di tela in cui si rifugiano.

Ragno del genere Cheiracantium fotografato di notte mentre si arrampica su un muro nei pressi di un’abitazione.

La specie più “famosa” è Cheiracantium punctorium, i cui caratteristici cheliceri di grandi dimensioni lo rendono uno dei ragni più appariscenti del nostro Paese. Generalmente però le varie specie di Cheiracantium sono molto simili e la loro identificazione viene effettuata da uno specialista al microscopio. In ogni caso, alcune specie di Cheiracantium si rinvengono comunemente nelle case, dove si riparano. Nonostante si siano verificati rari casi di complicazioni, poi risoltesi, in seguito al morso di questi ragni, essi vengono considerati non pericolosi per l’uomo.

Quanto sono grandi? 7-11 mm.

Dove si trovano? Nelle case, erranti oppure a riposo nel loro caratteristico sacco sericeo.

Come li riconosco? Colore pallido, dal beige al verde. Riconoscimento delle specie solamente al microscopio.

8) Ragno violino – Loxosceles rufescens

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Loxosceles rufescens, noto comunemente come ragno violino per la caratteristica macchia sul cefalotorace, è una delle due specie di ragno più diffusa e di rilevanza medica che si possono incontrare nel nostro Paese. A dispetto di quanto viene riportato dai media, soprattutto online, non è un ragno pericoloso: morde raramente e gli effetti del suo eventuale morso sono lievi.

Esemplare di Loxosceles rufescens rinvenuto in una casa.

In una minoranza di casi può causare una condizione detta “loxoscelismo”, dagli effetti rilevanti dal punto di vista medico, che tuttavia si risolvono completamente nel giro di poche settimane in seguito a cure adeguate. Non esistono comunque casi documentati di morte conseguenti ad un morso di ragno violino. Nonostante si possa rinvenire nelle nostre abitazioni, è estremamente schivo e timido, e per nulla aggressivo. Se vuoi saperne di più su questo ragno, consulta il nostro articolo di approfondimento dedicato a questa specie.

Quanto è grande? Corpo 7-8 mm.

Dove si trova? Ambienti riparati e poco disturbati (es. cantine e ripostigli), all’interno di indumenti lasciati molto tempo per terra.

Come lo riconosco? Caratteristica macchia a forma di violino sul cefalotorace; 6 occhi disposti in 3 coppie ben separate.

9) Altri piccoli ragni delle abitazioni

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All’interno delle nostre case possiamo poi trovare, oltre alle 8 specie sopracitate, tante altre specie di ragni dalle abitudini più schive e caratterizzati da piccole dimensioni. Per queste ragioni, possono spesso passare inosservati.

A sinistra, un esemplare di Filistata insidiatrix; a destra, un esemplare di Pritha parva. Entrambi i ragni sono stati fotografati allo stereomicroscopio.

E’ il caso ad esempio dei rappresentanti della famiglia Filistatidae come Filistata insidiatrix (maschi 7 mm; femmine 1.4 cm) e Pritha parva (3mm), che vivono tra le fessure dei muri, dove tessono una disordinata ragnatela per catturare le proprie prede.

Un ragno del genere Scytodes osservato e fotografato allo stereomicroscopio

Possiamo incontrare, se facciamo attenzione, anche piccoli ragni con abitudini particolari ed affascinanti. Ad esempio, il cosiddetti “ragni sputatori”, appartenenti al genere Scytodes (femmine 7-8 mm di corpo; maschi meno di 5 mm), vagano per le nostre case di notte alla ricerca delle proprie prede, i pesciolini d’argento. La loro tecnica di caccia è veramente peculiare: questi ragni infatti spruzzano sulle proprie prede una sostanza collosa che diventa dura a contatto con l’aria, imprigionando il malcapitato insetto. 

Altre specie di ragni molto comuni nelle nostre abitazioni ma difficilmente individuabili viste le trascurabili dimensioni sono quelle appartenenti al genere Oecobius. Ragni quasi impossibili da vedere (sono più picoli di 2 mm!) dimorano negli anfratti delle pareti. Anche in questi ragni, la tecnica di caccia è degna di nota. Infatti, questi piccolissimi ragni riescono a cacciare prede anche molto più grandi di essi, correndovi intorno e “legandole” con la propria tela, per poi consumarle una volta intrappolate ed incapaci di fuggire.

Macrofotografia di un ragno del genere Oecobius mentre riposa all’interno di una fessura di una finestra.

Conclusioni

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Come abbiamo visto in questo articolo, la presenza di ragni in casa e i giardino è del tutto normale. Nel nostro Paese, l’unica specie sinantropica di rilevanza medica è il ragno violino, che comunque non costituisce nessuna emergenza sanitaria. I ragni sono predatori naturali di insetti, e la loro presenza in casa è vantaggiosa per ridurne la popolazione. Inoltre, i ragni sono creature tendenzialmente schive e timide, e non entreranno mai in contatto volontariamente con gli esseri umani o con gli animali domestici presenti in casa.

Il verificarsi di un’infestazione vera e propria da parte dei ragni è poi un evento molto raro, quindi non c’è nulla da temere. In ogni caso, conoscere le principali specie di ragno che vivono in associazione con noi ci può essere utile, ad esempio, per sapere riconoscere il ragno violino, unica specie potenzialmente pericolosa. Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie di ragno, grazie ai suoi tecnici esperti. Essere in grado di identificare le varie specie di ragno permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. La corretta identificazione del ragno violino è cruciale per individuare i luoghi dove effettuare gli eventuali trattamenti di disinfestazione e permettere così una risoluzione dell’infestazione. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.

 

Autore – Alessandro Alvaro

Questo articolo nasce dalla collaborazione con Alessandro Alvaro, Studente di Dottorato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Milano.

Di seguito alcuni suoi riferimenti utili:

Ma il ragno violino è davvero così temibile? In questo articolo analizzeremo insieme le caratteristiche di questo ragno e faremo luce sulla sua reputazione. La verità su questo ragno è come viene solitamente rappresentata da molti media?

 

Chi è il ragno violino? 

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Il ragno violino, noto tra gli specialisti con il nome scientifico di Loxosceles rufescens, è un ragno appartenente alla famiglia Sicariidae. Deve il proprio nome comune ad una macchia scura presente sul cefalotorace, che ricorda vagamente la forma di un violino.

La macchia scura sul cefalotorace ricorda la forma di un violino ed è un carattere tipico delle specie.

Per riconoscere il ragno violino è utile considerare che ci troviamo davanti ad un ragno dalle medie dimensioni e raggiunge i 7-8 mm di lunghezza del corpo, inoltre, è di colorazione marrone.

Mentre la maggior parte dei ragni ha 8 occhi, il ragno violino ne ha 6, disposti in tre caratteristiche coppie. E’ caratterizzato da zampe lunghe e snelle, appiattite lateralmente, che permettono a questo ragno di passare attraverso strettissime fessure.

E’ un ragno schivo, timido e per nulla aggressivo, che si allontana di poco dal proprio rifugio, costituito da una ragnatela dalla struttura disordinata. Di abitudini notturne, di giorno rimane nascosto nel suo luogo di riparo, mentre di notte è attivo per procurarsi il cibo, costituito principalmente da insetti quali blatte e pesciolini d’argento. 

Le tre coppie di occhi sono un’altra caratteristica tipica, condivisa con gli altri Sicariidae.

E’ stato “importato” di recente in Italia?

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Il ragno violino è un ragno originario del bacino del Mediterraneo, quindi vive e appartiene alla fauna autoctona d’Italia. Non è quindi un ragno esotico o un ragno importato da aree tropicali, bensì uno storico componente della fauna del nostro Paese.

Al contrario, a partire dal bacino del Mediterraneo è stato “esportato” in tutti i continenti grazie alle attività umane (ad esempio il trasporto delle merci), ed è perciò ora considerato un ragno dalla distribuzione cosmopolita.

Diversi aspetti della sua biologia ne hanno favorito la sua capacità di colonizzazione. I ragni appartenenti a questa specie possono rimanere immobili per lungo tempo e resistere fino a 3-5 mesi senza acqua o cibo. Inoltre, rispetto ad altre specie di ragno di peso simile, mostra mostra una frequenza di battito cardiaco molto bassa.

Tutti questi aspetti hanno probabilmente favorito la sopravvivenza di questi ragni durante le spedizioni di merci grazie alle quali hanno colonizzato il mondo. Questo e altri ragni vivono con noi nella nostra quotidianità, nel nostro articolo riferito ai ragni più comuni nelle abitazioni e nei giardini è possibile scoprire questo e molti altri comuni.

Dove vive?

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Il ragno violino vive in una grande varietà di habitat, sia naturali che artificiali. In natura, preferisce aree di macchia mediterranea e aree dotate di vegetazione sparsa e si può ritrovare anche in aree montagnose, ma a bassa altitudine dove si rifugia sotto rocce, sotto la corteccia degli alberi e in fessure. In habitat di origine antropica si può rinvenire in frutteti, giardini e all’interno di abitazioni.

Nel sud Italia si può trovare sia all’aperto che in casa, mentre nelle regioni del nord è molto comune nelle case, dove vive e si rifugia viste le più basse temperature.

All’interno delle case sfrutta qualsiasi fessura per ripararsi, e può nascondersi sotto cartoni e scatolame vario, e anche sotto o all’interno di indumenti e ciabatte che sono lasciati vicino a terra per molto tempo. Questa abitudine costituisce il principale fattore di rischio per una morsicatura da ragno violino, in quanto l’unica circostanza in cui il ragno può mordere è quando si sente minacciato o viene inavvertitamente schiacciato.

E’ velenoso ed è pericoloso per l’uomo?

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Precisiamo subito che non esistono casi accertati di morsi di ragno violino che hanno provocato la morte di persone e che la maggior parte dei suoi morsi causa effetti più lievi di quelli erroneamente attribuiti alla specie.

Spesso la mancanza di informazioni o l’erronea diffusione di conoscenza tra non esperti del settore, causa la diffusione di falsi miti sui ragni che possono causare paura e preoccupazione tra le persone non del settore, con il rischio di creare un senso di pericolo, dove non è necessario.

Il ragno violino è però velenoso e in alcune rare occasioni il suo morso può costituire una situazione di rilevanza medica per l’uomo.

Questo perché il suo veleno è caratterizzato dalla presenza di un enzima detto “sfingomielinasi D”. Questo enzima, noto solo nei veleni dei ragni della famiglia Sicariidae e in alcuni microrganismi, idrolizza la sfingomielina nelle membrane cellulari, provocando la distruzione delle stesse.

La pelle degli esseri umani è molto sensibile a questo composto, e il veleno inoculato dopo un suo morso può provocare, in una piccola minoranza di casi, lesioni necrotiche sulla pelle e ulcerazioni. La condizione medica che caratterizza i più rari effetti gravi di un morso di ragno violino viene detta “loxoscelismo”. La forma più comune di loxoscelismo è quella cutanea, mentre più rare sono manifestazioni sistemiche quali nausea, vomito, febbre e insufficienza renale, tipiche invece della forma di loxoscelismo detta viscerocutanea. 

In ogni caso, bisogna precisare che una diagnosi verificata di morso di ragno deve soddisfare questi criteri:

  1. il ragno deve essere osservato mentre morde;
  2. il ragno deve essere catturato durante o appena dopo il morso;
  3. il ragno deve essere identificato da un esperto;
  4. l’eventuale morso del ragno deve causare sintomi associati tipicamente alla specie; 

Il verificarsi di queste condizioni è particolarmente importante nel caso si sospetti un morso da ragno violino, perché diverse lesioni compatibili con gli effetti del loxoscelismo sono comuni anche ad altre condizioni mediche, quali infezioni batteriche (es. da Staphylococcus e Streptococcus) e virali e fungine.

Infatti, in una revisione effettuata da Nentwig e colleghi su 112 pubblicazioni scientifiche che trattavano di morsi di ragno, solamente in 12 (corrispondenti all’11%) è stato possibile verificare un effettivo morso di questo ragno. Questi casi accertati sono stati caratterizzati da loxoscelismo, ma si sono risolti tutti senza complicazioni in poche settimane in seguito a trattamento medico.

La maggior parte dei morsi di ragno violino provoca però solamente effetti minori quali arrossamento, gonfiore e dolore sull’aerea che è stata morsa, con eventualmente una piccola lesione cutanea che fatica a rimarginarsi. 

In caso di morso accertato da parte di un ragno, è comunque sempre buona pratica avere un parere di un Centro Antiveleno, i cui specialisti sono formati per assistere al meglio la cittadinanza. Nel nord Italia operano ad esempio il Centro Antiveleni di Pavia e di Milano. E’ importante riuscire a conservare il ragno, anche morto, per permettere agli specialisti di mettere in atto i provvedimenti più opportuni.

Metodi di prevenzione e controllo

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Il ragno violino può risultare molto difficile da eradicare. E’ in grado di penetrare in locali di origine antropica da una moltitudine di cervici e fessure anche strettissime, e di stabilire popolazioni molto dense ma anche difficili da notare, vista la naturale “timidezza” della specie. Negli anfratti che colonizzano, se opportunamente riparati, possono sopravvivere per lunghissimi periodi in carenza o addirittura assenza di acqua e cibo.

E’ probabile che se lo incontriate nella vostra abitazione, ci abbiate convissuto per anni senza accorgervene. In caso di un avvistamento di questo ragno nella vostra casa e, per prevenire il morso di questo ragno, è opportuno fare attenzione ad evitare di lasciare per terra indumenti e lenzuola per troppo tempo e controllare scarpe e ciabatte, in quanto questo ragno può utilizzare questi oggetti come riparo.

Al momento, però, non sono noti trattamenti di origine non chimica che da soli possano risultare efficaci nell’affrontarne un’infestazione. Piretroidi in forma liquida, di polveri o aerosol possono sortire un effetto positivo nel ridurre un’eventuale infestazione di questo ragno. Anche la riduzione del numero delle prede (ad esempio le blatte) può essere utile. E’ cruciale che, per risolvere completamente una sua infestazione, le misure di controllo vengano applicate anche ai locali circostanti a quello oggetto del trattamento, che possono rappresentare una fonte di origine di eventuali nuovi esemplari. 

Conclusioni

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Gli interventi di disinfestazione non sono normalmente necessari, a meno che la consistenza numerica della popolazione di ragni violino non sia di dimensioni importanti. E’ stato osservato come l’estensiva applicazione di trappole adesive e di misure di pest-proofing (sigillare fessure, battiscopa, infissi ecc.) possano ridurre i numeri di ragno violino durante un’infestazione.

Non rappresenta assolutamente un’emergenza sanitaria nel nostro paese, in quanto è da sempre presente sul nostro territorio e i morsi con effetti gravi sono molto rari. E’ comunque un ragno potenzialmente pericoloso, e in caso di incontro presso la propria abitazione, alcune pratiche possono essere messe in atto per limitare il rischio di morso.

Come abbiamo visto insieme in questo articolo, il ragno violino non costituisce affatto un problema di salute pubblica nel nostro paese. In ogni caso è sempre bene non sottovalutare una sua eventuale infestazione, per ridurre al mimino i rischi (già comunque bassi come detto in precedenza) legati alla sua presenza nelle nostre abitazioni.

Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie di ragno, grazie ai suoi tecnici esperti. Essere in grado di identificare le varie specie di ragno permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. La sua corretta identificazione è cruciale per individuare i luoghi dove effettuare i trattamenti di disinfestazione e permettere così una risoluzione dell’infestazione. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.

 

Le informazioni riportate in questo articolo sono state ottenute dalle seguenti fonti:

  • Nentwig, W., Pantini, P., & Vetter, R. S. (2017). Distribution and medical aspects of Loxosceles rufescens, one of the most invasive spiders of the world (Araneae: Sicariidae). Toxicon : official journal of the International Society on Toxinology, 132, 19–28. https://doi.org/10.1016/j.toxicon.2017.04.007;
  • Albert Greene, Nancy L. Breisch, Thomas Boardman, Benedict B. Pagac, Edward Kunickis, Randall K. Howes, Paul V. Brown, The Mediterranean Recluse Spider, Loxosceles rufescens (Dufour): An Abundant but Cryptic Inhabitant of Deep Infrastructure in the Washington, D.C. Area (Arachnida: Araneae: Sicariidae) , American Entomologist, Volume 55, Issue 3, Fall 2009, Pages 158–169, https://doi.org/10.1093/ae/55.3.158;
  • https://www.aracnofilia.org/aracnologia/il-ragno-violino-e-cosi-pericoloso-loxosceles-rufescens-in-italia/

 

Autore – Alessandro Alvaro

Questo articolo nasce dalla collaborazione con Alessandro Alvaro, Studente di Dottorato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Milano.

Di seguito alcuni suoi riferimenti utili:

 

Non sorprende che i ragni siano tra gli animali più presenti nel folklore di tantissime culture sparse per tutto il pianeta. Questi artropodi, diffusi praticamente in tutti i continenti e presenti sulla Terra probabilmente da 400 milioni di anni , sono eccezionali predatori in grado di sottomettere le proprie prede con una vasta gamma di veleni, ed abili tessitori, capaci di costruire strutture estremamente articolate senza apparente sforzo.

Temuti da molti e amati da pochi, sono erroneamente i soggetti di diversi falsi miti, leggende metropolitane e “bufale”. Inoltre, varie nozioni sui ragni comunemente accettate al di fuori dell’ambiente scientifico, non sono corrette. In questo articolo, sfatiamo insieme 8 miti di queste formidabili creature ad 8 zampe.

 

 

1. I Ragni sono Insetti

Assolutamente no! I ragni non sono insetti, bensì Aracnidi. Sebbene alcune specie di ragni condividono caratteristiche in comune (appartengono al Phylum degli Artropodi) è facile distinguerli. I ragni hanno 8 zampe e di capo e torace fusi in un’unica struttura, detta cefalotorace. Gli insetti, invece, hanno 6 zampe e il corpo diviso in 3 segmenti: capo, torace e addome. Considerando queste caratteristiche fisiche, non si può mai sbagliare nel distinguere un ragno da un insetto!

Caratteristiche dei ragni

2. I ragni sono aggressivi e sono sempre pronti ad attaccare

I ragni diventano aggressivi ed attaccano solamente quando devono procurarsi il cibo e quando devono difendersi. Generalmente, la maggior parte dei ragni sottomettono o paralizzano le proprie prede (principalmente insetti) mordendole con le proprie zanne (dette cheliceri) e inoculandovi il proprio veleno, per poi consumarle “succhiandole” una volta sciolte con un cocktail di enzimi digestivi.

Ovviamente, per catturare una preda, un ragno mette in mostra dei comportamenti di attacco, come però fanno tutti i predatori. I (rari) morsi recapitati agli esseri umani, invece, sono il risultato di un comportamento difensivo estremo. I ragni, infatti, sono animali tendenzialmente timidi, e ricorrono alla fuga come prima strategia di difesa, e solo se messi alle strette possono mordere. Inoltre, nell’eventualità che il morso si verifichi, è probabile che venga effettuato a secco, ovvero senza veleno, il quale è costoso da produrre per il ragno in termini energetici. Quindi se trovate dei ragni in casa, non entrateci in contatto ed una buona soluzione è chiedere il consulto da parte di un’azienda di disinfestazione specializzata che possa indicarvi meglio cosa fare.

3. Tutti i ragni sono velenosi

In realtà, sebbene molte specie di ragni sottometta le proprie prede utilizzando il veleno, questa affermazione è falsa. Siamo abituati ad associare comunemente tutti i ragni che incontriamo al veleno, ma su un totale di circa 50000 specie descritte, circa 300, tutte appartenenti alla famiglia Uloboridae, non posseggono ghiandole velenifere e sono quindi impossibilitati a produrre veleno.

Dispongono però di un’altra strategia per sopraffare le proprie prede: la seta della ragnatele tessute da questi ragni viene pettinata con una struttura chiamata cribellum, che determina la presenza di fibre più fitte e resistenti, che conferiscono alla ragnatela un aspetto lanuginoso. Una volta che la malcapitata preda incappa nella ragnatela degli Uloboridi, vi rimane fatalmente imprigionata, e questi ragni la avvolgono con altra fitta seta e vi riversano i propri fluidi digestivi per scioglierla. In Italia sono presenti 5 specie di Uloboridi, alcune delle quali facilmente rinvenibili in diversi ambienti.

4. Tutti i ragni sono pericolosi

Su ben 50000 specie di ragni descritte dagli studiosi, solamente un centinaio (corrispondente allo 0.2%) si può ritenere responsabile dell’insorgenza di condizioni mediche rilevanti o addirittura della morte in esseri umani. Questo non significa che quando i ragni appartenenti ad una di queste specie mordono una persona, questa sia sempre in pericolo di vita. I morsi di ragno sono un evento molto raro, e nell’eventualità che questo si verifichi, ospedali e centri antiveleno dispongono dei mezzi necessari per fornire le cure necessarie. Alcuni dei ragni più pericolosi per gli esseri umani sono i ragni australiani del genere Atrox, il ragno delle banane Phoenutria nigriventer, diffuso in America del sud, le vedove nere e marroni del genere Latrodectus e i ragni della famiglia Sicariidae. I veleni dei ragni sono generalmente divisi in neurotossici, se attaccano il sistema nervoso, oppure necrotici, se provocano la necrosi dei tessuti circostanti l’area del morso.  In Italia, i ragni di rilevanza medica sono la vedova nera mediterranea Latrodectus tredecimguttatus ed il ragno violino Loxosceles rufescens.

Ragno che fila le ragnatele

La vedova nera è pericolosa?

La vedova nera mediterranea dispone di un veleno neurotossico, caratterizzato dalla alfa-latrotossina, comune a tutte le “vedove”. Un morso con inoculo di veleno può causare negli esseri umani effetti quali paralisi, crampi, sudorazione, spasmi muscolari, difficoltà nella respirazione e problemi cardiaci. La morte è rara e si presenta, come i sintomi più gravi, in soggetti quali bambini, anziani o persone cardiopatiche, e comunque in assenza di trattamento medico. Inoltre, vivendo la vedova nera in habitat scarsamente antropizzati, i casi di incontro con le persone e quindi di conseguente avvelenamento sono rari. I casi di avvelenamento si riscontravano prevalentemente in passato nei contadini che falciavano manualmente il grano e che entravano accidentalmente in contatto con il ragno.

Il ragno violino è pericoloso?

Il ragno violino, invece, è dotato di un veleno neurotossico ed è una specie dalle spiccate abitudini sinantropiche. Specialmente in nord-Italia si può rinvenire nelle abitazioni, dove però cerca rifugi bui e silenziosi quali soffitte, ripostigli e fessure, dai quali si sposta raramente e di poco. E’ un ragno molto timido e anche se molestato morde raramente. Una delle poche eventualità in cui si può venire morsi da ragni di questa specie è quella di calpestarli quando sono nascosti sotto stoffe ed indumenti, che possono usare come rifugio se questi vengono lasciati per terra. Gli effetti del morso sono di natura necrotica, e si verificano ulcerazioni nell’area del morso. Nel nostro Paese, ipotetici morsi attribuiti a questo ragno provocano ogni anno scalpore, ma non ci sono evidenze che supportino alcuna morte collegata al morso del ragno violino. Il veleno di questo ragno è poi meno attivo rispetto ai suoi “cugini” americani Loxosceles laeta e Loxosceles reclusa, i cui morsi risultano dannosi o addirittura fatali comunque solamente in rarissimi casi.

5. Tutti i ragni utilizzano la ragnatela per catturare le proprie prede

No, tantissimi ragni non utilizzano la ragnatela per procurarsi il cibo. L’associazione ragno-ragnatela si origina probabilmente dal fatto che i ragni che tessono le ragnatele vi rimangono sostanzialmente immobili per la maggior parte del tempo, e sono quindi più facili da localizzare nell’ambiente dalle persone.

Diversi ragni però, detti erranti, non tessono le ragnatele a cui siamo comunemente abituati, e vagano per l’ambiente alla ricerca di cibo. Diverse specie di ragni lupo (famiglia Lycosidae) catturano le proprie prede cercandole attivamente nell’ambiente, e le attaccano con i grossi cheliceri. Utilizzano la seta solamente per fabbricare un sacco in cui deporre le uova, da cui schiuderanno dei piccoli che rimarranno per il primo periodo della propria vita sopra l’addome della madre.

6. La ragnatela “normale” dei ragni è quella orbicolare

La ragnatela orbicolare, rotonda e concentrica, è solamente una della tante tipologie di ragnatela tessute dai ragni. Ritenuta la forma “normale” o “classica” forse perché è la più facilmente individuabile dai nostri occhi, la ragnatela orbicolare è tipica solamente di alcune famiglie, come ad esempio gli Araneidi, i Tetragnatidi e gli Uloboridi. Esistono però tantissimi altri tipi di ragnatele, come le ragnatele “a groviglio” associate alle vedove nere, quelle “ad imbuto” tipiche delle migali e quelle “a lenzuolo” degli Agelenidi.

7. Ingoiamo in media 8 ragni all’anno mentre dormiamo

Questa è una delle “bufale” sui ragni sicuramente più fantasiose in assoluto. Questo falso mito si è originato nel 1993, quando la giornalista Lisa Holst lo ha presentato ironicamente come esempio per spiegare come le persone prendano come verità assoluta qualsiasi cosa letta su internet. Il risultato ottenuto dalla giornalista, però, è stato l’opposto: da quel momento tantissime persone hanno iniziato a citare il suo scritto come un fatto scientifico, nonostante le intenzioni dell’autrice fossero l’opposto!

Ad ogni modo, possiamo facilmente sfatare il mito dei ragni ingoiati nel sonno. Per far si che ciò accada, una persona deve dormire con la bocca aperta. Questo presuppone che la persona stia russando o magari respirando con la bocca, e quindi producendo rumore o vibrazioni. I ragni sono, come visto nel mito numero 2, creature timide e caute, e sono molto sensibili alle vibrazioni. Per questa ragione, camminare sui nostri volti mentre russiamo, sbuffiamo o respiriamo non è esattamente un’attività che i ragni potrebbero trovare interessante da intraprendere! In ogni caso, nella rarissima eventualità che un ragno arrivi a camminare sulla nostra faccia durante il sonno, ce ne accorgeremmo sicuramente. In sintesi, non c’è alcun rischio di mangiare involontariamente alcun ragno!

8. Se un animale ha 8 zampe, è un ragno

I ragni appartengono alla classe degli Aracnidi, di cui formano un gruppo (Ordine), chiamato in zoologia “Araneae”. Come detto in precedenza, sono dotati di 8 zampe e di capo e torace fusi in un unica struttura, detta cefalotorace. Queste caratteristiche sono condivise con i ragni da altri 11 ordini 

aracnidi, tra i quali i più noti sono sicuramente gli scorpioni, gli opilioni, gli acari, e le zecche.

Ragni che hanno 8 zampe

Conclusioni

Come abbiamo visto, diversi aspetti che comunemente si attribuiscono ai ragni non risultano veritieri. I ragni sono grandi predatori di insetti (anche dannosi) e svolgono quindi un’importante azione di regolazione delle loro popolazioni. Una cosa è certa: questi animali dalla biologia unica continueranno a farci provare emozioni contrastanti per molto tempo, mentre continuano a tessere pazientemente le proprie ragnatele e a tendere agguati alle proprie prede. Quindi, nel caso in cui trovaste dei ragni in casa, state tranquilli, per l’uomo ed animali non ci sono pericoli! (Se cercati di propria iniziativa)

Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie insetti, grazie ai suoi tecnici esperti. Essere in grado di identificare le varie specie di insetti permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.

Tra gli insetti più comuni che possiamo trovare all’interno di attività commerciali legate all’industria alimentare si annoverano sicuramente i cosiddetti lepidotteri delle derrate, chiamati comunemente “tignole”. Le specie di queste “farfalle” più comuni e più dannose sono la tignola fasciata del grano (il cui nome scientifico è Plodia interpunctella) e la tignola grigia delle derrate (nota a livello scientifico come Ephestia kuehniella). Queste specie di farfalle sono tra le specie più trattate da Biosistemi, vista la loro grande diffusione e il loro interesse dal punto di vista economico relativamente alle attività produttive del settore industriale alimentare. In questo articolo scopriamo insieme la biologia e i danni che questi lepidotteri possono causare ai prodotti e ai derivati delle attività industriali alimentari.

 

 

Caratteristiche e biologia dei lepidotteri delle derrate alimentari

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I lepidotteri delle derrate alimentari, noti comunemente come tignole, sono insetti appartenenti all’ordine Lepidoptera, che comprende farfalle e falene. Il nome di questi insetti fa riferimento alla presenza sulle ali di piccole squame embricate tra di loro, che appaiono ad occhio nudo come una sorta di “polverina”. Farfalle e falene sono insetti olometaboli, ovvero caratterizzati dalla presenza di uno stadio di larva e uno di pupa prima di diventare adulti. Le larve sono comunemente note come “bruchi” e sono generalmente erbivori molto voraci, dotati di un apparato boccale masticatore. Una volta completato lo sviluppo come bruco, questo si impuperà e raggiungerà lo stadio di crisalide, da cui emergerà l’adulto.

Farfalle e falene adulte sono caratterizzate dalla presenza di un apparato boccale dotato di una proboscide detta spiritromba, la quale viene utilizzata per succhiare il nettare delle piante. Sul nostro pianeta esistono circa 160000 specie di farfalle e falene, e i lepidotteri sono sicuramente insetti affascinanti. Alcune specie, però, sono considerate dannose per l’uomo in quanto possono causare problemi ed arrecare danni economici alle attività produttive, come ad esempio quelle legate all’industria alimentare. In questo contesto, i lepidotteri delle derrate alimentari, noti come tignole, sono tra le farfalle più comuni e dannose.  Le specie più comuni e più importanti dal punto di vista economico sono la tignola fasciata del grano e la tignola grigia delle derrate. Entrambe le specie sono da ritenersi cosmopolite e si rinvengono in magazzini di derrate alimentari e in vari locali di industrie alimentari in tutto il mondo.

Caratteristiche e Habitat di Tignole Fasciate e Grigie del Grano

La tignola fasciata del grano è più adattata ad un clima tropicale e sopravvive all’esterno delle industrie alimentare nelle zone tropicali del pianeta. La tignola grigia delle derrate, invece, è più comune nel bacino del mediterraneo; infatti un altro nome con cui è conosciuta la specie è “falena mediterranea della farina”. La tignola fasciata del grano, il cui nome scientifico è Plodia interpunctella, si presenta come una piccola farfalla che raggiunge i 2 cm di apertura alare. Le ali anteriori presentano due fasce, una color crema nella parte più posteriore e una colore marrone-arancione nella parte più anteriore. Le ali posteriori sono invece di colore uniforme, biancastre. Entrambe le paia di ali presentano una frangiatura nella parte più distale. La femmina di tignola fasciata del grano è in grado di deporre fino a 300 uova di diametro inferiore a 0,5 mm. Le larve sono di colore giallognolo con capo, primo segmento toracico ed estremità addominali di colore brunastro. Raggiungono i 1,3-1,5 cm di lunghezza e sono esse a causare il danno ai prodotti alimentari, che consumano ed imbrattano con i residui delle proprie mute e con gli escrementi. Con l’arrivo delle basse temperature, la tignola fasciata del grano supera l’inverno allo stadio di larva. La specie è in grado di compiere dalle 2 alle 4 generazioni all’anno, a seconda delle temperature dell’ambiente in cui gli esemplari vivono.

La tignola grigia delle derrate, nota in entomologia come Ephestia kuehniella, raggiunge anch’essa i 2 cm di apertura alare. Le ali anteriori si presentano di colore grigio e sono caratterizzate da delle ornamentazioni scure, mentre le ali posteriori sono bianche. Sia le ali anteriori che quelle posteriori sono lievemente frangiate. La femmina di tignola grigia delle derrate è in grado di deporre dalle 100 alle 700 uova, da cui fuoriescono larve di 2 cm e di colore giallo-rosato. Come per le larve della tignola fasciata del grano, i bruchi della tignola grigia delle derrate presentano capo, protorace e parte terminale dell’addome di colore bruno. Inoltre, la larva della tignola grigia delle derrate presenta ciuffetti di peli. Anche in questa specie di tignola, sono i bruchi che causano il danno ai prodotti alimentari, come nella tignola fasciata del grano. La tignola grigia delle derrate supera l’inverno generalmente allo stadio di larva, ma anche in altri stadi di sviluppo. La specie compie un numero variabile di generazioni per anno, ma sempre mai meno di 3. In condizioni di clima caldo lo sviluppo non si arresta di inverno e continua per tutto l’anno.

Importanza economica della tignola

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Sia la tignola fasciata del grano che la tignola grigia delle farine attaccano le derrate alimentari composte da cereali come frumento e mais, le paste alimentari con i propri derivati, la frutta secca e i prodotti di origine animale quali carni essiccate. Le infestazioni di questi insetti possono quindi costituire una fonte di danno economico consistente. Il danno è causato dalle larve, che si nutrono dei materiali conservati. Oltre al danno del consumo diretto del prodotto, le larve danneggiano le derrate alimentari avvolgendo i prodotti con dei fili sericei, in cui rimangono aggrovigliate le mute e gli escrementi dei bruchi stessi.

Il prodotto così contaminato non è più commercializzabile, in quanto può essere contaminato da batteri e funghi e può quindi andare incontro a fermentazioni. Inoltre se le larve attaccano delle cariossidi o delle sementi, queste perdono la propria capacità germinale. Vista la capacità delle tignole delle derrate di sviluppare grandi infestazioni, la messa in pratica di metodologie di prevenzione e controllo adeguate è cruciale per prevenire danni dal punto di vista economico.

Metodi di prevenzione e controllo

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Gli esemplari adulti di tignole sono in grado di penetrare all’interno dei magazzini delle industrie alimentari sfruttando aperture o piccoli anfratti in porte e finestre. È quindi importantissimo assicurare la chiusura e la messa in sicurezza dei “punti deboli” dei locali legati alla produzione e allo stoccaggio delle derrate alimentari per prevenire un’infestazione delle tignole. Vanno quindi attuate buone pratiche di pest proofing. Abbiamo trattato in dettaglio il pest proofing in questo articolo sul nostro blog. In caso di infestazione di tignole, si può procedere con il monitoraggio di questi insetti tramite l’impiego di trappole sessuali, cioè trappole che sfruttano i feromoni per attrarre e catturare gli esemplari. Queste trappole presentano i feromoni al proprio interno, e sono dotate di una parte interna collante, dove le tignole rimangono attaccate nel tentativo di raggiungere i feromoni. Le trappole sessuali a feromoni possono essere utilizzate seguendo il ciclo di sviluppo delle tignole, per individuare il momento migliore per realizzare un intervento di disinfestazione.

Le trappole sessuali a feromoni possono costituire però già da sé delle efficaci metodologie di lotta per limitare il numero della popolazione delle tignole, unitamente alle trappole alimentari e le trappole luminose. Se l’entità dell’infestazione, valutata in seguito al monitoraggio, è tale da richiedere un intervento di disinfestazione, si possono applicare le fumigazioni o si possono impiegare insetticidi residuali ad azione per contatto con gli insetti. Le fumigazioni devono essere effettuate da personale specializzato e devono essere autorizzate dalle autorità competenti. Inoltre, per evitare che i prodotti assumano odori che si trasmettano poi ai derivati, le dosi e i periodi di applicazione delle fumigazioni devono essere rigorosamente rispettati. Per quanto riguarda gli insetticidi residuali che agiscono tramite contatto, questi devono essere somministrati con cautela per evitare l’insorgenza di fenomeni di resistenza.

Per scongiurare questo rischio, diversi principi attivi possono essere impiegati in alternanza. Un’altra strategia per limitare o scongiurare un’infestazione da tignole delle derrate alimentari è quella di conservare le derrate in atmosfera controllata o in refrigerazione. Entrambe le tecniche permettono di evitare l’impiego di prodotti chimici. La tecnica dell’atmosfera controllata è utilizzata impiegando anidride carbonica o azoto in sostituzione dell’ossigeno. L’impiego dell’anidride carbonica permette di ottenere risultati migliori per contrastare le tignole, in quanto richiede tempi di applicazione minori rispetto all’azoto. Le tignole vengono eliminate per soffocamento o per effetti tossici causati dall’atmosfera controllata. La tecnica della refrigerazione consente invece di bloccare il metabolismo delle tignole e di conservare i prodotti interessati per lunghi periodi. La conservazione delle derrate alimentari può integrare entrambe le tecniche: si può impiegare un’atmosfera controllata mantenendo basse le temperature di stoccaggio dei prodotti.

Conclusioni

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Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie insetti, grazie ai suoi tecnici esperti. Essere in grado di identificare le varie specie di insetti permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.

La corretta identificazione dei lepidotteri delle derrate (o tignole) quali la tignola fasciata del grano (Plodia interpunctella) e la tignola grigia delle derrate (Ephestia kuehniella)  è cruciale per individuare i luoghi dove effettuare i trattamenti di disinfestazione e permettere così una risoluzione dell’infestazione. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.