Per ematofagia (dalle parole greche αἷμα haima “sangue” e φαγεῖν phagein “mangiare”) si intende la capacità di alcuni organismi di nutrirsi del sangue di vertebrati. L’ematofagia è diffusa principalmente negli artropodi, perlopiù insetti e aracnidi. Gli artropodi che si nutrono di sangue, sebbene diversi tra loro, sono accomunati dalla presenza di apparati boccali capaci di perforare la cute dei vertebrati (incluso l’uomo) per prelevarne il sangue. Per le femmine di questi animali, il sangue rappresenta un alimento fondamentale, in quanto è indispensabile per la maturazione delle uova.

Esistono circa 14000 specie di artropodi che si nutrono di sangue, ma solamente una manciata di specie rappresentano un pericolo per gli esseri umani e i nostri animali domestici in Italia. Tra gli artropodi ematofagi, quattro gruppi rivestono grande importanza: zanzare, pappataci, zecche e pulci. Vediamo insieme le caratteristiche biologiche e i rischi associati ai rappresentanti di questi gruppi che sono presenti in Italia.

 

 

Zanzare

Le zanzare rappresentano l’insetto ematofago per antonomasia. In realtà non tutti sanno che le zanzare non necessitano per forza del sangue per sopravvivere. Il sangue è necessario alle femmine di zanzara per riuscire a produrre le uova, e i maschi non si nutrono di sangue. Sia i maschi che le femmine di zanzara si nutrono principalmente del nettare delle piante. Le zanzare sono pertanto definiti insetti ematofagi facoltativi, in quanto sopravvivono anche senza nutrirsi di sangue, che, come detto, serve alle femmine esclusivamente per la deposizione delle uova. Va da sé che però, senza sangue, le zanzare non possono quindi riprodursi; il sangue riveste quindi un ruolo di primaria importanza per le zanzare. Le zanzare sono caratterizzate da una fase larvale acquatica e una fase adulta terrestre.

Immagine di una zecca comune che succhia sangue

Zanzara comune

In Italia sono presenti circa una settantina di specie, di cui solo alcune rappresentano un potenziale rischio per la salute degli esseri umani. Tra queste citiamo la zanzara comune (Culex pipiens), vettore del virus West Nile, e la zanzara tigre (Aedes albopictus), che può trasmettere diversi patogeni, tra cui il virus Dengue.

Pappataci

I pappataci, noti anche come flebotomi, sono piccoli ditteri imparentati con le zanzare. Come queste, il sangue è necessario alla femmina per la deposizione delle uova. A differenza delle zanzare, però, le larve dei pappataci sono terricole e non acquatiche. I pappataci sono molto piccoli e il loro volo non produce il caratteristico ronzio tipico invece di quello delle zanzare. Si pensa che il termine pappataci derivi infatti dal fatto che mangiano (pappa-) in silenzio (-taci), non uditi dalla persona o dall’animale che pungono.

 

In Italia ne sono presenti 8 specie, di cui due (Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi) sono considerate di interesse sanitario. I pappataci infatti sono noti per il fatto che trasmettono, con la loro puntura, protozoi parassiti appartenenti al genere Leishmania, agenti eziologici della leishmaniosi canina ed umana. Oltre a Leishmania, i pappataci sono in grado di trasmettere anche virus e batteri patogeni.

Zecche

Le zecche sono aracnidi e sono maggiormente imparentate con i ragni che con gli insetti. A differenza delle zanzare, sono ematofagi obbligati. Devono necessariamente alimentarsi di sangue per sopravvivere. Si dividono in due grandi categorie: le zecche dure e le zecche molli.

Le zecche dure sono incluse nella famiglia Ixodidae. Sono caratterizzate dalla presenza di uno scudo dorsale chitinoso rigido, e annoverano tra i loro rappresentanti la zecca dei boschi, nota scientificamente come Ixodes ricinus, e la zecca del cane, nota tra gli scienziati come Riphicephalus sanguineus. Queste zecche sono importanti vettori di agenti patogeni in grado di causare patologie anche gravi nell’uomo. Ad esempio, la zecca dei boschi è il vettore comprovato di un batterio che causa la malattia di Lyme e del virus che causa l’encefalite da zecca.

Zecca comune

Zecca dei boschi

Le zecche molli non presentano lo scudo dorsale rigido, e sono incluse in una famiglia differente, quella degli Argasidae. Sono associate maggiormente agli uccelli, ma occasionalmente possono pungere anche gli esseri umani arrecando danni, anche seri. La puntura della specie più comune, la zecca del piccione (Argas reflexus) è nota, infatti, per provocare problemi che vanno dalle lesioni eritemato-papulose fino allo shock anafilattico.

Pulci

Le pulci sono piccolissimi insetti ematofagi obbligati, come le zecche. Si nutrono del sangue di uccelli e mammiferi e sono note per l’eccezionale capacità di saltare distanze pari a 50 volte la lunghezza del proprio corpo. Le larve sono simili a piccoli vermi e si nutrono di sostanza organica. Oltre ad arrecare fastidio, le punture delle pulci possono veicolare agenti patogeni come batteri e virus. Tristemente famoso è il batterio causa della peste bubbonica, trasmesso proprio dalle pulci all’uomo e presente ancora oggi nelle zone tropicali del pianeta. Alle nostre latitudini, le pulci sono implicate nella trasmissione di batteri del genere Rickettsia.

Conclusioni

Per il contrasto agli artropodi ematofagi, è fondamentale seguire un approccio di disinfestazione professionale. Per questo, affidati a ditte specializzate come Biosistemi. La corretta identificazione della specie di infestante, il monitoraggio continuo e l’adattamento dei piani di controllo in base alle esigenze del cliente sono la chiave per mitigare il rischio sanitario legato alla presenza degli artropodi che si nutrono di sangue.

 

 

Gli insetti neri più comuni in casa d’estate sono le blatte (scarafaggi) e alcuni coleotteri, in particolare il carabo zampe rosse. Si distinguono in 3 modi: le blatte hanno il corpo appiattito, le antenne molto lunghe e si muovono velocemente a contatto col pavimento; i coleotteri hanno il corpo convesso, le elitre rigide e lucide, e camminano più lentamente. Se l’insetto scappa alla luce e si nasconde negli angoli umidi, quasi certamente è una blatta. Se si trova vicino a porte e finestre, è probabilmente un coleottero entrato dall’esterno.

In questo articolo andremo ad esplorare le differenze di questi insetti neri per identificare correttamente questi ospiti indesiderati che entrano, generalmente d’estate, nelle nostre abitazioni.

 

 

Scarafaggio Nero

Esistono diversi tipi di scarafaggio, ma la specie di colore nero più comune è lo scarafaggio nero, chiamata scientificamente Blatta orientalis. Questo scarafaggio arriva, da adulto, ai 2.5-4 cm di lunghezza. Come tutte le blatte, non esistono larve, ma neanidi e ninfe, che assomigliano agli adulti, ma hanno dimensioni più contenute. In casa, si possono rivenire quando vi si avventurano alla ricerca di cibo. Come tutte le blatte, le blatte nere possono agire da vettori meccanici per svariati virus, batteri, protozoi e vermi infestanti. Di conseguenza, la presenza di scarafaggi comporta dei rischi a livello igienico-sanitario. 

Scarafaggi Neri rinvenuti durante un intervento di disinfestazione

Carabo zampe rosse (Coleottero)

Ci sono tantissimi tipi di coleotteri neri, ma uno dei più facili da rinvenire in casa durante l’estate è il carabo zampe rosse, noto nella letteratura scientifica con il nome scientifico di Harpalus rufipes. Come tutti i coleotteri, questi insetti depongono uova, da cui schiudono larve, che diventeranno adulti passando attraverso lo stadio di pupa. Gli adulti di questo insetto nero possono essere trovati in casa da maggio fino alla fine di ottobre. Sono lunghi generalmente dagli 11 ai 16 mm e sono di colore nero, con antenne e zampe, come lascia intendere il loro nome, di colore rossastro.

Un esemplare di carabo zampe rosse. Foto di Ludivine Lamare – https://www.inaturalist.org/photos/ 302947367

Il carabo zampe rosse può essere dannoso allo stadio adulto. Infatti, questi insetti si nutrono di fragole, barbabietole, e di semi di cereali. D’altro canto, il carabo zampe rosse può risultare utile, poiché è anche un vorace predatore di altri insetti e di limacce. In ogni caso, a differenza dello scarafaggio nero, la sua presenza in casa non comporta alcun rischio a livello igienico-sanitario.

Come distinguo lo scarafaggio nero dal carabo zampe rosse?

Sebbene questi due insetti neri possano risultare simili tra loro, possono essere distinti facilmente considerando alcuni caratteri morfologici e comportamentali:

Ali

  • Il carabo zampe rosse, essendo un coleottero, presenta il primo paio di ali modificato in elitre. Queste ali sono nere ed estremamente indurite, e servono a proteggere l’insetto. Partono dalla fine del torace e arrivano alla fine del corpo dell’insetto.
  • La blatta nera ha il primo paio di ali modificato in tegmine, meno sclerificate rispetto alle elitre. Queste ali partono dalla fine del torace e arrivano alla fine del corpo nei maschi, mentre sono solo abbozzate nelle femmine. Sulla parte terminale dell’addome, sono presenti due appendici dette cerci, mancanti nel carabo zampe rosse.

Esemplare di carabo zampe rosse, con evidenziate le caratteristiche per distinguere questo insetto dallo scarafaggio nero – Foto di © entomart – https://commons.wikimedia.org/wiki/ File:Pseudoophonus_rufipes01.jpg#file

Testa (capo) e antenne

  • La testa del carabo zampe rosse è ben distinta dal torace. Le antenne sono abbastanza lunghe, ma non come nelle blatte.
  • Nelle blatte, la testa sembra essere “incassata” sotto il grande torace, e risulta spesso meno visibile che nel carabo. Le antenne sono molto più lunghe che nel carabo.

Momento del ritrovamento

  • Il carabo zampe rosse può essere rinvenuto sia di giorno che di notte.
  • Le blatte tendono a rimanere nascoste durante il giorno e diventano maggiormente attive durante la notte. È quindi più facile trovarle in casa nelle ore serali e notturne.

Quando chiamare un professionista per la disinfestazione da blatte

Chiama subito un professionista se trovi più di un esemplare in più occasioni, se vedi blatte di piccola taglia (potrebbero essere neanidi, segnale di riproduzione in atto), o se noti escrementi scuri simili a granelli di pepe nelle zone sotto i lavelli o dietro gli elettrodomestici.

Un’infestazione da blatte non si risolve spontaneamente. La Blatta orientalis può sopravvivere fino a un anno e produrre centinaia di discendenti nelle condizioni giuste. I prodotti da supermercato (spray, trappole adesive) possono ridurre temporaneamente la popolazione visibile ma raramente eliminano l’origine del problema, di solito il nido, nascosto nelle tubature.

Biosistemi offre servizi di disinfestazione professionale da blatte per privati, condomini e aziende nelle province di Varese, Milano (Legnano, Busto Arsizio) e Como. Il trattamento prevede l’utilizzo di gel insetticida ad azione mirata, posizionato nei punti di rifugio, più efficace degli spray in quanto raggiunge le colonie nascoste.

Domande frequenti

Come faccio a capire se l’insetto nero in casa è una blatta o un coleottero?

Osserva la velocità e il comportamento: le blatte sono velocissime e fuggono alla luce, i coleotteri si muovono lentamente. Le blatte hanno antenne molto lunghe (pari o superiori al corpo) e due cerci visibili in coda; i coleotteri hanno elitre rigide e lucide che coprono tutto l’addome. Se l’insetto esce dagli scarichi o da sotto il lavello, è quasi certamente una blatta.

Le blatte nere in casa sono pericolose per la salute?

Sì. Le blatte nere (Blatta orientalis) sono vettori meccanici di batteri come Salmonella ed E. coli, virus e uova di parassiti. Possono contaminare superfici e alimenti semplicemente camminarci sopra. Le loro spoglie e gli escrementi possono inoltre scatenare reazioni allergiche e asma, specialmente nei bambini.

Ho trovato un solo insetto nero in casa: devo preoccuparmi?

Se è un coleottero (corpo convesso, elitre rigide, movimento lento), no: è un ospite occasionale entrato dalla finestra o dalla porta. Se è una blatta (corpo piatto, antenne lunghe, fuga rapida), sì: le blatte raramente sono sole. La presenza di anche un solo esemplare può indicare una colonia nascosta nelle tubature o nelle fessure. Contatta un professionista per una verifica.

Perché in estate ci sono più insetti neri in casa?

Le blatte aumentano la propria attività con il caldo: si riproducono più rapidamente sopra i 25°C e si spostano di più in cerca di cibo e acqua. I coleotteri come il carabo zampe rosse sono invece più attivi in primavera-estate e capita che entrino di notte attraverso porte e finestre aperte, attratti dalla luce.

Qual è la dimensione di una blatta nera adulta?

La Blatta orientalis adulta misura tra i 2,5 e i 4 cm di lunghezza. Le neanidi (giovani) sono molto più piccole, da pochi millimetri fino a circa 1 cm nelle fasi avanzate. Se trovi insetti neri molto piccoli e veloci in cucina, potrebbero essere neanidi di blatta: segnale che la riproduzione è già in atto.

I prodotti da supermercato eliminano le blatte in casa?

Gli spray insetticidi uccidono gli esemplari con cui entrano in contatto diretto, ma non raggiungono le colonie nascoste nelle fognature o nelle fessure delle tubature. Per una disinfestazione efficace e duratura è necessario il gel insetticida professionale, applicato nei punti di rifugio e passaggio, che gli individui trasportano poi alla colonia. Biosistemi utilizza prodotti professionali autorizzati, con trattamenti mirati e sicuri per persone e animali domestici.

Come prevenire le blatte in casa d’estate?

Le misure preventive principali sono: mantenere asciutti gli ambienti sotto i lavelli, sigillare i sifoni inutilizzati con tappi, conservare gli alimenti in contenitori chiusi, sigillare le fessure attorno a tubature e cavi, e svuotare regolarmente i cestini. Un programma di monitoraggio periodico con Biosistemi permette di individuare segnali di infestazione prima che diventi un problema conclamato.

Conclusioni

Abbiamo visto insieme come distinguere due insetti apparentemente molto simili, ma la cui presenza nelle nostre case comporta rischi decisamente diversi. In caso non siete sicuri di che tipo di insetto nero avete trovato in casa, potete contattare un professionista del pest control.

Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie insetti, grazie ai suoi tecnici esperti. Riuscire a distinguere un innocuo coleottero nero da una blatta nera consente di valutare il bisogno di realizzare un intervento di disinfestazione. 

Inoltre, se siete sicuri di avere trovato delle blatte nere, evitate assolutamente l’approccio “fai da te”! Potreste sprecare inutilmente tempo e denaro ed arrecare un danno a persone o animali domestici. L’intervento di Biosistemi seguirà un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. I nostri interventi di disinfestazione blatte fanno parte dei servizi di disinfestazione che eroghiamo quotidianamente per risolvere i vari problemi dei nostri clienti.

Piccole, velocissime e fastidiose: a chiunque sarà capitato almeno una volta di avere a che fare con le mosche. Questi insetti non rappresentano però solamente una semplice “seccatura”: le mosche possono essere portatrici di diversi agenti patogeni. Questi microrganismi possono rappresentare un pericolo per la salute di persone ed animali, e arrecare danni alla produzione delle aziende, specialmente in un contesto agro-alimentare. 

In questo articolo, analizziamo insieme quali tipi di mosche possono infestare le aziende agro-alimentari e che tipologia di danni possono arrecare.

 

 

Quali sono i tipi di mosche che possono infestare un’azienda agro-alimentare?

Le mosche sono insetti appartenenti al gruppo dei Ditteri, chiamati così per la presenza di sole due ali membranose (dis=due – pteron=ali). Le specie più comuni di mosche implicate nell’infestazione di aziende agro-alimentari appartengono alle famiglie Muscidae, Calliphoridae e Sarcophagidae, e tra queste troviamo:

  • Mosca domestica – Musca domestica Linnaeus, 1758 – Famiglia Muscidae

Figura 1: Esemplare di Musca domestica. Foto di Saravana Kumar, scaricata da https://unsplash.com/it.

  • Moscone blu della carne – Calliphora vomitoria (Linnaeus, 1758) – Famiglia Calliphoridae

Figura 2: Esemplare di Calliphora vomitoria. Foto di Skyler Ewing, scaricata da https://unsplash.com/it.

  • Mosca verde – Lucilia sericata (Meigen, 1826) – Famiglia Calliphoridae

Figura 3: Esemplare di Lucilia sericata. Foto di Philip Veater, scaricata da https://unsplash.com/it.

  • Mosca carnaria – Sarcophaga carnaria (Linnaeus, 1758) – Famiglia Sarcophagidae

Figura 4: Esemplare di Sarcophaga carnaria. Foto di Iuliu Illes, scaricata da https://unsplash.com/it.

Per maggiori informazioni sulle mosche che interessano le abitazioni, vi consigliamo la lettura del nostro articolo sulla mosca dei bagni e degli scarichi e sul suo relativo controllo.

Ho trovato queste mosche nella mia azienda. Una loro infestazione che danni può causare?

I tipi di mosca sopracitati possono causare diversi tipi di danni. Nello specifico, possono:

  1. Contaminare i prodotti aziendali
  2. Trasportare agenti patogeni
  3. Essere fonte di stress 
  4. Procurare un danno d’immagine all’azienda

1. Contaminare i prodotti aziendali

Le mosche si nutrono e si riproducono sfruttando qualsiasi tipo di materiale organico, spesso anche avariato. Ad esempio, le uova di mosca vengono deposte su letame, carcasse di animali e cibo avariato, che possono rappresentare un ricettacolo di microrganismi, anche patogeni. Le mosche adulte si posano e si nutrono su queste fonti di materia organica, e sono quindi esposte a tali microrganismi, che posson trasportare sul proprio corpo o espellere con le feci.  

Quindi, ad esempio, una mosca può posarsi su una carcassa di topo, alimentarsi, e poi volare e in seguito posarsi e defecare su prodotti alimentari. Questo comportamento comporta il trasporto passivo di eventuali microrganismi tramite la mosca. 

Inoltre, le secrezioni salivari e le feci delle mosche possono contaminare i prodotti alimentari infestati, senza che queste necessariamente siano colonizzate da agenti patogeni. I prodotti così contaminati sono da eliminare, e questo rappresenta una perdita economica per l’azienda coinvolta nell’infestazione.

2.Trasportare agenti patogeni

Le mosche possono agire da vettori meccanici di diversi agenti patogeni. Un vettore meccanico acquisisce dall’ambiente un agente patogeno e lo trasporta sul proprio corpo, trasmettendolo in maniera passiva. I vettori meccanici differiscono dai vettori biologici, come, ad esempio, le zanzare: questi ultimi trasmettono attivamente gli agenti patogeni, ad esempio attraverso una puntura, e sono indispensabili per alcune fasi del ciclo vitale del patogeno stesso.

Come agiscono le mosche da vettori meccanici? Come illustrato precedentemente, le mosche si riproducono e si nutrono su materiali organici in decomposizione, dai quali possono acquisire e trasportare microrganismi patogeni sul proprio corpo o tramite le feci. In letteratura scientifica, infatti, le mosche sono segnalate come vettori meccanici di diversi virus (es. Newcastle disease virus) batteri (es. Campylobacter, Helicobacter, Salmonella etc.), protozoi (es. Giardia, Entameba, Cryptosporidium) e perfino uova di cestodi (gruppo a cui appartengono le tenie).

3. Essere fonte di stress

Le mosche possono rappresentare una considerevole fonte di stress sia per i lavoratori agro-alimentari che per gli animali da reddito. Per quanto riguarda i lavoratori, sia indoor che outdoor, il fatto di essere costantemente infastiditi da sciami di mosche può arrecare stress psicologico. Infatti, i lavoratori possono accusare stress sia per l’intrinseco costante fastidio provato, che per l’apprensione di contrarre malattie derivanti dalle mosche. 

Il bestiame è invece infastidito dal comportamento delle mosche e numeri eccessivi di questi insetti possono causare elevati livelli di stress negli animali. Per allontanare le mosche, il bestiame tende a muoversi continuamente e a trascorrere meno tempo sdraiato per riposare. In situazioni estreme, la produttività degli animali può diminuire.

4. Procurare un danno d’immagine all’azienda

Dal punto di vista di un cliente o di un’autorità di controllo di un’azienda del settore agro-alimentare, non è certamente indice di un ambiente igienicamente sicuro né conforme agli standard di sicurezza alimentare. Immaginate di entrare in un locale, come ad esempio un ristorante, e vedere mosche svolazzare in lungo e in largo e posarsi sui piatti dei clienti. Sicuramente non si tratta di un bello spettacolo!

Una situazione come quella sopra-descritta può trasmettere un’immagine di trascuratezza nella gestione del locale e di scarsa igiene dello stesso. Le mosche, infatti, possono comportarsi da vettori meccanici di diversi patogeni (vedi sopra), e la loro presenza può contribuire a compromettere la reputazione di un’azienda.  La presenza di tali insetti, in casi più gravi ed estremi, può portare alla segnalazione dell’azienda alle autorità competenti, con conseguenze che vanno dalle sanzioni alla sospensione delle attività.

Conclusione

In base a quanto abbiamo visto insieme in queto articolo, possiamo concludere dicendo che le mosche sono in grado di provocare seri danni ad un’azienda alimentare. Questi danni possono essere di natura prettamente economica, come ad esempio la contaminazione di alimenti, in seguito non più utilizzabili, oppure di natura igienico-sanitaria. Infatti, le mosche sono in grado di veicolare meccanicamente una vasta gamma di patogeni per esseri umani ed animali. Da non sottovalutare, inoltre, il danno psicologico e d’immagine che un’infestazione di mosche può causare.

Per arrivare ad una risoluzione di un’infestazione di mosche in ambito agro-alimentare, servono competenze specifiche, conoscenza delle normative e interventi calibrati sulle singole criticità di ogni realtà aziendale. Per questa ragione, occorre affidarsi ai professionisti del settore per un corretto servizio di disinfestazione ed evitare assolutamente approcci “fai da te”. 

Biosistemi si distingue come un partner affidabile, offrendo non solo soluzioni efficaci per risolvere le infestazioni, ma anche strategie mirate per prevenirle. Il nostro approccio non si limita a eliminare gli infestanti, ma si concentra anche sull’implementazione di piani personalizzati di controllo e prevenzione, pensati per ogni specifica realtà produttiva. Ci impegniamo a ridurre al minimo l’impatto ambientale delle nostre azioni, preservando al contempo i più elevati standard di igiene e sicurezza sanitaria.

 

Autore – Alessandro Alvaro

Questo articolo nasce dalla collaborazione con Alessandro Alvaro, Studente di Dottorato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Milano.

Di seguito alcuni suoi riferimenti utili:

Quando pensiamo alle formiche o alle termiti, ci vengono in mente piccoli insetti senza ali che costruiscono grandi e complessi nidi, in cui lavorano in perfetta sincronia. Eppure, esemplari alati sono presenti sia nelle formiche che nelle termiti. Formiche alate e termiti alate rivestono un ruolo molto importante nella riproduzione di questi insetti. Ad un primo sguardo, un osservatore inesperto potrebbe confondere le formiche alate con le termiti alate, data la loro somiglianza, anche in termini di dimensioni. Molte persone possono scambiare le formiche alate per termiti alate destando preoccupazione, perché le termiti possono risultare distruttive per le strutture in legno.

Questo perché le termiti si nutrono di legno, e le loro infestazioni possono rappresentare un pericolo per le case e per mobili ed infissi. Le formiche, invece, seppur in grado di attuare infestazioni, provocano danni decisamente minori. Un esame più attento di tali insetti, tuttavia, rivela alcune differenze significative, utili a distinguere le formiche alate dalle termiti alate. Vediamo in questo articolo quali sono le differenze tra le formiche alate e le termiti alate, per imparare a riconoscerle e a distinguerle tra loro.

 

 

Caratteristiche delle formiche

Le formiche sono tra gli insetti più familiari e più comuni da incontrare. Si trovano in quasi tutti gli ambienti, sia naturali che urbani. Le formiche presentano una colorazione generalmente nera e sono insetti di piccole dimensioni. Dispongono di potenti mandibole e si nutrono di altri insetti ed artropodi, semi e melata, una sostanza zuccherina prodotta dagli afidi. Sono strettamente imparentate con api, vespe e calabroni. Per questa ragione, sono infatti incluse nell’ordine degli imenotteri. Le formiche sono insetti eusociali, ossia presentano il livello più avanzato di organizzazione sociale noto. Vivono infatti in colonie altamente organizzate, note come formicai, che possono ospitare da 20.000 a 100.000 individui a seconda della specie e che vengono costruiti nel terreno o sugli alberi.

La società delle formiche è caratterizzata da una netta suddivisione in caste: una regina fertile depone le uova, mentre le operaie sterili si occupano di costruire e mantenere il formicaio, allevare i piccoli e procacciare il cibo.  Alcuni individui alati, maschi e femmine, partecipano al volo nuziale, durante il quale avviene la riproduzione e la fondazione di nuove colonie. Attualmente, sono note circa 15.700 specie di formiche, di cui 244 presenti in Italia, con 34 specie endemiche (ovvero che si trovano solamente nel nostro Paese). Tra le specie più comuni che Biosistemi incontra durante le procedure di disinfestazione figurano i generi Crematogaster e Lasius

Caratteristiche delle termiti

Le termiti sono sicuramente meno note rispetto alle formiche, in quanto sono meno comuni. Come queste ultime, le termiti sono insetti eusociali noti per la loro abilità nel costruire imponenti strutture chiamate termitai, in cui vivono in colonie altamente organizzate. Generalmente di colore biancastro o marrone chiaro, le termiti sono insetti di piccole dimensioni e si distinguono per il corpo morbido e la testa dotata di robuste mandibole, utilizzate per masticare il legno e altri materiali vegetali. Le termiti sono infatti insetti xilofagi, ovvero si nutrono di legno e materiali ricchi di cellulosa, grazie alla simbiosi con batteri e protozoi presenti nel loro intestino, che li aiutano a digerire queste sostanze.

Le abitudini alimentari delle termiti le rende pericolose per le case e per le strutture in legno. Le termiti, come le formiche, hanno una società composta da caste ben definite, simili a quelle precedentemente descritte per le formiche. Le termiti non sono imenotteri come le formiche, ma appartengono al gruppo degli isotteri, evolutivamente vicino agli scarafaggi.  Sono 3.000 le specie di termiti conosciute in tutto il mondo, con la maggiore diversità concentrata nelle aree tropicali.

In Italia sono presenti poche specie, appartenenti ai generi Kalotermes e Reticulitermes. Anche se possono causare gravi danni alle strutture in legno, le termiti svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi, accelerando il processo di decomposizione e riciclando sostanze organiche nel suolo.

Quando compaiono formiche e termiti alate?

Sia le formiche alate che le termiti alate compaiono durante un processo chiamato sciamatura. Durante la sciamatura, maschi e femmine alate di questi insetti escono dal nido della propria colonia e compiono il cosiddetto volo nuziale, dove le future regine si accoppiano con maschi in volo. Nelle termiti alate la sciamatura avviene in primavera, mente le formiche alate sciamano in estate. Una volta completato l’accoppiamento, la regina fecondata è pronta a fondare una nuova colonia.

Per farlo, si stacca le ali ed inizia a scavare in un punto favorevole, dove darà luce ad individui appartenenti alle varie caste e dove quindi sorgerà un nuovo formicaio. Nelle formiche i maschi muoiono poco dopo l’accoppiamento, mentre nelle termiti il maschio che si è accoppiato diventa re e fonda la colonia insieme alla regina.

Nel nostro Paese, essendo le formiche molto più comuni delle termiti, si osservano molto più spesso le sciamature delle formiche. Una colonia di formiche ben consolidata può produrre centinaia di formiche alate. Inoltre, tutte le colonie della stessa specie in una determinata area producono formiche alate contemporaneamente.

 

Differenze e confronto tra formiche alate e termiti alate

Ora che abbiamo visto insieme le caratteristiche delle formiche e delle termiti, e che abbiamo compreso il fenomeno della sciamatura, vediamo come riconoscere e distinguerle nel pratico.

Le formiche alate hanno generalmente una colorazione nera o marrone scuro, mentre le termiti alate sono generalmente di colore biancastro, beige, o marrone chiaro. Questo non è vero però per le specie italiane di termiti, dove i maschi sono di colore nero, come nelle Reticulitermes, o marrone, come nelle Kalotermes. Il colore non è dunque un buon carattere per distinguere le formiche alate dalle termiti alate.

Vediamo di seguito dei caratteri utili per distinguere le formiche alate dalle termiti alate:

  • Ali: questo carattere è forse il più importante per distinguere le formiche alate dalle termiti alate. Le formiche alate dispongono di due paia di ali diversi tra loro, con le ali anteriori più grandi di quelle posteriori. Sia le ali anteriori che posteriori delle formiche alate sono caratterizzate da poche nervature. Le termiti alate, invece, hanno le ali anteriori e posteriori di uguale grandezza. Le ali delle termiti alate sono inoltre caratterizzate da un numero maggiore di nervature rispetto a quelle delle formiche alate.
  • Forma dell’addome: nelle formiche alate si distinguono bene i tre segmenti del corpo, ovvero capo, torace e addome. il torace e l’addome globoso delle formiche alate sono collegati da una struttura detta peziolo. Le termiti alate mancano di questa struttura, infatti se osservate superficialmente sembrano avere solamente due segmenti.
  • Antenne: le antenne delle formiche alate possono piegarsi a mo’ di gomito. Le antenne delle termiti alate, invece, sono completamente dritte.

E’ importante notare che la forma dell’addome e le antenne sono uguali tra le forme alate e non alate di formiche e termiti.

Immagine di termite alata in bianco e nero

Immagine di una formica alata in bianco e nero

Conclusioni

In questo articolo abbiamo esaminato le caratteristiche delle formiche e delle termiti e abbiamo compreso il fenomeno della sciamatura delle forme alate. Abbiamo poi passato in rassegna le caratteristiche utili a distinguere le formiche alate dalle termiti alate.

Per i servizi di disinfestazione, Biosistemi si avvale solo di tecnici esperti, in gradi di fornire una corretta identificazione delle varie specie di formiche. Essere in grado di distinguere le formiche alate dalle termiti alate è determinante per pianificare il miglior intervento di disinfestazione.

Biosistemi si avvale di un servizio di identificazione tramite DNA barcoding , che permette un riconoscimento sicuro degli insetti a livello di specie. Riconoscere correttamente le varie specie di insetti permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.  Il servizio di DNA barcoding risulta particolarmente utile per le termiti, poiché la dimensione della popolazione varia tra le specie e può influire sull’approccio al trattamento.

 

Dalla metà degli anni 2010, il ragno violino ha ricevuto un’attenzione mediatica sempre crescente durante il periodo estivo, a seguito di una serie di presunti morsi che hanno suscitato preoccupazione in diverse regioni d’Italia. Sebbene si tratti di una specie nativa del bacino del Mediterraneo e, quindi, da sempre presente sul territorio italiano, la notorietà di questo ragno è aumentata ultimamente a causa dei possibili effetti del suo morso, talvolta associati a lesioni necrotizzanti e a gravi reazioni cutanee. La percezione del rischio nei confronti del ragno violino è stata ulteriormente amplificata da notizie di cronaca che hanno riportato casi di morsi ritenuti letali per alcune persone. In realtà, anche se il veleno del ragno violino è considerato di rilevanza medica, l’entità e la frequenza degli incidenti gravi sono spesso esagerate rispetto alla reale pericolosità della specie.

È quindi corretto parlare di una “emergenza ragno violino”?

In questo articolo presentiamo le caratteristiche biologiche ed ecologiche del ragno violino e discutiamo la sua rilevanza sanitaria. Questo lavoro intende fornire una guida che raccolga evidenze scientifiche sul ragno violino e si propone come una risorsa per comprenderne le caratteristiche.

 

 

Classificazione scientifica

Il ragno violino è noto nella letteratura scientifica con il nome di Loxosceles rufescens. Appartiene alla famiglia Sicariidae (latino sicarium=sicario), le cui 176 specie sono dotate di un veleno di rilevanza medica, il quale è probabilmente all’origine del nome di tale famiglia. Il ragno violino viene descritto formalmente dal medico e naturalista francese Jean-Marie Léon Dufour (1780 – 1865) nel 1820, dopo aver raccolto degli esemplari nei dintorni di Valencia, in Spagna.

Disegni di Jean-Marie Léon Dufour tratti dalla pubblicazione in cui il ragno violino (nel cerchio azzurro) è stato descritto nel 1820. Immagine presa e modificata da Dufour, 1820.

Disegni di Jean-Marie Léon Dufour tratti dalla pubblicazione in cui il ragno violino (nel cerchio azzurro) è stato descritto nel 1820. Immagine presa e modificata da Dufour, 1820.

La specie è segnalata nel nostro Paese già nel 1868 nell’opera “Araneidi italiani” pubblicata da Giovanni Canestrini e Pietro Pavesi. Nella pubblicazione, il ragno violino viene segnalato a Napoli.

 

Caratteristiche fisiche e riconoscimento

Il ragno violino è un ragno dalle medie dimensioni e raggiunge i 7-8 mm di lunghezza del corpo, che è di colorazione marrone. Le zampe sono lunghe e snelle. Il ragno violino dispone di 6 occhi, disposti in tre caratteristiche coppie. La maggior parte dei ragni ha, invece, 8 occhi.

Il nome comune di questo ragno deriva da una macchia scura situata sul cefalotorace, che ricorda vagamente la forma di un violino. Questa caratteristica è comune a tutte le specie del genere Loxosceles, che ammontano a 147, i cui rappresentanti sono noti tutti come “ragni violino”. Il nome comune della specie presente in Italia è dunque ragno violino mediterraneo. Per semplicità, nel presente articolo, continueremo a riferirci a questa specie con il nome di “ragno violino”. Sia il numero di occhi che la presenza della macchia a forma di violino sono citati come elementi utili per il riconoscimento del ragno violino. Tuttavia, questi caratteri non sono esclusivi di tale specie.

Esemplari adulti di ragno violino. La caratteristica forma di violino che conferisce il nome comune a questa specie è indicata dalla freccia. La femmina è riportata in (A), mentre il maschio in (B). Immagine presa e modificata da Nentwig et al., 2017.

Esemplari adulti di ragno violino. La caratteristica forma di violino che conferisce il nome comune a questa specie è indicata dalla freccia. La femmina è riportata in (A), mentre il maschio in (B). Immagine presa e modificata da Nentwig et al., 2017.

Esemplare di ragno violino recuperato in un appartamento a Milano. I 6 occhi sono cerchiati in (A) ed evidenziati in (B). Foto di Alessandro Alvaro.

Esemplare di ragno violino recuperato in un appartamento a Milano. I 6 occhi sono cerchiati in (A) ed evidenziati in (B). Foto di Alessandro Alvaro.

Per questo motivo, in caso di incontro con un ragno che si ritiene essere simile al ragno violino, si raccomanda di spedirlo, anche morto, ad un esperto qualificato in grado di riconoscerlo.

Distribuzione geografica

Il ragno violino si è evoluto nel bacino del Mediterraneo più di 5000 anni fa, e ha colonizzato naturalmente alcuni territori temperati dell’Asia occidentale. Il ragno violino costituisce una specie autoctona (ovvero nativa) in Portogallo, Spagna, Francia (sud del Paese), Italia, Croazia, Grecia, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Siria, Turchia, Iran, Afghanistan, Turkmenistan, Arabia Saudita (nord del Paese), Iraq (nord del Paese), Kazakistan (nord del Paese), e Uzbekistan (ovest del Paese).

Distribuzione globale del ragno violino. Immagine presa e modificata da Nentwig et al., 2017.

Distribuzione globale del ragno violino. Immagine presa e modificata da Nentwig et al., 2017.

L’areale nativo della specie è quindi delimitato a sud dai deserti africani e del Vicino Oriente, e a est dalle alte catene montuose del Tien Shan, del Pamir e del Karakorum. A partire dal proprio areale nativo, il ragno violino si è diffuso in tutti i continenti (tranne che in America del sud) sfruttando le attività umane, come ad esempio il trasporto delle merci.

Biologia, ecologia, ed habitat

Ragno violino osservato nel proprio habitat naturale, sotto una corteccia (A), e in ambito sinantropico, tra dei panni (B). Foto (A) di Eleftherios Katsillis; Foto (B) presa da aracnofilia.org.

Ragno violino osservato nel proprio habitat naturale, sotto una corteccia (A), e in ambito sinantropico, tra dei panni (B). Foto (A) di Eleftherios Katsillis; Foto (B) presa da aracnofilia.org.

Il ragno violino si può rinvenire in una grande varietà di habitat, sia selvatici che sinantropici (ovvero in associazione agli esseri umani). In natura, il ragno violino predilige ambienti di macchia mediterranea e zone simil-steppiche con vegetazione sparsa. È possibile trovarlo anche in aree montagnose, ma preferibilmente a bassa altitudine. In questi habitat, si rifugia sotto rocce, nella corteccia degli alberi e in fessure, dove può trovare riparo e un ambiente idoneo alla sua sopravvivenza. E’ invece assente nei deserti. 

In habitat di origine antropica il ragno può essere presente in frutteti, giardini, e discariche. In ambito cittadino, si può rinvenire all’interno di abitazioni, dove abita locali bui e poco disturbati quali sottotetti, cantine, solai, locali tecnici, locali adibiti allo stoccaggio della spazzatura, retro del mobilio, e fessure di muri. Inoltre può nascondersi sotto cartoni, scatole, e sotto o all’interno di indumenti e ciabatte lasciati a terra e immobili per lunghi periodi. L’utilizzo del vestiario come rifugio rappresenta il principale fattore di rischio per le morsicature, poiché il ragno morde solo se si sente minacciato o viene accidentalmente schiacciato. La maggior parte degli incidenti avviene proprio in queste circostanze, quando la persona non si accorge della sua presenza e lo comprime involontariamente.

Il ragno violino è un animale schivo, timido e per nulla aggressivo, che tende a rimanere vicino al proprio rifugio. È un aracnide notturno, che di giorno resta nascosto nel suo riparo e si rende attivo di notte per procacciarsi il cibo. Questo aspetto della biologia di tale specie è all’origine del secondo nome comune dei ragni violino, ovvero “ragni eremita” (in inglese “recluse spiders”). Il ragno violino, dunque (come del resto tutti i ragni), non cerca attivamente l’uomo per effettuare morsicature intenzionali. I ragni non sono infatti né predatori né parassiti degli esseri umani, e i morsi si verificano in circostanze eccezionali, dove il ragno percepisce un estremo pericolo per la propria sicurezza e non può né fuggire né nascondersi.

Il ragno violino è un ragno polifago, che si nutre in maniera opportunistica di diversi artropodi. Tesse una ragnatela di forma irregolare che utilizza sia come rifugio che come trappola per le proprie prede. La ragnatela consiste di uno specifico tipo di seta ed è stata definita come “appiccicosa”. Questa caratteristica rappresenta un vantaggio in quanto permette al ragno di intrappolare con maggior successo le prede, che sono presenti in basso numero negli ambienti che abita. Il ragno è anche in grado di catturare le proprie prede attivamente mentre cammina, durante la propria attività notturna. La dieta del ragno violino è stata poco studiata, ed è riportato che, in ambiente sinantropico, questo ragno si nutra di  insetti come formiche, termiti, blatte e pesciolini d’argento. Il ragno violino è in grado di rimanere immobile per lunghi periodi e può sopravvivere senza acqua o cibo per un intervallo che va da 3 a 5 mesi. Queste caratteristiche sono adattamenti all’ambiente in cui il ragno è naturalmente presente, che gli hanno inoltre permesso di colonizzare passivamente altre aree del pianeta di cui non è nativo, sopravvivendo anche a lunghi spostamenti.

In Italia, il ragno violino è presente, nelle regioni del centro-sud e nelle isole, sia in ambienti naturali che in contesti sinantropici. Nelle regioni del nord, invece, la specie non è mai stata rilevata in habitat naturali. E’ praticamente assente lungo l’arco alpino, mentre in Pianura Padana è presente solo nelle aree urbane, dove è stato verosimilmente introdotto passivamente in conseguenza dell’attività umana.

Veleno e aspetti sanitari

Precisiamo subito che non esistono casi accertati di morsi di ragno violino che abbiano provocato la morte di persone e che, nella maggior parte dei casi, i morsi di questo ragno causano effetti più lievi rispetto a quelli comunemente ed erroneamente attribuiti alla specie. In ogni caso, il veleno del ragno violino è considerato di rilevanza medica per l’uomo. Il veleno del ragno violino è caratterizzato dalla presenza di un enzima chiamato “sfingomielinasi D”, presente unicamente nei veleni dei ragni della famiglia Sicariidae e in alcuni microrganismi. Questo enzima idrolizza la sfingomielina contenuta nelle membrane cellulari, causandone la distruzione. La pelle umana è particolarmente sensibile a questo composto, e il veleno del ragno violino, una volta inoculato tramite morso, può provocare, in una piccola minoranza di casi, lesioni necrotiche cutanee e ulcerazioni. La condizione medica che caratterizza gli effetti di un morso di ragno violino è definita “loxoscelismo”.

La forma più comune di loxoscelismo è quella cutanea, mentre sono più rare le manifestazioni sistemiche che caratterizzano invece la forma di loxoscelismo più grave, detta viscerocutanea. Il morso di ragno violino è solitamente indolore. Tuttavia, nelle ore successive, il dolore emerge come uno dei primi sintomi più frequenti, spesso accompagnato da eritemi e sensazioni di prurito, bruciore e formicolio. In alcuni casi, si può assistere a necrosi e ulcerazioni nel corso delle 48-72 ore successive. Nei casi più gravi si possono manifestare anche sintomi sistemici (febbre fino a 39°, nausea, brividi, mialgia diffusa e astenia). Di norma, la ferita guarisce nell’arco di alcune settimane; tuttavia, in rari casi più gravi, la necrosi può estendersi a tessuti più profondi e richiedere interventi chirurgici minori. Possiamo affermare che la maggior parte dei morsi di ragno violino provoca, tuttavia, solo effetti lievi, come arrossamento, gonfiore e dolore nell’area interessata, accompagnati, eventualmente, da una piccola lesione cutanea che tende a rimarginarsi con difficoltà.

Progressione degli effetti di un morso verificato di ragno violino sul lato destro del tronco di una persona (indicata con numero di giorni post morso). Foto presa e modificata da Shahi et al., 2014.

Progressione degli effetti di un morso verificato di ragno violino sul lato destro del tronco di una persona (indicata con numero di giorni post morso). Foto presa e modificata da Shahi et al., 2014.

Per attribuire con certezza un morso ad un ragno violino, devono essere soddisfatti tutti i seguenti criteri:

  1. il ragno deve essere osservato mentre morde;
  2. il ragno deve essere catturato durante il morso o immediatamente dopo;
  3. il ragno deve essere identificato da un esperto qualificato;
  4. l’eventuale morso del ragno deve provocare sintomi tipicamente associati alla specie.

 

In caso di un morso accertato da parte di un ragno, è fondamentale conservare il ragno, anche se morto. Il ragno deve essere identificato da un esperto qualificato. I ragni infatti sono identificabili a livello specifico solamente da specialisti, tramite l’osservazione di caratteristiche morfologiche peculiari che differiscono tra le varie specie, come ad esempio le strutture genitali. Un’identificazione sicura a livello di specie non è possibile nemmeno con una fotografia a disposizione. E’ sempre consigliabile consultare un Centro Antiveleni, dove esperti specializzati sono pronti ad assistere la cittadinanza. Nel nord Italia, operano il Centro Antiveleni di Pavia e quello dell’ospedale Niguarda di Milano.

Il verificarsi di un quadro clinico compatibile con il loxoscelismo non è sufficiente a confermare con certezza che la causa sia un morso di ragno violino.  Diverse lesioni compatibili con gli effetti del loxoscelismo sono comuni anche ad altre condizioni mediche, come infezioni batteriche (ad esempio da Staphylococcus e Streptococcus), virali e fungine. Desideriamo inoltre sottolineare che attualmente non è disponibile sul mercato e non è utilizzato nella pratica clinica alcun test o esame dignostico in grado di accertare se un morso sia stato causato effettivamente da un ragno violino o meno.

In nessuno dei casi di decesso riportati dai media come conseguenza di un morso di ragno violino è stato rinvenuto il ragno. Inoltre, nei casi riportati dai media, mortali e non, le circostanze in cui i morsi si sarebbero ipoteticamente verificati sono difficilmente in accordo alla biologia e all’ecologia del ragno. Infatti, i morsi si sarebbero verificati, ad esempio, durante il lavoro nei campi o sotto la doccia. In una revisione condotta da Nentwig e colleghi su 112 presunti casi di morso di ragno pubblicati su riviste scientifiche, è infatti emerso che solo in 12 casi, corrispondenti all’11%, è stato possibile accertare un effettivo morso di ragno violino. Questi casi confermati presentavano sintomi di loxoscelismo, ma si sono risolti senza complicazioni nel giro di poche settimane grazie a un trattamento medico.

Possiamo quindi affermare con certezza che il ragno violino non rappresenta assolutamente un’emergenza sanitaria nel nostro Paese. La specie è storicamente presente sul territorio e i morsi con conseguenze gravi sono estremamente rari. Tuttavia, si tratta di un ragno potenzialmente pericoloso, il cui veleno è di importanza medica per gli esseri umani. In caso di ritrovamento di un ragno violino all’interno della propria abitazione, è consigliabile contattare dei professionisti di pest control.

Conclusioni

Sulla base dei dati e delle evidenze scientifiche a disposizione, alcune delle quali presentate in questo articolo, si può affermare con certezza che il ragno violino non costituisca alcuna emergenza sanitaria nel nostro Paese. Il ragno violino è originario del bacino del Mediterraneo e fa quindi parte della fauna autoctona italiana. Non si tratta, dunque, di una specie esotica o importata da aree tropicali, ma di un componente storico della fauna del nostro Paese. Non sono documentati casi accertati in cui un morso di ragno violino abbia causato la morte di una persona. In ogni caso è sempre bene non sottovalutare una sua eventuale infestazione, per ridurre al mimino i rischi (già comunque bassi come detto in precedenza) legati alla presenza del ragno violino nelle nostre abitazioni, in quanto il ragno violino dispone di un veleno di rilevanza medica.

 

Per la stesura del presente lavoro sono state utilizzate informazioni ottenute dalle seguenti fonti:

-Dufour, L. (1820c). Descriptions de cinq arachnides nouvelles. Annales Générales des Sciences Physiques 5: 198-209.

-Fischer, M.L., Vasconcellos-Neto, J., Gonzaga dos Santos Neto, L., 2006. The prey and

predators of Loxosceles intermedia mello-leitao 1934 (araneae, sicariidae).

  1. Arachnol. 34, 485e488.

-Greene, A., Breisch, N.L., Boardman, T.J., Pagac, B.B., Kunickis, E.J., Howes, R.K., & Brown, P. (2009). The Mediterranean Recluse Spider, Loxosceles rufescens (Dufour): An Abundant but Cryptic Inhabitant of Deep Infrastructure in the Washington, D.C. Area (Arachnida: Araneae: Sicariidae). American Entomologist, 55, 158-169.

Nentwig, W., Pantini, P., & Vetter, R. S. (2017). Distribution and medical aspects of Loxosceles rufescens, one of the most invasive spiders of the world (Araneae: Sicariidae). Toxicon : official journal of the International Society on Toxinology, 132, 19–28. https://doi.org/10.1016/j.toxicon.2017.04.007

-Planas, E., Saupe, E., Lima-Ribeiro, M.S., Townsend Peterson, A., Ribera, C., 2014.

Ecological niche and phylogeography elucidate complex biogeographic patterns

in Loxosceles rufescens (Araneae, Sicariidae) in the Mediterranean Basin. BMC

Evol. Biol. 14, 195.

-Shahi, M., Shahi, A., Khademi, Z., Zamani, A.R., Nakhaii, A.R., Rafinejad, J., 2014.

Loxoscelism: a case report from Bandas Abbas in south of Iran. Hormozgan

Med. J. 18, 467e473.

-World Spider Catalog Version 25.5, https://wsc.nmbe.ch/

Per approfondimenti consigliamo la lettura dei seguenti articoli: 

-Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)

https://www.izsvenezie.it/ragno-violino-come-riconoscerlo-prevenzione/

-Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione – A.N.I.D.

https://www.disinfestazione.org/le-precisazioni-di-anid-sul-ragno-violino-dopo-le-recenti-notizie-di-cronaca/

-Centro Antiveleni di Pavia

http://www-9.unipv.it/reumatologia-tossicologia/cav/index.php?c=2&op=9

-Museo Civico di Scienze Naturali Enrico Caffi di Bergamo

https://www.museoscienzebergamo.it/ricerca/ragni/il-ragno-violino/

Le formiche in casa rappresentano un problema comune e fastidioso, capace di creare disagio e fastidio tra i residenti. Conoscere dove potrebbero nascondersi e da dove arrivano è fondamentale per prevenire e affrontare efficacemente una potenziale infestazione da formiche. In questo articolo, esploreremo i principali nascondigli delle formiche, le cause della loro presenza, come capire se ci sono formiche in casa e cosa fare se si dovessero trovare negli ambienti domestici.

 

 

Dove potrebbero essere le formiche in casa?

Hai notato una formica o più formiche nella tua abitazione e ti stai chiedendo da dove arrivano? Ti chiedi dove sono le formiche in casa? Questi insetti possono diventare un problema persistente se non gestito adeguatamente. Questi piccoli insetti, generalmente attratti da residui alimentari, possono trovare numerose vie per entrare nelle abitazioni.

Le formiche si possono nascondere in alcune fessure o dietro i mobili della cucina

Le formiche si possono nascondere in alcune fessure o dietro i mobili della cucina

È importante individuare le vie di ingresso e le aree di maggiore attività per poter implementare le strategie di controllo più efficaci. Le formiche possono trovare rifugio in molti luoghi all’interno di una casa, specialmente in quei punti che offrono calore, umidità, e accesso facile a fonti di cibo. Ecco alcuni dei nascondigli più comuni dove le formiche possono essere trovate:

  • Cucina: Le formiche sono spesso attratte dai residui di cibo, soprattutto dolci, grassi e proteine. Possono raccogliersi intorno a lavandini, dispense, armadietti, elettrodomestici da cucina, e altre aree dove possono trovare briciole o sostanze appiccicose.;
  • Bagno: L’umidità e la presenza di acqua rendono i bagni un luogo ideale per le formiche. Verificano spesso intorno ai lavandini, alle vasche, alle docce e alle toilette;
  • Giunture delle finestre e delle porte: Le formiche possono entrare in casa attraverso piccole crepe e fessure, quindi controlla spesso queste aree;
  • Impianti elettrici e scatole di giunzione: A volte, le formiche possono stabilire colonie vicino a fonti di calore, come gli impianti elettrici e le scatole di giunzione.

Mantenere gli ambienti domestici puliti, aiuta a mitigare e ridurre sensibilmente il rischio di infestazioni da formiche nelle nostre abitazioni.

Da dove arrivano?

Dopo aver risposto alla domanda ” le formiche in casa dove potrebbero essere?”, è opportuno rispondere alla domanda “le formiche in casa da dove arrivano?” per prevenire future infestazioni. Solitamente, le formiche penetrano dalle crepe nei muri, finestre, porte e altre aperture minime, attratte da odori invitanti. Ad esempio, le formiche possono entrare attraverso spazi non sigillati o danneggiati intorno a porte e finestre. A volte, le guarnizioni vecchie o danneggiate offrono un facile accesso. Inoltre, i rami di alberi e arbusti che toccano la casa possono funzionare come ponti per le formiche, permettendo loro di entrare facilmente, specialmente attraverso il tetto o le finestre alte.

Per conoscere quali formiche possiamo trovare, nel nostro articolo sulle formiche più comuni è possibile trovare un’ampia descrizione di questi insetti. Inoltre, per eliminare le formiche, ti invitiamo a leggere il nostro articolo sul nostro servizio di disinfestazione formiche.

Trovare delle formiche in giro per la casa può succedere perchè abbiamo lasciato aperta qualche fessura, è molto comune. Le formiche possono anche essere introdotte in casa attraverso articoli infestati come piante in vaso, mobili usati o scatole provenienti da luoghi infestati. Anche i pacchi con i quali riceviamo i prodotti a casa, potrebbero contenere delle formiche, per questo consigliamo sempre di buttare regolarmente il cartone e carta per evitare rischi di infestazioni.

Come capire se ci sono formiche in casa?

Ovviamente, il segno più chiaro di un’infestazione di formiche è vederle fisicamente, specialmente se in gran numero o se si notano frequentemente in specifiche aree della casa. Se si trova una formica in casa, potrebbe essere un caso sporadico, ma alcuni tipi di formiche costruiscono nidi visibili come piccoli monticelli di terra o detriti in giardino, ma altri possono nascondere i loro nidi dietro pareti, armadi, o sotto pavimenti. Segni di terra smossa, residui di sabbia e piccoli fori possono indicare la presenza di nidi. Alcune specie di formiche possono danneggiare materiali come legno e isolamento per costruire il loro nido, quindi appena se ne vedono qualcuna, si consiglia di osservare all’interno della casa per trovare eventuali vie di ingresso. Anche le formiche con le ali in casa sono un segno di possibile infestazione.

Se si nota la presenza costante di esse, consigliamo di effettuare una disinfestazione da formiche in maniera rapida per la propria abitazione. Generalmente viene effettuato un sopralluogo senza impegno per valutare l’entità dell’infestazione per poi procedere con un eventuale intervento di disinfestazione.

Cosa fare se ti trovano delle formiche nella propria abitazione?

Le formiche in casa sono un problema comune che può causare fastidi e disagio. Eliminare le formiche in modo efficace richiede un approccio sistematico, dalla pulizia degli ambienti alla prevenzione di future infestazioni. In questo articolo ti spieghiamo cosa fare se ti trovi delle formiche in casa e come evitare che ritornino.

Identifica la Fonte dell’Infestazione

Per eliminare le formiche, il primo passo è individuare la fonte dell’infestazione. Le formiche seguono sentieri ben definiti verso fonti di cibo o acqua. Cerca di identificare da dove entrano in casa e segui il loro percorso per capire dove si trova il nido.

  • Trova il nido: Le formiche possono nidificare in fessure nei muri, sotto i pavimenti o anche all’esterno, vicino a finestre o porte.
  • Osserva il percorso delle formiche: Seguire il tragitto ti aiuterà a scoprire le zone di maggiore attività e a intervenire in modo mirato, individuando le formiche piccole in casa o proprio un raggruppamento di formiche.
Formiche nella cucina delle nostre abitazioni

Formiche nella cucina delle nostre abitazioni

Le formiche entrano in casa principalmente alla ricerca di cibo e avere formiche piccolissime in casa può essere un segnale dell’avere un’infestazione in corso. Per questo motivo, mantenere la casa pulita è essenziale per evitare di attrarle.

  • Rimuovi briciole e residui di cibo: Pulisci immediatamente qualsiasi residuo di cibo o liquidi versati. Anche una piccola quantità di zucchero o cibo può attirare le formiche.
  • Sigilla gli alimenti: Conserva il cibo in contenitori ermetici per prevenire l’accesso delle formiche.
  • Svuota regolarmente i cestini della spazzatura: Assicurati che i bidoni della spazzatura siano ben chiusi e che vengano svuotati frequentemente.

Conclusione

Le formiche possono causare disagio e problemi di salute, ma con una corretta conoscenza delle possibili vie di ingresso, è possibile prevenire e gestire un’infestazione da formiche all’interno della casa. Ricordate sempre di mantenere un ambiente pulito, sigillare tutte le possibili vie di accesso e intervenire prontamente ai primi segnali di presenza. 

La formica è sempre causa di problemi ed è un segnale che all’interno delle nostre abitazioni è necessario fare un controllo per evitare di non avere un principio di infestazione da formica o, peggio, un’infestazione già in corso con un formicaio in casa.

Per un intervento efficace e professionale, non esitate a contattare Biosistemi srl, il vostro partner di fiducia nella lotta contro le infestazioni domestiche, disinfestazioni e derattizzazioni.

 

La presenza di uova di insetti all’interno di una casa o di un’attività commerciale potrebbe essere un cattivo segno. Infatti, trovare delle uova di insetti in casa potrebbe suggerire che un’infestazione potrebbe essere in arrivo o addirittura già in atto. Vediamo in questo articolo le caratteristiche delle uova degli insetti e quali sono le più comuni uova di insetti che si possono trovare in casa.

 

 

Caratteristiche generali delle uova di insetti

Le uova sono il primo stadio vitale nel ciclo vitale di tutti gli insetti. Infatti, in seguito all’accoppiamento, le femmine depongono delle uova, da cui schiuderanno i piccoli. In alcuni casi, le uova possono essere deposte dalle femmine anche in assenza di accoppiamento. In questi casi si parla di partenogenesi. I piccoli andranno incontro a diverse mute durante la propria esistenza, prima di raggiungere lo stadio adulto e potersi accoppiare. Il ciclo ricomincia così da capo.

Le uova degli insetti non hanno però tutte lo stesso aspetto e distinguerle può essere complicato. I tecnici di Biosistemi sono in grado di riconoscerle e di risalire alla specie di insetto che le ha deposte. Vediamo ora le uova di insetti più facilmente rinvenibili in casa.

Uova di blatte e scarafaggi

Gli scarafaggi depongono le uova all’interno di strutture chiamate ooteche. Ciascuna specie di scarafaggio dispone di un’ooteca caratteristica, che ospita un numero variabile di uova. Le ooteche sono costituite da proteine che si induriscono col tempo. Questo fa si che l’ooteca conferisca alle uova protezione da predatori, parassiti e microorganismi. Inoltre le ooteche isolano le uova dagli agenti climatici, evitano l’essiccamento in ambienti caldi e limitano l’umidità in ambienti umidi.

ooteche di scarafaggi

Ooteche di A) Scarafaggio nero, B) blatta fuochista, C) blatta americana, D) blatta dei mobili. – foto di James Kalisch, UNL Entomology – presa da “https://lancaster.unl.edu/pest/resources/cockroachmanagement.shtml”

Per saperne di più sulle blatte, consulta le schede sulla blatta americana, sulla blatta fuochista, sulla blatta dei mobili e sullo scarafaggio nero.

Uova di mosche

Le mosche sono forse tra gli insetti a cui siamo più abituati, e spesso dividiamo con essi i nostri spazi. Le uova di mosca sono lunghe 1 millimetro e sono bianche. Vengono deposte in gruppi di 100 circa su sostanza organica, rappresentata da avanzi di cibo, feci o carcasse di animali. Per evirare la deposizione delle uova di mosca, occorre effettuare operazioni di pulizia per non lasciare a disposizione di questi insetti la sostanza organica di cui hanno bisogno.

mosca che depone uova

Mosca che depone le proprie uova su della carne. – foto presa da “https://wheeliebincleaningservice.com/do-flies-lay-eggs-or-maggots/”

Per maggiori informazioni in merito alle mosche, leggi il nostro approfondimento in merito a questo insetto.

Uova di zanzara

Le zanzare sono insetti comunissimi, e le loro uova si possono facilmente rinvenire in casa. Le zanzare depongono le proprie uova nell’acqua. Le zanzare del genere Culex (come la zanzara comune) depongono le uova in caratteristiche “zattere” sul pelo dell’acqua. Quelle del genere Aedes (come la zanzara tigre), invece, depongono le proprie uova disposte singolarmente qualche millimetro al di sopra del pelo dell’acqua, in modo che queste vengano sommerse dopo poco tempo.

Uova di Culex pipiens

Uova di Culex pipiens e di Aedes japonicus. Foto prese rispettivamente da “https://entnemdept.ufl.edu/creatures/aquatic/culex_pipiens.html” e da “https://bugguide.net/node/view/64071”

I sottovasi delle piante sono tra i luoghi migliori per la deposizione delle uova delle zanzare. Per questo motivo, svuotare i sottovasi può essere un efficace metodo per rimuovere le uova delle zanzare. Per maggiori informazioni sulle zanzare, consulta la nostra guida sulle zanzare italiane.

Uova di ragni

Sebbene non siano insetti, anche i ragni depongono le uova da cui poi schiuderanno i piccoli. Le uova vengono deposte all’interno di sacchi ovigeri. In casa si possono rinvenire le uova dei ragni del genere Steatoda. Questi ragni tendono ad abitare in luoghi protetti come fessure o sotto i mobili. Delle semplici operazioni di pulizia sono sufficienti ad assicurare l’allontanamento di questi ragni dalle nostre case.

Femmina di Steatoda triangulosa con i suoi 3 ovisacchi.

Femmina di Steatoda triangulosa con i suoi 3 ovisacchi. – foto presa da “https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Steatoda_triangulosa_egg_sacs.jpg”

Per saperne di più sui ragni, puoi leggere la guida ai ragni più comuni delle nostre case  e l’articolo in cui sfatiamo i falsi miti riguardanti queste creature.

Conclusioni

Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie insetti, grazie ai suoi tecnici esperti. 

Come detto in precedenza, le uova degli insetti variano nell’aspetto, il che rende complesso identificarle. Gli specialisti di Biosistemi sanno come individuarle e determinare a quale specie di insetto appartengono. Essere in grado di identificare le varie uova di insetti permette di realizzare interventi di disinfestazione ad-hoc seguendo un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.

La corretta identificazione della specie di insetto responsabile della deposizione delle uova è cruciale per individuare il miglior trattamento di disinfestazione e permettere così una risoluzione dell’infestazione. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.

I topi in casa possono rappresentare un grande fastidio, capace di creare disagio e preoccupazione tra i residenti. Conoscere dove potrebbero nascondersi e da dove arrivano è fondamentale per prevenire e affrontare efficacemente un’infestazione. In questo articolo, esploreremo i principali nascondigli dei topi e ratti, le cause della loro presenza, come capire se ci sono topi in casa e cosa fare se si trova un topo o ratto.

 

 

Dove potrebbero essere i topi in casa?

La presenza di topi in ratti in casa non solo è sgradevole, ma può anche rappresentare un rischio per la salute, poiché sono portatrici di malattie, e possono rappresentare anche un rischio strutturale. É essenziale sapere come capire se ci sono topi in casa e quali sono le cause della loro presenza.

Cucina di un’abitazione. Il rischio di topi e ratti è sempre da considerare

I topi possono nascondersi in vari punti della casa, sfruttando piccoli spazi e angoli nascosti. Ecco i luoghi più comuni in cui potrebbero annidarsi:

  • Cucina: Sotto il frigorifero, la lavastoviglie, il forno o i mobili della cucina. I topi sono attratti dagli avanzi di cibo e dalle briciole.
  • Mobili grandi: Sotto divani, letti, armadi o credenze, dove trovano rifugio sicuro e buio.
  • Soffitte e sottotetti: Sono spazi poco frequentati e offrono un riparo tranquillo e caldo, spesso con accesso a materiali come l’isolamento per costruire i nidi.
  • Luoghi umidi e bui come gli scantinati o i garage possono essere perfetti per i topi, specialmente se ci sono scatole di cartone, legna o oggetti ammucchiati. Questi spazi possono anche essere accessibili attraverso fessure nelle fondamenta.

Mantenere un’ottima pulizia degli ambienti, avere una buona conservazione del cibo e corretta gestione dei rifiuti, permette di evitare rischi di infestazioni o la presenza sgradita di questi ospiti nelle nostre abitazioni.

I topi in casa da dove arrivano?

Rispondere alla domanda “i topi in casa da dove arrivano?” è cruciale per prevenire future infestazioni. I topi possono entrare in casa attraverso una varietà di punti di accesso, sfruttando piccoli spazi e crepe nelle strutture domestiche. Uno dei principali modi in cui i topi entrano è attraverso finestre e porte aperte, spesso anche aperture intorno a tubature, cavi elettrici o condotti di ventilazione.

Inoltre, i topi possono entrare in casa attraverso fori intorno a prese d’aria o punti di connessione del sistema idraulico, sfruttando qualsiasi apertura che conduce dall’esterno verso l’interno. Le case con garage o cantine collegati sono particolarmente vulnerabili, poiché i topi possono passare attraverso le fessure nei portoni o nelle porte mal chiuse. Se vivi in una casa con un seminterrato o un sottotetto, questi spazi spesso offrono punti d’ingresso tramite piccole crepe o fori, soprattutto se non sono ben sigillati.

Infine, gli oggetti o materiali portati dall’esterno, come scatole, legna da ardere o mobili, possono accidentalmente trasportare topi o nidi nascosti. Una volta entrati, i roditori cercano riparo e fonti di cibo.

Come capire se ci sono topi o ratti in casa?

Riconoscere i segnali di un’infestazione di topi e ratti è fondamentale per intervenire tempestivamente. Per i topi in casa cause, suggeriamo questi indizi e possibili indicazioni:

  • Escrementi: Uno dei segni più comuni sono gli escrementi, che sono piccoli, di forma cilindrica e di colore scuro. I topi producono escrementi lunghi circa 3-6 mm, mentre quelli dei ratti sono più grandi, tra i 10 e i 20 mm. Gli escrementi sono spesso trovati vicino a fonti di cibo, nei mobili della cucina, nelle dispense, dietro elettrodomestici o lungo i percorsi che usano frequentemente.
  • Rosicchiamenti: I topi e i ratti hanno denti che crescono continuamente, quindi devono rosicchiare per mantenerli affilati e corti. Potresti notare segni di rosicchiamento su materiali come legno, plastica, cavi elettrici, mobili, scatole o confezioni di cibo. Inoltre, potresti trovare tracce di cibo mordicchiato o sacchetti di cibo aperti.
  • Odore: Se l’infestazione è avanzata, potresti avvertire un odore forte e sgradevole causato dagli escrementi o dall’urina dei roditori. Questo odore è particolarmente evidente in aree chiuse o poco ventilate, come cantine, armadi o dietro i mobili. In caso di un topo o ratto morto, l’odore di decomposizione può essere particolarmente pungente e persistente.
  • Avvistamenti diretti: Ovviamente, se vedi un topo o un ratto in casa, è un chiaro segnale di un problema. Anche vedere un singolo roditore può indicare la presenza di un’infestazione, poiché i topi e i ratti raramente vivono soli.
  • Impronte e tracce: In zone particolarmente polverose o sporche, potresti notare piccole impronte di zampe o tracce di coda. Per verificare la presenza di impronte, puoi spargere farina o talco in aree sospette e controllare se al mattino ci sono tracce.

Controllare periodicamente le zone più a rischio infestazione della casa può garantire di non riscontrare un’infestazione di topi quando ormai fuori controllo.

Cosa fare se ti trova un topo in casa?

“Ho trovato un topo in casa, cosa posso fare?”. Se si trova un topo in casa, è importante agire rapidamente. Alcuni consigli da seguire possono essere effettuare una pulizia approfondita rimuovendo fonti di cibo e acqua, e pulire accuratamente le aree infestate, inoltre consigliamo di sigillare fessure e crepe per bloccare le vie di accesso sigillando tutte le aperture nei muri, nei pavimenti e intorno alle finestre.

Nel caso in cui l’infestazione fosse in uno stato iniziale o in uno stato avanzato consigliamo di contattare degli specialisti e tecnici della disinfestazione, così da eseguire degli interventi mirati di derattizzazione. Alla domanda “cosa fare se si trova un topo in casa?” consigliamo di intervenire contattando un’azienda di disinfestazione specializzata e procedere con un servizio di disinfestazione topi e ratti, ossia un servizio di derattizzazione. I topi risultano molto difficili da debellare se non si hanno le attrezzature corrette e le conoscenze tecniche di un disinfestatore professionale.

Un’azienda di disinfestazione professionale saprà come gestire l’infestazione e mitigare il rischio di proliferazione di topi in casa.

Conclusione

I topi in casa possono causare disagio e problemi di salute, ma con una corretta conoscenza dei loro nascondigli e delle vie di ingresso, è possibile prevenire e gestire un’infestazione. Ricordate sempre di mantenere un ambiente pulito, sigillare tutte le possibili vie di accesso e intervenire prontamente ai primi segnali di presenza. 

Per un intervento efficace e professionale, non esitate a contattare Biosistemi srl, il vostro partner di fiducia nella lotta contro le infestazioni domestiche.