Quali sono le specie di formiche più comuni?

Le formiche sono piccole creature che possono causare grandi fastidi nelle nostre case e nei nostri giardini. Con una vasta varietà di specie presenti in tutto il mondo, è importante conoscere le diverse caratteristiche e comportamenti di queste insetti sociali per poter affrontare efficacemente i problemi di infestazione.

Nel presente articolo, esploreremo alcune delle specie di formiche più comuni e problematiche che potresti incontrare nella tua area. Scopriremo le loro abitudini, i loro nidi e i potenziali danni che possono causare. Inoltre, forniremo utili consigli e strategie di controllo per aiutarti a gestire queste fastidiose inquilini. Continua a leggere per scoprire come proteggere la tua casa e il tuo giardino dalle formiche indesiderate.

 

 

Quali sono le specie più comuni di formiche infestanti? Quali sono le caratteristiche delle formiche?

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Le operazioni di disinfestazione offerte da Biosistemi interessano principalmente due tipologie di formiche: quelle appartenenti al genere Crematogaster, chiamate comunemente “formiche acrobate”, e quelle del genere Lasius, chiamate comunemente “formiche dei giardini”.

Le formiche sono tra gli insetti che più ci risultano familiari, e che possiamo rinvenire praticamente in ogni ambiente, sia naturale che urbano. Generalmente di colore nero e di piccole dimensioni, sono caratterizzate da un apparato boccale masticatore, con potenti mandibole. Sono insetti onnivori, che si nutrono di vari artropodi, semi, e melata, sostanza zuccherina prodotta dagli afidi.  Appartengono all’ordine degli imenotteri, e sono quindi imparentate con api, vespe, calabroni e bombi. Come altri imenotteri, le formiche sono animali eusociali, ovvero sono caratterizzate dal più alto livello di organizzazione sociale conosciuto: è presente una suddivisione del lavoro in caste, un’unica (la regina) o poche femmine si riproducono mentre le altre sono sterili, e i piccoli sono cresciuti in cooperazione. Questi insetti sono soliti costruire i formicai, nidi realizzati nel terreno o sugli alberi, al cui interno si svolge la vita della colonia. Generalmente il numero di formiche all’interno del formicaio consta di 20000-100000 individui, a seconda della specie. 

La regine depone diverse uova, da cui schiuderanno principalmente operaie sterili. Da un numero minore di uova schiuderanno esemplari alati, sia maschi che femmine, che compiranno il cosiddetto volo nuziale. Durante questo volo, una femmina si accoppia con uno sciame di maschi, e si allontana dalla colonia di origine per deporre le uova e fondare così una nuova colonia.

È ritenuto che le formiche si siano evolute da un gruppo di vespe tra 140 e 170 milioni di anni fa, in contemporanea alla comparsa sul nostro pianeta delle piante a fiore, nel tardo Cretaceo. Ad oggi se ne conoscono circa 15700 specie, la maggior parte delle quali è concentrata in aree tropicali. In Italia ne sono presenti 244 specie, appartenenti a 43 generi; 34 specie sono considerate endemiche, esclusive del territorio del nostro Paese.

Tra le formiche presenti in Italia, Biosistemi incontra principalmente le specie appartenenti ai generi Crematogaster e Lasius durante le operazioni di disinfestazione nelle nostre case o nelle nostre aziende. Analizziamone ora le caratteristiche biologiche, i danni che possono causare e i metodi per tenerle lontane dai nostri ambienti.

Caratteristiche delle formiche del genere Crematogaster

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formica crematogaster

La specie più comune del genere Crematogaster che possiamo incontrare nei nostri ambienti è Crematogaster scutellaris (Olivier, 1792).  È una specie comune nell’area mediterranea ed è stata introdotta in Europa centrale e settentrionale tramite il commercio del legname.

Di medie dimensioni (operaie 4-6 mm di lunghezza, regina 9 mm), questa specie di formica è caratterizzata da una testa di colore rosso, in contrasto con il nero del resto del corpo, e da un addome cuoriforme.

Nella parte terminale dell’addome è presente un pungiglione, che viene puntato verso l’alto in condizioni di allarme o di pericolo; da questo comportamento derivano i due nomi comuni di questa specie, che viene chiamata “formica acrobata”. Dal pungiglione viene secreta una goccia di veleno repellente. Le formiche acrobate sono, come tutte le formiche, onnivore, ma si dimostrano voraci predatrici di altri insetti ed artropodi, con la predilezione per gli emitteri (parenti delle cimici). In virtù della spiccata attitudine predatoria, C. scutellaris è stata studiata per essere impiegata come insetto utile in lotta biologica, specialmente nei confronti della processionaria del pino. Come altre formiche, proteggono colonie di afidi per alimentarsi della melassa da essi prodotta. 

I luoghi di nidificazione favoriti da questa specie di formica sono costituiti da legno. Infatti, i nidi si possono trovare in sotto la corteccia degli alberi (specialmente ulivo, mandorlo, pino e sughera), legno marcescente, e in strutture legnose di origine umana, come tetti e travi. Questa loro caratteristica le rende potenzialmente dannose ed infestanti.

formiche crematogaster mangiano

Danni apportati del genere Crematogaster

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Data la predilezione a nidificare in strutture legnose, le formiche acrobate sono considerate tra le specie più comunemente infestanti in ambienti di origine umana. Se penetrano, ad esempio, all’interno di un’abitazione, possono colonizzare i tetti e costituire lì la propria colonia. Tipicamente, il danno principale delle formiche acrobate è costituito dall’erosione delle strutture e dei materiali di coibentazione dei tetti.

L’indicazione principale di un’infestazione da Crematogaster è rappresentato da sfarinature che cadono dal soffitto, risultato, appunto, dell’erosione delle strutture sopracitate. Alla luce di questa abitudine, l’infestazione da formica acrobata è spesso confusa con quella da tarlo. Questa specie di formica può causare un’infestazione anche all’interno delle fotocellule, ad esempio dei cancelli, inficiandone il funzionamento non necessariamente danneggiandole, ma semplicemente oscurandole. Le formiche acrobate possono formare colonie dette satelliti, che si distaccano dalla colonia madre; sono spesso queste le colonie che causano le infestazioni.

Caratteristiche delle formiche del genere Lasius

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formica lasius

Le specie di formiche appartenenti al genere Lasius sono diffuse in America settentrionale ed Europa, in aree a clima temperato. La specie che si può incontrare più frequentemente in ambienti di origine umana è Lasius niger Linnaeus, 1758. Le dimensioni delle operaie sono di 3-5 mm, mentre la regina arriva a 9 mm. Si nutrono principalmente della melata prodotta dagli afidi, che proteggono per assicurarsene a sufficienza; sono però anche predatori di altre specie di insetti ed artropodi.

Le L. niger sono formiche molto adattabili, e costruiscono nidi di piccole dimensioni nel terreno, dove vivono in un numero che può andare dalle 15000 alle 30000 unità. Il nome comune di questa specie è “formica dei giardini”, essendo generalmente comune e rinvenibile facilmente anche nei giardini delle case.

Danni apportati dal genere Lasius

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Le formiche appartenenti al genere Lasius si incontrano facilmente in casa, dove possono penetrare alla ricerca di materiali zuccherini di cui si alimentano. Una volta individuata una fonte alimentare, questa specie di formica può realizzare in breve tempo una vera e propria invasione. Un luogo della casa dove questa formica si rifugia è rappresentato dai battiscopa.

Formiche mangiano pane

Prevenzione e risoluzione dell’infestazione di formiche dei generi Crematogaster e Lasius

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formiche in inglese

Per prevenire un’infestazione di formiche è necessario ridurre al minimo le possibilità di queste ultime di entrare nei nostri ambienti. Per fare ciò, bisogna mettere in atto buone pratiche di pest proofing. Nel caso delle formiche, punti deboli utilizzabili come accesso e risorse alimentari lasciate a disposizione, costituiscono dei fattori di rischio per un’infestazione. Per limitare le probabilità di infestazione, è opportuno sigillare questi punti e limitare la dispersione nell’ambiente di sostanze che le formiche possono utilizzare come risorse alimentari. Per una trattazione più approfondita delle pratiche di pest proofing, consulta questo articolo nel nostro blog.

Invece, per debellare un’infestazione di formiche, si possono impiegare diverse tipologie di trattamento:

  • Mezzi meccanici, come trappole adesive provviste di esche alimentari, su cui le formiche rimangono appiccicate;
  • Disinfestazione chimica, utilizzando esche granulari oppure gel, con principi attivi a bassa tossicità che agiscono in seguito ad ingestione;
  • Disinfestazione chimica, utilizzando insetticidi liquidi, con principi attivi che agiscono per contatto ed ingestione.

 

Conclusioni

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Per i servizi di disinfestazione, Biosistemi si avvale solo di tecnici esperti, in gradi di fornire una corretta identificazione delle varie specie esposte. Essere in grado di identificare le varie specie di formiche permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.

I tecnici di Biosistemi saranno così in grado di aiutarti a prevenire e/o risolvere un’eventuale infestazione di formiche come Crematogaster e Lasius.