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I ratti di fogna, noti anche come pantegane, sono tra i roditori più comuni e problematici negli ambienti urbani. Questi animali non solo causano danni materiali, quali danni ad impianti elettrici e potenzialmente tubature, ma sono anche portatori di malattie, tema molto sensibile visti i rischi, rendendo essenziale la loro identificazione e il controllo efficace.

 

 

Caratteristiche del Ratto di Fogna

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Il ratto di fogna gigante, scientificamente noto come Rattus norvegicus, è facilmente riconoscibile per le sue dimensioni imponenti, che possono raggiungere i 45 cm di lunghezza, coda inclusa. Il loro pelo è ruvido e di colore grigio-brunastro. Nonostante la loro vista non sia eccellente, compensano con un eccellente senso dell’udito e un olfatto sviluppato.

Un ratto di fogna adulto può misurare circa 20-25 cm di lunghezza dal muso alla base della coda, e la coda può aggiungere altri 15-20 cm alla lunghezza totale, portando la dimensione complessiva a circa 35-45 cm. Questi roditori possono pesare tra i 350 e i 500 grammi, anche se in alcune situazioni di abbondante disponibilità di cibo, possono raggiungere o superare i 700 grammi.

Le dimensioni possono variare a seconda di diversi fattori, inclusa l’abbondanza di risorse alimentari e le condizioni ambientali. Queste dimensioni rendono i ratti di fogna particolarmente robusti e capaci di sopravvivere in una varietà di ambienti urbani e rurali.

Inoltre è un abile scavatore grazie a zampe anteriori forti e denti robusti. Scava rapidamente tunnel intricati per proteggersi dai predatori, creare nidi sicuri e accedere al cibo. Questi tunnel garantiscono anche una mobilità nascosta e una regolazione termica ottimale. Le abilità di scavo consentono ai ratti di adattarsi a vari ambienti, rendendo difficile il controllo delle infestazioni. Per contrastarli, è essenziale eliminare fonti di cibo, sigillare ingressi potenziali e mantenere un monitoraggio costante delle aree a rischio.

Anche noto come “pantegana”, questo termine deriva dal latino “panteganus” e viene spesso usato per descrivere il ratto bruno o ratto di fogna, il cui nome scientifico è Rattus norvegicus. Tendono a moltiplicarsi in ambienti urbani e suburbani, spesso nelle reti fognarie, da cui il nome “ratti di fogna”.

Habitat e Comportamento

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I ratti di fogna prediligono ambienti umidi e bui, come i sistemi fognari e le cantine. Si adattano facilmente a vari ambienti, soprattutto quelli che offrono accesso costante a cibo e acqua. Non è raro trovare questi roditori nei pressi di discariche, magazzini alimentari e, a volte, nelle abitazioni. Inoltre, sono comuni nei centri urbani e suburbani dove vi sono abbondanti risorse alimentari e rifugi. Si insediano in cantine, garage, discariche, magazzini e qualsiasi luogo che possa fornire un riparo sicuro. Il tema delle risorse alimentari chiaramente è il fattore principale che orienta questi topi.

Questi animali sono notturni e tendono a stabilire un territorio che difenderanno aggressivamente. Un aspetto meno conosciuto è che possono arrampicarsi con abilità e nuotare, il che li rende avversari formidabili nel loro ambiente naturale.

Pericoli Associati al Ratto di Fogna

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Oltre ai danni materiali, i ratti di fogna sono vettori di diverse malattie, come la leptospirosi, la tularemia e il virus Hantavirus. È importante sottolineare che, sebbene rari, i morsi di questi roditori possono trasmettere infezioni e richiedono attenzione medica immediata.

Inoltre, molti individui provano un senso di disagio o paura sapendo che vivono o lavorano in aree infestate dai ratti e possono causare stigma sociale. Le infestazioni di ratti possono portare a stigma e imbarazzo, specialmente in ambienti residenziali e commerciali, rischiando, in caso di contesti aziendali e commerciali, di provocare un danno di immagine ed al brand dell’azienda.

Una domanda spesso chiesta è “i topi passano sotto le porte?”, in questo articolo rispondiamo a questa domanda.

Come Eliminare e Gestire i Ratti di Fogna

La gestione dei ratti di fogna giganti richiede un approccio strategico e integrato, comunemente noto come gestione integrata dei parassiti (IPM). Ecco alcuni metodi efficaci:

  1. Prevenzione: Assicurarsi che l’ambiente non sia accogliente per i ratti è il primo passo. Ciò include sigillare qualsiasi accesso alle strutture ed eliminare fonti di cibo e acqua;
  2. Trappole: L’uso di trappole è un metodo diretto per controllare la popolazione di ratti. Esistono vari tipi di trappole, dalle classiche trappole a scatto a trappole elettromeccaniche;
  3. Rodenticidi: I rodenticidi sono efficaci ma devono essere usati con cautela e da professionisti del settore, seguendo tutte le regolamentazioni locali per evitare rischi per altri animali non target e per l’ambiente. L’utilizzo dei rodenticidi fa parte delle modalità di intervento di un servizio di derattizzazione professionale;
  4. Consulenza professionale: A volte, l’infestazione può essere troppo grande o troppo rischiosa da gestire autonomamente. In questi casi, è consigliabile contattare un professionista del controllo dei parassiti, che può offrire soluzioni personalizzate e sicure.

Nel trattamento e controllo di infestazione di topi e ratti di fogna, consigliamo sempre di affidarsi a dei professionisti del settore del pest control, in grado di mitigare e risolvere tempestivamente la problematica.

Conclusione

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I ratti di fogna rappresentano una minaccia significativa per la salute e la sicurezza nei nostri ambienti urbani. Riconoscere i segni di un’infestazione e intervenire prontamente con metodi di controllo efficaci, quali un intervento di derattizzazione, è essenziale per mantenere queste creature a bada. Affrontare il problema alla radice e mantenere un ambiente pulito e ordinato può ridurre drasticamente il rischio di future infestazioni. Nei condomini è importante rispettare le normative

 

Nel campo dei servizi di derattizzazione, come in molti altri settori, circolano informazioni e credenze che spesso si tramandano senza una reale verifica della loro veridicità. Tali miti possono non solo creare confusione ma anche ridurre l’efficacia degli interventi di controllo dei roditori che le aziende di disinfestazione mettono in atto per contrastare le infestazioni. In questo articolo, sfateremo i 10 miti più comuni, offrendo un’informazione chiara e basata su fatti, per guidare sia le aziende che i privati verso una gestione più consapevole e professionale della derattizzazione.

 

 

10 Miti da sfatare

1) I gatti sono la soluzione migliore per il controllo dei roditori?

Spesso si crede che i gatti siano i predatori naturali per eccellenza dei topi e dei ratti. Sebbene possano catturare qualche roditore, affidarsi unicamente a loro per un efficace controllo della popolazione non è né efficace né sostenibile. Inoltre, alcune specie di roditori hanno imparato a evitare i felini e non tutti i gatti sono ugualmente interessati a cacciare o sono abili cacciatori. Alcuni gatti possono ridurre la presenza di roditori semplicemente con la loro presenza, grazie all’odore che scoraggia i roditori. Inoltre bisogna valutare che se durante una colluttazione il gatto venisse ferito potrebbe avvenire la trasmissione di alcuni agenti patogeni tra cui Leptospirosi, Rabbia e Tularemia.

In alcuni contesti, come in un ambiente agricolo aperto, i gatti possono aiutare a mantenere bassa la popolazione di roditori. Tuttavia, in ambienti urbani o industriali, spesso è necessario un approccio più scientifico e controllato per gestire efficacemente i roditori, operando con trattamenti mirati.

2) I roditori sono attratti solo da ambienti sporchi?

È un malinteso comune che i roditori, come i topi e i ratti, frequentino solo aree che non sono mantenute pulite. In realtà, questi animali sono alla ricerca di tre risorse fondamentali: cibo, acqua e rifugio. Quindi, non è la sporcizia in sé ad attrarre i roditori, ma la disponibilità di cibo e riparo. Anche gli edifici puliti possono essere infestati se offrono accesso a queste risorse.

A volte, non è da escludere, che un ambiente pulito può avere delle falle nella prevenzione, come aperture o crepe attraverso cui i roditori possono entrare. La prevenzione e il controllo dei roditori richiedono quindi un approccio completo che non si limita solo alla pulizia, ma include anche la corretta gestione delle risorse alimentari e idriche, nonché la manutenzione strutturale per ridurre o eliminare i potenziali rifugi.

3) Il formaggio è l’esca perfetta per le trappole?

Contrariamente alla credenza popolare, i roditori preferiscono alimenti con un alto contenuto di carboidrati e zuccheri, come cereali o dolciumi. Il formaggio non è così efficace come si pensa. Il formaggio, dunque, è comunemente rappresentato come l’esca ideale per le trappole per topi nei cartoni animati e nella cultura popolare, ma nella pratica del controllo dei roditori, non è necessariamente l’opzione migliore.

I roditori, soprattutto i topi, hanno diete variegate e possono essere attratti da una vasta gamma di cibi tra i quali cibi ad alto contenuto di carboidrati o dolci, come burro di arachidi, cioccolato o cibi dolci in genere, che forniscono un maggiore apporto energetico. Altri roditori invece dimostrano invece una dieta vegetariana.

4) I roditori non entrano in case nuove o ben tenute?

L’età o la condizione di una casa non influenzano la presenza di roditori. Ciò che conta sono gli accessi disponibili e la disponibilità di cibo. L’età o lo stato di manutenzione di una casa, quindi, non sono fattori che possono impedire completamente l’ingresso dei roditori.

Anche le case nuove o ben tenute possono avere fessure, fori o altri punti di ingresso che i roditori sono in grado di sfruttare per entrare. Inoltre, se all’interno di queste abitazioni sono disponibili cibo, acqua e rifugio, possono diventare attrattive per i roditori tanto quanto strutture più vecchie o meno mantenute.

5) I roditori non possono scalare superfici verticali?

I roditori sono agili e possono scalare persino superfici verticali lisce, come tubature e pareti interne, per trovare cibo o rifugio. Essi possono arrampicarsi su una varietà di superfici, compresi muri ruvidi, tubature, cavi, staccionate e persino alcuni tipi di superfici lisce.

La loro abilità di arrampicata è uno dei motivi per cui possono essere così difficili da controllare e perché possono trovare ingressi anche ad altezze considerevoli sugli edifici.

6) Un topo in casa è un problema isolato?

Capire se la presenza di un topo in casa sia un problema isolato o parte di un’infestazione più ampia richiede un’analisi approfondita. I topi sono animali sociali e tendono a vivere in gruppi, quindi è possibile che se ne vedete uno, ce ne possano essere altri nascosti. Oltre a ciò, i topi sono capaci di riprodursi rapidamente, quindi anche un singolo topo può presto diventare un’infestazione se non gestito tempestivamente.

Vi consigliamo di osservare segni di attività dei roditori, come tracce di feci, segni di rosicchiamento, o rumori nelle pareti o soffitti, particolarmente durante la notte. È importante anche ispezionare la vostra casa per possibili punti di ingresso che i topi potrebbero utilizzare.

In Biosistemi srl, offriamo un servizio di ispezione per valutare l’entità del problema e determinare la strategia di trattamento più efficace. Affrontare tempestivamente anche un’apparente presenza isolata di un topo è fondamentale per prevenire potenziali infestazioni più gravi e salvaguardare la salute e la sicurezza della vostra abitazione.

7) I roditori muoiono sempre vicino alle esche isolate?

È un’osservazione comune, ma in realtà i roditori non muoiono necessariamente vicino alle esche che hanno consumato. Dopo aver ingerito un rodenticida, un roditore può impiegare diversi giorni per morire a causa dell’effetto ritardato del veleno. Durante questo periodo, può spostarsi in vari luoghi, il che significa che potrebbe morire in un’area lontana dalla posizione originale dell’esca.

I roditori sono creature che tendono a nascondersi e cercare rifugio, specialmente quando si sentono malati o deboli, quindi spesso si ritirano in aree appartate o inaccessibili prima di morire. Questo comportamento può rendere difficile localizzare.

8) Tutti i prodotti di derattizzazione sono uguali?

No, tutti i prodotti di derattizzazione non sono uguali. Esistono diverse tipologie di prodotti e metodi per la derattizzazione, ognuno con specifiche caratteristiche e modalità d’azione. La scelta del prodotto più adatto dipende da vari fattori, tra cui il tipo di ambiente da trattare (civile, industriale alimentare, ospedaliero, ecc.), la specie di roditori presenti, il livello di infestazione e le normative di sicurezza e ambientali vigenti.

Alcuni prodotti possono essere basati su principi attivi rodenticidi, che richiedono un’attenzione particolare nell’uso per garantire la sicurezza di persone, animali domestici e dell’ambiente. Altri metodi possono essere più orientati verso soluzioni ecologiche o di prevenzione, come trappole meccaniche o esclusioni fisiche.

9) Dopo un trattamento non ci saranno più roditori?

Il nostro trattamento per il controllo dei roditori è altamente efficace e mira a ridurre significativamente, se non eliminare, la popolazione di roditori presente nella vostra proprietà. Tuttavia, è importante notare che mentre un singolo trattamento può risolvere un’infestazione attuale, non può garantire che non si verifichino infestazioni future.

Per mantenere la vostra proprietà libera dai roditori nel lungo termine, consigliamo di adottare alcune misure preventive. Queste includono alla base un’azione di monitoraggio costante seguito da una valutazione dei punti di ingresso mantenendo pulite le aree in cui si conservano alimenti, gestendo i rifiuti in modo appropriato limitando inoltre le aree dove i roditori possono trovare rifugio.

10) La derattizzazione è un’azione una tantum, non un processo continuo

E’ importante comprendere che la derattizzazione è più efficace quando viene considerata un processo continuo piuttosto che un’azione una tantum. I roditori sono creature adattabili e possono ripopolare rapidamente un’area una volta che le condizioni lo permettono.

Mentre un intervento singolo può temporaneamente risolvere un problema evidente, un programma di gestione dei roditori ben pianificato e continuativo è fondamentale per il controllo a lungo termine e la prevenzione delle infestazioni.

 

Conclusione

Il servizio di derattizzazione presenta dunque diversi falsi miti che speriamo di aver “sfatato” in questo articolo, rendendo ancora più chiaro il servizio che proponiamo rendendo il mondo della disinfestazione un pò più chiaro anche per i meno esperti.

Se hai notato un ratto di colore scuro che si arrampica agilmente lungo la grondaia del tuo condominio, potrebbe trattarsi di un ratto dei tetti. Questi roditori, noti per la loro destrezza nell’arrampicarsi, possono rappresentare una seria minaccia anche agli edifici più alti. Nel nostro articolo odierno, esploreremo le caratteristiche distintive del ratto dei tetti, noto scientificamente come Rattus rattus, e discuteremo come riconoscerli e prevenirne l’infestazione. Dai grandi orecchie e muso appuntito, alla loro dieta preferenzialmente vegetale, questa specie di ratti sono creature affascinanti ma problematiche. Scopriremo come identificarli e quali strategie adottare per proteggere la tua casa o la tua azienda da questi indesiderati ospiti.

 

 

Quali sono le caratteristiche del ratto dei tetti?

Il ratto dei tetti è detto anche ratto nero, ratto comune o, scientificamente, come Rattus rattus (Linnaeus, 1758). I ratti dei tetti sono lunghi dai 15 ai 24 cm e arrivano a pesare massimo 350 grammi. I ratti dei tetti hanno grandi orecchie e il muso appuntito. Sono di colore nero, marrone o grigio. La coda è lunga più del corpo.  Sono noti per la grande capacità nell’arrampicarsi, ponendosi dunque la domanda: i roditori e topi sono in grado di arrampicarsi?. Questa abilità è data dal fatto che i ratti dei tetti riescono a sfruttare le imperfezioni nelle superfici verticali per scalarle grazie ai lunghi artigli. Inoltre, la lunga coda dei ratti dei tetti li aiuta nel bilanciamento durante le operazioni di arrampicata. Il ratto dei tetti costruisce la propria tana in luoghi sopraelevati.

Questa specie di ratti è onnivora, con la predilezione però per i materiali di origine vegetale quali frutta, verdura e cereali.

 

Come si può riconoscere?

Il ratto dei tetti si può distinguere da altri roditori quali il ratto delle chiaviche o il topolino domestico per la lunga coda e le grandi orecchie. Inoltre, i suoi escrementi sono meno appuntiti rispetto a quelli del ratto delle chiaviche, più grandi rispetto a quelli del topolino domestico, e sono di forma ovale.

Si può riconoscere anche per le sue abitudini comportamentali: come già detto nell’articolo, ama occupare ambienti sopraelevati ed è un grande arrampicatore. Quindi, se si osservano dei ratti in alto oppure impegnati in difficili arrampicate, questi sono con tutta probabilità dei ratti dei tetti.

 

Che danni può causare?

Il ratto dei tetti riveste una notevole importanza economico-sanitaria. Questa specie di ratto può causare danni sia nel settore agricolo che in quello industriale.

Può nutrirsi delle derrate alimentari e dei frutti delle piante coltivate. Inoltre, il ratto dei tetti può trasmettere pericolose malattie agli animali da reddito degli allevamenti. Questo perché può nutrirsi del loro mangime, contaminandolo. Per ulteriori informazioni riguardo le malattie trasmesse da topi e ratti, clicca qui.

 

Come si può prevenire un’infestazione da ratto dei tetti?

Il ratto dei tetti è molto difficile da eliminare. Questa specie di ratto infatti predilige gli ambienti sopraelevati, e installare trappole in tali ambienti si rivela spesso una vera e propria sfida riservata a tecnici esperti.

Negli ambienti industriali per prima cosa occorre evitare che il ratto dei tetti possa avere accesso ai luoghi a rischio di infestazione. Occorre quindi mettere in sicurezza i punti deboli e chiudere porte, finestre e passaggi di corrugati. Si può anche procedere alla rimozione di rampicanti che il roditore può sfruttare per accedere ai luoghi posti in alto quali. Leggi l’articolo sul pest proofing del nostro blog per saperne di più.

Per quanto riguarda gli ambienti condominiali e privati si consiglia di effettuare un monitoraggio costante degli ambienti, di gestire al meglio i rifiuti urbani mediante l’utilizzo di bidoni e una buona manutenzione del verde (piante a ridosso degli edifici che permettono agili risalite). Per maggiori informazioni sulle normative della derattizzazione nell’ambiente condominiale, vi invitiamo a leggere questo articolo.

 

Conclusioni

Il servizio di derattizzazione è la soluzione ideale per affrontare le varie specie di topi e ratti in azienda, condomini o aree private. Si consiglia di affidarsi a professionisti della disinfestazione e derattizzazione come Biosistemi per risolvere queste problematiche. Per ulteriori informazioni, siamo a disposizione per risolvere qualsiasi problema nel campo della derattizzazione per assicurare il miglior servizio possibile, nel rispetto delle persone e dell’ambiente.

Il legno è un materiale naturale e caldo che porta bellezza e robustezza alle nostre case, ma può anche attirare ospiti indesiderati come i tarli del legno. Mentre questi insetti sono ben noti per i danni che possono causare alle strutture ed esterni in legno, c’è meno chiarezza sul se possano o meno rappresentare una minaccia diretta alla salute umana. In questo articolo, esploreremo se i tarli del legno attaccano l’uomo, indagando sulla verità dietro le affermazioni di “tarli del legno punture” e discutendo i problemi correlati come le “punture acari legno”.

 

 

Tarli del Legno: Una Minaccia per le Strutture, Non per l’Uomo

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I tarli del legno sono insetti che si nutrono di cellulosa, il principale componente del legno. Sebbene possano causare gravi danni strutturali, non ci sono prove che i tarli del legno “attacchino” direttamente gli esseri umani. Le preoccupazioni riguardanti il “tarlo del legno punture” sono infondate poiché questi insetti non sono dotati di meccanismi per pungere o mordere le persone o animali. Quindi, la risposta alla domanda se i tarli del legno attaccano l’uomo, la risposta è no.

Esempio di un possibile mobile oggetto di infestazione da tarli

Bisogna però fare un’altra considerazione, ossia che possono esserci altri piccoli organismi, come gli acari, che vivono nell’ambiente degradato dal legno infestato dai tarli. Questi acari possono talvolta mordere gli esseri umani, causando irritazione o reazioni allergiche. Queste punture possono essere scambiate erroneamente per attacchi di tarli del legno, ma in realtà provengono da altre fonti.

Acari del Legno? Chi sono i colpevoli dietro le punture?

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Tuttavia, i tarli del legno possono essere associati a piccoli parassiti, come gli acari, che possono essere la causa di irritazioni cutanee. Gli “acari del legno punture” possono causare reazioni allergiche simili a punture d’insetto. Questi acari sono spesso trascurati ma possono causare disagio e irritazione cutanea notevole.

Quindi, bisogna fare distinzione tra acari del legno e tarli del legno, per non dare “la colpa” ai tari del legno per eventuali irritazioni o fastidi. Gli acari del legno e i tarli del legno sono due tipi di organismi completamente diversi, ciascuno con caratteristiche, comportamenti e impatti distinti sul loro ambiente. Mentre i tarli del legno hanno un corpo duro, sei zampe e antenne, gli acari del legno sono molto piccoli, spesso a malapena visibili a occhio nudo, e hanno un corpo morbido con otto zampe nelle fasi adulte. Gli acari del legno, sono spesso dei parassiti dei tarli, come nel caso dei Pyemotes vetricosus il quale attacca le larve di moltissimi tarli.

Per trattare questi insetti consigliamo di affidarsi a professionisti della disinfestazione tarli per limitare i rischi dell’infestazione.

Identificare e Gestire le Punture da Acari

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Le “punture acari legno” sono più probabili in ambienti con alta infestazione di tarli. Alcuni acari si nutrono delle muffe che crescono sul legno danneggiato dai tarli, altri sono parassiti obbligati delle larve dei tarli e non esitano a mordere gli umani se disturbati. Riconoscere e trattare in maniera tempestiva queste punture richiede una comprensione delle loro fonti e dei sintomi associati, che possono includere rossore, prurito e piccoli gonfiori sulla pelle.

Nel caso di irritazione o prurito intenso e continuativo consigliamo di recarsi presso un dermatologo esperto al fine di ricevere cure professionali. Inoltre, anche in contesti aziendali, eseguire una disinfestazione da tarli può garantire il benessere dei dipendenti e del personale.

Come Eliminare gli Acari Associati ai Tarli del Legno

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Acari del tarlo come eliminarli tempstivamente? L’intervento di disinfestazione contro gli acari richiede un approccio integrato. Mantenere un ambiente domestico asciutto e ben ventilato è cruciale per prevenire la crescita di muffe e, di conseguenza, ridurre l’attrattiva per gli acari. Assicurati che non ci siano perdite d’acqua da tubi, tetti o finestre, poiché l’umidità contribuisce alla crescita di muffe e funghi, che sono fonti di cibo per gli acari. Se i tarli del legno sono presenti, è necessario trattare o sostituire il legno infestato per eliminare sia i tarli che gli acari. I trattamenti possono includere l’applicazione di pesticidi specifici per tarli del legno e trattamenti termici, a seconda delle dimensioni e della posizione degli oggetti.

In caso di infestazioni gravi, potrebbe essere necessario rivolgersi a professionisti del controllo dei parassiti che possono offrire soluzioni specifiche e sicure per eliminare sia i tarli che gli acari.

Conclusione

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I tarli del legno, di per sé, non rappresentano una minaccia diretta per gli esseri umani poiché non “attaccano” l’uomo. Tuttavia, gli acari associati possono causare irritazioni cutanee che sono spesso scambiate per “tarli del legno punture”. Comprendere la differenza e prendere le misure appropriate per gestire queste piccole creature è essenziale per mantenere sia la nostra salute che le nostre case sicure. Se sospetti di avere un’infestazione di tarli o acari, è consigliabile consultare un esperto per valutazioni e trattamenti adeguati.

Nel mondo del pest management (gestione delle infestazioni), la deblattizzazione è un processo cruciale per mantenere gli ambienti igienicamente sani e sicuri da infestazioni indesiderate. Questo trattamento è specificamente diretto contro le blatte, anche noti come scarafaggi, insetti noti per la loro resistenza e la loro capacità di proliferare rapidamente in ambienti domestici e commerciali. In questo articolo, esploreremo il significato di deblattizzazione, come si effettua un trattamento di deblattizzazione e i vari aspetti legati a questa pratica essenziale.

 

 

1. Cosa significa Deblattizzare?

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Il termine “deblattizzare” deriva dal nome comune delle blatte, spesso chiamate “blatte” o “scarafaggi”. Deblattizzare significa quindi applicare metodi e trattamenti specifici di disinfestazione per eliminare le popolazioni di blatte da un ambiente. Le blatte sono tra i parassiti più resistenti e difficili da eradicare, in quanto si adattano facilmente a vari ambienti e possono sopravvivere a lungo senza cibo. Pertanto, la deblattizzazione non solo implica l’eliminazione degli individui adulti ma anche la distruzione delle uova e la prevenzione di future infestazioni.

Blatte e scarafaggi

Immagine di una serie di specie di blatte (scarafaggi – Blatella germanica)

Blattoidei  sono insetti molto diffusi e che, in molte persone causano un forte senso di ribrezzo e disagio. Eseguire degli interventi di mitigazione o prevenzione possono ridurre il rischio di infestazione, che può diventare anche incontrollata se il problema non viene risolto sul nascere. Il termine Blattoidei deriva dal latino blatta, che significa scarafaggio. Questo termine è usato per indicare un ordine o sottordine di insetti all’interno della classe degli insetti (Insecta) che comprende principalmente gli scarafaggi e le blatte. Il suffisso “-oidei” è un suffisso comune in tassonomia e indica un gruppo di organismi che condividono alcune caratteristiche simili.

2. Come si Esegue un Trattamento di Deblattizzazione?

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La deblattizzazione può essere effettuata attraverso vari metodi, che spesso richiedono l’intervento di professionisti del settore pest control. Gli interventi si dividono in due grandi categorie: disinfestazione blatte tradizionale e disinfestazione blatte evoluta per aree sensibili.

Entrambe queste tecniche, come anticipato in precedenza, non arrecano danni a persone ed animali, garantendo il rispetto dell’ambiente tramite l’utilizzo di prodotti sostenibili, in particolare durante la deblattizzazione condominiale dove sono presenti abitazioni civili.

Inoltre, i trattamenti effettuati tramite un servizio di disinfestazione professionale includono:

  • Ispezione accurata: Identificare le aree di attività delle blatte è il primo passo essenziale. Questo può includere cucine, bagni, scantinati e qualsiasi area dove ci sia disponibilità di cibo e umidità. in questa fase è cruciale l’identificazione della specie della blatta. Ogni insetto richiede un trattamento differente!
  • Proposta formale ed intervento: il nostro staff, partendo dalle evidenze del sopralluogo vi stilerà un preventivo senza impegno nel quale vengono identificati gli infestanti, le tecniche e i prodotti che verranno utilizzati nel corso del trattamento. L’uso di insetticidi specifici è necessario al fine di ridurre il rischio chimico presso le abitazioni e le aree infestate.
  • Monitoraggio e manutenzione: Dopo il trattamento iniziale, è importante monitorare l’area trattata per verificare l’efficacia del trattamento e prevenire nuove infestazioni.

Ricordiamo sempre che per effettuare trattamentti di disinfestazione professionale contro blatte ed altri insetti il nostro consiglio è quello di affidarsi a professionisti del settore.

3. I Benefici di un Trattamento di Deblattizzazione Efficiente

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Un trattamento di deblattizzazione efficiente ed efficace offre numerosi benefici, tra cui:

  • Miglioramento delle condizioni igieniche: Le blatte sono vettori di diversi patogeni, inclusi batteri come E. coli e Salmonella. La loro eliminazione contribuisce a un ambiente più sano e sicuro per persone, animali e bambini;
  • Prevenzione di danni alla proprietà: Le blatte possono danneggiare materiali organici, come carta e tessuti, compromettendo l’integrità degli oggetti. Anche nei contesti aziendali, la proliferazione di blatte e scarafaggi, può comportare danni non solo fisici, ma anche alla reputazione dell’azienda. I danni alla reputazione aziendale sono i più difficili da riparare e possono portare a problemi importanti come perdita di commesse o clienti;
  • Miglioramento della qualità della vita: La presenza di blatte può causare stress e ansia nei residenti. Un ambiente libero da infestazioni migliora il benessere psicologico.

Inoltre, non sono da escludere malattie o danni psicologici dovuti al trovare blatte e scarafaggi in casa. Consigliamo sempre di affidarsi ad un professionista nei casi di avvistamento di questi insetti ed eventualmente nei condomini eseguire una deblattizzazione condominiale contattando l’amministratore condominiale. Solitamente problematiche di blatte coinvolgono la struttura e non un singolo alloggio.

Conclusione

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La deblattizzazione è un processo fondamentale nel controllo delle infestazioni di blatte, noto per la sua complessità data la resilienza di questi insetti. Capire il significato di deblattizzare e come viene effettuato il trattamento è essenziale per chiunque voglia mantenere il proprio ambiente libero da questi parassiti nocivi. Affidarsi a professionisti qualificati e adottare un approccio preventivo può significativamente ridurre il rischio di infestazioni future, garantendo un ambiente più salubre e sicuro per tutti.

 

I tarli sono piccoli insetti che si nutrono di legno, e rappresentano pertanto una delle principali cause di degrado di tale materiale. Questi insetti, oltre ad attaccare le piante, possono attaccare strutture quali mobili, travi e tetti, rendendo necessarie della azioni di disinfestazione da tarli. Cosa sono questi insetti del legno? Quanti tipi ne esistono? Che danni provocano al legno? Vediamolo insieme in questo articolo.

 

 

Cosa sono i tarli e come riconoscerli

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I tarli sono insetti xilofagi, ovvero che si nutrono di legno. Ne esistono diversi tipi (o specie) appartenenti tutti al gruppo dei coleotteri. Come tutti i coleotteri, i vari tipi di tarlo sono caratterizzati da un ciclo vitale che comprende le forme di larva, pupa ed adulto. Le larve sono di aspetto vermiforme, biancastre e dotate di piccole zampe.  Il loro sviluppo dura anche anni. Gli adulti assomigliano a piccoli scarabei, e posseggono, come tutti i coleotteri, le elitre (ali fortemente indurite).

Quando si parla quindi di insetti del legno, tarli del legno, o semplicemente tarli, il termine si riferisce ad entrambe le forme vitali di larva ed adulto. Le larve e gli adulti sono quindi forme proprie dei tarli, e non sono da considerare specie diverse. È invece errato riferirsi ai tarli come “tarme del legno”, in quanto le tarme appartengono al gruppo dei lepidotteri, che comprende farfalle e falene. Le tarme si nutrono di tessuti (lana, cotone, seta ecc.) ma non di legno.

I tarli del legno sono insetti molto piccoli. Le femmine adulte depongono le piccolissime uova sul legno, generalmente all’interno di fessurazioni. Le larve, una volta fuoriuscite dalle uova, iniziano a scavare gallerie molto profonde all’interno del legno, nutrendosi di cellulosa ed amido. All’interno del legno, le larve si impupano. Dalla pupa uscirà l’adulto di tarlo, che abbandonerà il legno creando i caratteristici fori verso l’esterno. L’adulto così fuoriuscito dal legno si accoppierà, e il ciclo si ripeterà di nuovo. Il materiale rosicchiato (rosume) che si può osservare durante un’infestazione da tarlo è indice del fatto che le larve si stanno nutrendo del legno. I fori presenti sul legno, invece, sono causati dalla fuoriuscita degli adulti dal legno, quindi sono indice di un’infestazione già avvenuta.

 

Che danni causano i tarli e come sapere se ho i tarli in casa?

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I tali possono causare danni strutturali o estetici al legno. Le gallerie che le larve di tarlo scavano all’interno del legno costituiscono un danno strutturale, in quanto il materiale consumato all’interno del legno mina la stabilità della struttura infestata. Il caratteristico rosume (materiale rosicchiato misto ad escrementi delle larve) che cade per esempio dal tetto o si accumula vicino ad un mobile, è il segno principale di un’infestazione in atto. Ciò significa che delle larve di tarlo stanno consumando la struttura all’interno. È necessario quindi intervenire il prima possibile per ridurre i rischi di compromissione della struttura attaccata.

Quando invece riscontriamo la presenza di fori sul legno, questo significa che gli adulti di tarlo sono già usciti dalla struttura attaccata, e che un’infestazione è già avvenuta. Oltre al danno strutturale che le larve di tarlo hanno praticato all’interno della struttura infestata, i fori di sfarfallamento dei tarli adulti rappresentano un danno estetico importante. Dall’analisi del foro di uscita dei tarli si può risalire alla specie, in modo da scegliere il trattamento antitarlo più opportuno. Sia il rosume prodotto dalle larve che le gallerie scavate dagli adulti di tarlo sono eccellenti segni per capire se in casa abbiamo un’infestazione di tarli del legno. Altri segni sono il rumore di rosicchiamento (tipico però solo di alcuni tipi di tarlo) e il ritrovamento dei tarli adulti, tipicamente morti.

 


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I tarli sono pericolosi anche per le persone?

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I tarli del legno non costituiscono di per sé un pericolo igienico-sanitario. Quando le infestazioni raggiungo grandi numeri di esemplari di tarlo, può succedere che questi insetti siano a loro volta vittima di infestazione da parte di parassiti, che possono però costituire un pericolo per l’uomo. I principali parassiti dei tarli sono due: gli acari del genere Pyemotes e l’insetto della specie Scleroderma domesticus (imparentato con api e vespe), detto anche “amico degli antiquari”.

Entrambi sono parassiti delle larve dei tarli del legno e possono pungere gli esseri umani. Gli acari causano dermatiti molto fastidiose, mentre Scleroderma è in grado di arrecare dolorose punture con il proprio pungiglione. Questo rischio indiretto legato alla presenza dei tarli rappresenta un’ulteriore ragione per intervenire tempestivamente su un’eventuale infestazione, andando ad eseguire una disinfestazione da tarli anche negli ambienti produttivi, oltre che abitativi..

 

Come prevenire ed eliminare i tarli

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Esistono diverse tipologie di intervento per eliminare i tarli. Il trattamento a microonde consiste nell’aumento di temperatura del legno mediante macchinari che emettono, appunto, microoonde. Questo sistema è efficace, e deve essere utilizzato da personale tecnico ed esperto. Lasciare in vita anche pochi esemplari di tarlo può essere molto pericoloso in quanto una successiva infestazione si potrà verificare. Essendo il ciclo di sviluppo dei tarli del legno molto lungo, alcune zone infestate possono essere trascurate e quindi non trattate. Queste costituiranno la base di partenza per una futura infestazione.

I tarli si possono inoltre combattere anche con il trattamento in atmosfera modificata. La morte dei tarli è causata dall’assenza di ossigeno. Questa condizione è raggiunta mediante l’anossia e viene indotta all’interno di camere pneumatiche appositamente progettate. All’interno di queste camere, vengono collocati gli oggetti infestati per procedere con la disinfestazione. Il trattamento antitarlo è disponibile anche direttamente presso il domicilio del cliente. Questo approccio è particolarmente indicato per trattare oggetti che non possono essere facilmente spostati per la disinfestazione. Un ulteriore metodo è il sistema ad iniezione profonda o MABI. Il trattamento consiste nell’applicare un insetticida all’interno delle gallerie scavate dagli insetti xilofagi nel legno, coprendo l’intera estensione delle stesse. Grazie a questo metodo, le fibre del legno diventano ambienti ostili per molti anni, prevenendo l’insediamento di nuovi insetti che potrebbero essere stati introdotti inconsapevolmente tramite mobili o altri oggetti infestati, i quali cercano nuovi rifugi e fonti di cibo.

Il trattamento con fumigazione è invece vietato dalla legge vista l’elevata tossicità dei gasi efficaci contro i tarli. Come prevenzione si possono applicare prodotti antitarlo sulla superficie delle strutture non infestate, rendendo il legno velenoso per questi insetti. In questo modo, se i tarli proveranno ad infestare una struttura precedentemente trattata, moriranno prima di causare una vera e propria infestazione.

 

Quali e quanti tipi di tarlo esistono?

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Esistono diversi tipi di tarlo, appartenenti a diverse specie. Come detto in precedenza, i tarli sono insetti appartenenti al gruppo dei coleotteri. I diversi tipi di tarlo sono racchiusi in 3 famiglie di tale gruppo, ovvero Anobidi (detti anche Ptinidi), Cerambicidi e Lictidi.

 

Conclusioni

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In questo articolo abbiamo visto insieme cosa sono i tarli, che tipo di danni causano e quali tipologie di controllo si possono mettere in atto. L’identificazione della specie di tarlo che sta causando l’infestazione è cruciale. Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie di tarlo, grazie ai suoi tecnici esperti. Essere in grado di identificare le varie specie di tarlo permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. Inoltre, anche la scelta del trattamento antitarlo è fondamentale per debellare un’infestazione da tarlo del legno. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.

 

Le zanzare rappresentano sicuramente uno dei principali bersagli affrontati da Biosistemi durante le operazioni di disinfestazione. Le femmine si nutrono di sangue e attraverso le loro punture possono trasmettere all’uomo e agli animali domestici diversi microrganismi capaci di causare malattie anche gravi. Nel mondo si contano circa 3500 specie di zanzare, 70 delle quali sono presenti in Italia. Le femmine di zanzara depongono le uova in acqua dopo aver effettuato un pasto di sangue pungendo un vertebrato. I maschi si cibano invece di nettare. Le larve sono acquatiche e possono sopravvivere in raccolte di acqua anche molto piccole. Per prevenire un’infestazione durante il periodo estivo o per risolvere un’infestazione già in atto, proponiamo il nostro servizio di disinfestazione zanzare, atto a risolvere la problematica.

Ma quali sono queste specie di zanzare? Pungono tutte gli esseri umani? Sono in grado di trasmettere malattie? Possono trasmettere la Dengue? Ci sono zanzare invasive? Scopriamolo insieme in questo articolo, dove vedremo insieme i tipi di zanzara più comuni e più facili da incontrare in Italia.

 

Zanzare autoctone

La maggior parte dei tipi di zanzara diffusi in Italia è presente naturalmente nel nostro paese. Queste zanzare vengono dette quindi autoctone.

Zanzara comune – Culex pipiens

La zanzara comune è nota a livello scientifico come Culex pipiens. Questo tipo di zanzara è di piccole dimensioni ed è di colore marrone chiaro. La zanzara comune non ha ornamentazioni sul torace, mentre sui segmenti addominali mostra delle bande gialle. Un’altra caratteristica importante per riconoscere questo tipo di zanzara è l’addome, che termina con una forma arrotondata. La zanzara comune è nativa del nostro paese, e non è quindi invasiva come ad esempio le zanzare tigre del genere Aedes. E’ in grado di deporre le uova e completare il proprio ciclo di sviluppo all’interno di ogni fonte d’acqua, sia pulita che inquinata. La particolarità di questo tipo di zanzara è quello di deporre le uova a formare una caratteristica “zattera”.

Femmina di Culex pipiens – Foto di Anders Lindström

Femmina di Culex pipiens – Foto di Anders Lindström

Questo tipo di zanzara esiste in due forme: Culex pipiens pipiens e Culex pipiens molestus. La zanzara comune nella forma C. p. pipiens è diffusa principalmente in ambienti rurali, punge gli uccelli e riesce a sopravvivere d’inverno all’esterno degli edifici. La forma C. p. molestus è invece legata agli ambienti umani e di sera e di notte punge le persone e altri animali, tipicamente mammiferi. Non riesce a sopravvivere all’inverno stando all’aperto e sverna rifugiandosi al chiuso, tipicamente all’interno delle abitazioni (leggi il nostro articolo su dove si trovano le zanzare in casa). La zanzara comune è in grado di trasmettere il virus West Nile.

Zanzare del genere CulisetaCuliseta annulata e Culiseta longiareolata

In Italia, le zanzare del genere Culiseta appartengono a due specie, Culiseta annulata e Culiseta longiareolata. Questi tipi di zanzara sono di grandi dimensioni e di colore marrone scuro. Si riproducono in acque stagnanti e in contenitori artificiali pieni d’acqua. Preferiscono raccolte d’acqua caratterizzate dalla presenza di materia organica. Le larve di entrambe le specie presenti in Italia riescono a sopravvivere in acque inquinate e anche salate.

Femmina di Culiseta annulata – Foto di Anders Lindström

Femmina di Culiseta annulata – Foto di Anders Lindström

Entrambe le specie si nutrono del sangue di uccelli. Culiseta annulata preferisce cibarsi del sangue umano e può pungere sia all’interno di edifici che all’aperto, mentre Culiseta longiareolata punge l’uomo solo raramente e non entra all’interno delle abitazioni. Culiseta  longiareolata è in grado di trasmettere numerose specie di plasmodi aviari, responsabili della malaria degli uccelli ed innocui per l’uomo.

Zanzara anofele –  varie specie del genere Anopheles

Per zanzare anofele si intendono le specie di zanzara appartenenti al genere Anopheles. Alcuni tipi di zanzara appartenenti a questo gruppo sono molto importanti in quanto sono in grado di trasmettere la malaria. Le zanzare di questo tipo sono naturalmente presenti in Italia, e per questo motivo la malaria era presente nel nostro paese in passato. L’Italia è stata dichiarata libero da malaria nel 1970 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Diverse specie di zanzara anofele sono presenti in Italia, e sono di difficile distinzione tra loro.

Femmina di Anopheles plumbeus – Foto di Anders Lindström

Femmina di Anopheles plumbeus – Foto di Anders Lindström

Tutte le zanzare anofele si riconoscono però dagli altri tipi di zanzara guardando l’apparato boccale. Queste zanzare hanno infatti i palpi della stessa lunghezza della proboscide. Nelle altre zanzare i palpi sono notevolmente più corti della proboscide. Le specie di zanzara anofele presenti in Italia sono tutte di colore scuro e sono dotate di lunghe zampe. Hanno inoltre delle macchie scure sulle ali. Questo tipo di zanzara depone le uova in stagni, paludi, cavità di alberi piene d’acqua e contenitori artificiali con ristagni d’acqua.

Altre zanzare

Le specie di zanzare sopracitate sono le più comuni e le più importanti dal punto di vista igienico-sanitario tra quelle presenti nel nostro paese. Ce ne sono però tanti altri tipi; infatti, in Italia si possono trovare circa 70 specie di zanzare, tra cui:

  • Aedes caspius, detta in alcune zone zanzara delle risaie, è comune in paludi costiere, stagni, praterie allagate e risaie. Sopporta anche vari gradi di salinità. Specie molto aggressiva, le femmine pungono principalmente all’aperto sia di giorno che di notte, arrecando grande fastidio alle persone e agli animali domestici. Gli adulti sono attivi fino all’inizio dell’autunno (per una corretta disinfestazione è necessario utilizzare dei trattamenti adulticidi). Aedes vexans è simile ad Aedes caspius, ma preferisce le acque dolci e gli adulti calano in numero più rapidamente man mano che avanza l’estate. Questo tipo di zanzara è detto anche zanzara alluvionale in alcune parti d’Italia;
  • Uranotaenia unguiculata è una specie di zanzara molto piccola specializzata nel nutrirsi del sangue degli anfibi, come le rane. Si riproduce ed è presente in ambienti come fossati, sponde di laghi e corpi d’acqua stagnanti caratterizzati da ricca vegetazione acquatica;
  • Orthopodomyia pulcripalpis è un tipo di zanzara che si trova nelle foreste. Le larve si sviluppano in cavità in tronchi ricche di acqua. Questa specie punge principalmente gli uccelli e solo raramente l’uomo;
  • Coquillettidia richiardii è una tipologia di zanzara che punge i mammiferi, ma anche gli uccelli e gli anfibi. Le larve riescono a respirare sott’acqua attaccando il sifone respiratorio alle radici delle piante acquatiche. Questo tipo di zanzara vive vicino a corpi d’acqua permanenti come paludi, laghi, e letti dei fiumi. E’ da considerare rara in Italia.

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Zanzare invasive

Alcuni tipi di zanzara che prima non si trovavano originariamente nel nostro paese sono stati introdotti in Italia da altri paesi. Queste zanzare sono dette invasive.

Zanzara tigre –  Aedes albopictus

La zanzara tigre si chiama così per via delle striature bianche che spiccano in modo vistoso dal corpo di colore nero. Questa caratteristica è evidenziata anche dal nome scientifico di questo tipo di zanzara, ovvero Aedes albopictus (dove “albo” significa bianco e “pictus” significa dipinto). La zanzara tigre è di medie dimensioni e ha una linea argentea che scorre in mezzo al torace. Inoltre, la punta dell’addome non è arrotondata come nella zanzara comune.

Questo tipo di zanzara è originario delle foreste tropicali dell’Asia, e pertanto è invasivo nel nostro paese. Ha colonizzato tutti i continenti attraverso il trasporto di copertoni e contenitori di piante contenenti ristagni d’acqua. E’ arrivata in Italia, precisamente a Genova, nel 1990 tramite dei copertoni usati, contenenti ristagni d’acqua utili alla sopravvivenza delle larve. Questa zanzara è in grado di sfruttare le più piccole raccolte d’acqua per deporre le proprie uova, che riescono anche a sopportare temperature relativamente basse. 

Femmina di Aedes albopictus – Foto di Anders Lindström

Femmina di Aedes albopictus – Foto di Anders Lindström

La zanzara tigre si nutre del sangue di esseri umani, animali domestici, mammiferi selvatici, anfibi e rettili. Essendo attiva e pungendo principalmente di giorno, questo tipo di zanzara può risultare particolarmente fastidiosa. La zanzara tigre vive principalmente nelle zone urbane, ed è diffusa in pianta stabile praticamente in ogni parte del nostro paese. Questo tipo di zanzara è in grado di trasmettere il virus Dengue, e 80 casi autoctoni si sono verificati in Italia nel 2023. Abbiamo trattato l’argomento Dengue in Italia in questo articolo sul nostro blog. Considerando le caratteristiche della zanzara tigre, questo tipo di zanzara è sicuramente tra le specie più importanti dal punto di vista igienico-sanitario.

Zanzara coreana – Aedes koreicus

La zanzara coreana Aedes koreicus, come suggerisce sia il nome comune che quello scientifico, è diffusa in Corea del Sud. E’ naturalmente presente anche in Giappone, Cina e Russia orientale. Questo tipo di zanzara è stato rinvenuto per la prima volta al di fuori della propria regione di origine nel 2008, in Belgio. Nel 2011 è stata trovata per la prima volta in Italia, in provincia di Belluno. Ad oggi è stata rilevata in quasi tutte le province del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, nelle province di Bergamo, Sondrio e Como e in Liguria. Altri paesi europei dove la zanzara coreana si è diffusa sono Germania, Slovenia e Ungheria. Questo tipo di zanzara è arrivata in Europa tramite i commerci internazionali. Questo tipo di zanzara è grossolanamente simile alla zanzara tigre, ma si differenzia da questa per via delle maggiori dimensioni, e la presenza di linee giallastre sulla parte dorsale del torace. La zanzara coreana è molto simile alla zanzara giapponese (descritta sotto), ma ha una caratteristica macchia bianca nella parte finale delle zampe che la differenzia da quest’ultima. 

Femmina di Aedes koreicus – Foto di Anders Lindström

Femmina di Aedes koreicus – Foto di Anders Lindström

Rispetto alla zanzara tigre, la zanzara coreana sopporta meglio le basse temperature. Le uova rimangono dormienti durante l’inverno e si schiudono in primavera. Vengono deposte in fonti d’acqua naturali (ad esempio cavità di alberi piene d’acqua) o artificiali (come ad esempio stagni in giardini e contenitori con acqua). La zanzara coreana è in grado di trasmettere il virus dell’encefalite giapponese e il nematode Dirofilaria immitis. E’ inoltre un vettore, seppur poco efficace, del virus Chikungunya. Per quanto riguarda il ruolo di questo tipo di zanzara nella trasmissione del virus Dengue, sono necessari ulteriori studi.

Zanzara giapponese – Aedes japonicus

Come per la zanzara coreana, anche per la zanzara giapponese il nome tradisce un’origine molto chiara. Questo tipo di zanzara, chiamata nell’ambiente scientifico Aedes japonicus è infatti presente in Giappone. Si può trovare naturalmente anche in Cina, Corea, Taiwan, e Russia meridionale. Questo tipo di zanzara è simile alla zanzara coreana, da cui si differenzia solo per l’assenza di macchie bianche sulla parte terminale delle zampe. La zanzara giapponese si riproduce in cavità di alberi o in bambù con acqua all’interno. Nei paesi in cui è stata introdotta riesce a riprodursi anche in contenitori artificiali contenenti acqua. 

Femmina di Aedes japonicus – Foto di Anders Lindström

Femmina di Aedes japonicus – Foto di Anders Lindström

Questa specie di zanzara è considerata la terza più invasiva al mondo, dopo la Aedes aegypti (non presente in Italia) e la zanzara tigre. Una delle ragioni del successo di questo tipo di zanzara nel colonizzare nuovi territori è la resistenza al freddo. Infatti questa specie supera i freddi e nevosi inverni del Giappone settentrionale, suo areale di origine. La zanzara giapponese supera l’inverno come uova o come larva. Le uova superano l’inverno a basse temperature, mentre le larve normalmente non riescono a resistere a temperature più basse di 10 gradi. Alcune larve sono state però rinvenute a 1500 m di altitudine, in zone dove le temperature scendono fino a -18 gradi.

Negli ultimi anni questo tipo di zanzara si è diffuso in tutto il Nord America, e in Europa è stata segnalata per la prima volta in Francia, nel 2000.  Si è diffusa nel mondo tramite i commerci internazionali. Ad oggi è presente in Olanda, Belgio, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Slovenia e Austria. Proprio dall’Austria è giunta in Italia, dove è diffusa in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Sembra però che stia ampliando il proprio areale, e probabilmente verrà rinvenuta in altre zone del nostro paese. Questo tipo di zanzara è attivo di giorno e punge l’uomo e altri mammiferi. E’ in grado di trasmettere il virus responsabili di West Nile, Dengue, e Chikungunya.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto che in Italia sono presenti circa una settantina di specie di zanzara, raggruppate in sette generi. Determinati tipi di zanzara possono sopravvivere e perfino prosperare in ambienti umani, utilizzando anche le più piccole pozze d’acqua per la loro riproduzione. Altre specie invece sono maggiormente legate agli ambienti rurali e naturali. Alcuni tipi di zanzara, come ad esempio la zanzara tigre, possono essere vettori di importanti malattie. E’ quindi molto importante monitorare la presenza e la diffusione di queste zanzare.

Nel caso di infestazioni particolarmente intense, è consigliabile richiedere l’intervento di un professionista disinfestatore. Biosistemi impiega esclusivamente tecnici qualificati per i servizi di disinfestazione, capaci di effettuare una corretta identificazione delle diverse specie di zanzare. Questa capacità di identificazione consente un approccio sostenibile, efficace e igienicamente sicuro. Per ulteriori informazioni sulle nostre attività di disinfestazione, ti invitiamo a consultare questo articolo.

 

Fonti utilizzate per la stesura di questo articolo

  • https://www.ecdc.europa.eu/en;
  • Reverse identification key for mosquito species – liberamente scaricabile a https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/reverse-identification-key-mosquito-species;
  • Fotografie di Anders Lindström – National Veterinary Institute/SVA – prese da  Reverse identification key for mosquito species;
  • Istituto Superiore di Sanità – Zanzare in Italia: raccolta, identificazione e conservazione delle specie più comuni. Francesco Severini, Luciano Toma, Marco Di Luca. 2022, ii, 111 p. Rapporti ISTISAN 22/3;
  • https://www.epicentro.iss.it/zanzara/specie-invasive-presenti-in-italia;
  • https://zanzare.ipla.org/index.php/it/specie-di-zanzare/le-specie-principali.

 

Autore – Alessandro Alvaro

Questo articolo nasce dalla collaborazione con Alessandro Alvaro, Studente di Dottorato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Milano.

Di seguito alcuni suoi riferimenti utili:

 

Le zanzare sono sicuramente tra gli insetti affrontiamo di più durante i servizi di disinfestazione. Le femmine si nutrono di sangue e con la propria puntura possono trasmettere all’uomo e agli animali domestici numerosi microrganismi in grado di causare malattie anche gravi. Le zone urbane sono un ottimo luogo per lo sviluppo delle zanzare, che vivono stabilmente insieme a noi. In questo articolo approfondiamo insieme le caratteristiche comuni a tutti i tipi di zanzare. Inoltre, vediamo dove si possono trovare nelle nostre abitazioni e come si possono controllare.

 

 

Caratteristiche

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Le zanzare sono piccoli insetti volanti. Appartengono all’ordine dei ditteri, come le mosche, in quanto hanno due ali membranose. Nel mondo ci sono circa 3500 specie di zanzare, tutte raccolte nella famiglia dei Culicidi

Le zanzare sono insetti di piccole dimensioni e sono lunghe in genere 3-9 mm. Le zanzare femmina hanno un apparato boccale estremamente specializzato che consente loro di pungere l’uomo e gli animali per prelevarne il sangue. Il sangue serve alle zanzare femmina per permettere la maturazione delle uova. Questo rende le zanzare molto pericolose per la salute di uomo e animali, in quanto durante la puntura possono venire trasmessi numerosi microrganismi patogeni. I maschi di zanzara si nutrono invece di nettare.

Ciclo biologico

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Tutti i tipi di zanzare si sviluppano seguendo lo stesso ciclo vitale. Il ciclo comprende larva, pupa ed adulto. Le uova vengono deposte dalle femmine di zanzara in ambienti acquatici. Dalle uova schiudono le larve, che sono completamente acquatiche e si nutrono filtrando materia organica sospesa nell’acqua. Le larve di zanzara respirano tramite un sifone collegato all’aria sopra la superficie dello specchio d’acqua in cui vivono. 

Una volta completato lo stadio larvale, le zanzare diventano pupe e dopo poco tempo adulti alati, che finalmente escono dall’acqua. L’intero ciclo vitale dura generalmente 10-12 giorni, ma la durata è variabile.


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Dove si trovano le zanzare in casa?

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In Italia sono presenti circa 70 specie di zanzare. La maggior parte dei tipi di zanzara è però legata all’ambiente naturale. Le zanzare in casa, di solito, sono di due tipi: la zanzara comune (nome scientifico Culex pipiens) e la zanzara tigre (nome scientifico Aedes albopictus). Entrambi i tipi di zanzara pungono l’uomo e gli animali e possono risultare molto fastidiose, oltre che pericolose vista la possibilità di trasmettere microrganismi patogeni. La zanzara comune è in grado di trasmettere il virus West Nile, mentre la zanzara tigre è in grado di trasmettere il virus Dengue. 

Nel 2023 si sono verificati circa 80 casi autoctoni di Dengue nel nostro Paese. Se vuoi saperne di più, leggi il nostro approfondimento sulla malattia Dengue sul nostro blog. 

Immagine di puntura di Zanzara

Immagine di puntura di zanzara (Immagine da: Foto di icon0 com: https://www.pexels.com/it-it/foto/animale-nero-insetto-macro-169357/)

Le zanzare comuni sono attive principalmente di sera e di notte, mentre le zanzare tigre lo sono di giorno. Sia la zanzara comune che la zanzara tigre necessitano di acqua per deporre le proprie uova, da cui schiuderanno le larve. Le zanzare amano deporre le proprie uova in raccolte d’acqua stagnante, sia piccole che grandi. Queste si possono trovare virtualmente in qualsiasi luogo dove l’acqua si può accumulare. Ad esempio:

  • sottovasi;
  • vasi con all’interno talee di piante;
  • pneumatici lasciati all’aperto;
  • barili, recipienti, e barattoli lasciati all’aperto;
  • annaffiatoi lasciati pieni;
  • teli di plastica su cui ha piovuto e si sono create pozze d’acqua;
  • grondaie;
  • cisterne di raccolta di acqua piovana;
  • oggetti con all’interno acqua in bagni e lavanderie;
  • ciotole di animali domestici;
  • stagni ornamentali senza predatori di zanzare;
  • pozzetti e tombini

Se queste raccolte d’acqua sono presenti nella nostra casa, nel nostro orto o nel nostro giardino, entrambi i tipi di zanzare sopracitate in grado di riprodursi e vivere in pianta stabile insieme a noi.

Zanzare in casa: metodi di prevenzione e controllo

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Per limitare la presenza delle zanzare ed evitare che possano così pungere persone o animali, occorre mettere in atto alcuni accorgimenti. Come abbiamo visto in precedenza, i ristagni d’acqua sono fondamentali per lo sviluppo e la diffusione di tutti i tipi di zanzare. Bisogna eliminare i ristagni presenti, ad esempio svuotando i recipienti pieni d’acqua oppure pulendo le grondaie e altre strutture che possono accumulare l’acqua. Particolare attenzione va riservata ai sottovasi: in seguito allo svuotamento, vanno grattati con una spugna abrasiva per eliminare le uova eventualmente presenti.

Ci sono situazioni dove però l’acqua stagnante non può essere eliminata: si possono comunque mettere in atto misure per limitare la diffusione delle zanzare eventualmente presenti. Ad esempio, si possono aggiungere dei pesci negli stagni ornamentali. I pesci rossi sono ottimi predatori delle larve di tutti i tipi di zanzara e possono tenere gli stagni liberi da esse. Nel caso invece di pozzetti o tombini, si possono utilizzare prodotti larvicidi per uccidere le larve di zanzara presenti. Ci sono però casi in cui è necessario richiedere l’intervento del tecnico disinfestatore. In caso di intervento, i tecnici di Biosistemi ricorrono ad insetticidi specifici ed a basso impatto ambientale, sia per le persone che per i nostri animali domestici. Gli insetticidi impiegati possono essere adulticidi che larvicidi. Oltre che con i prodotti chimici, i vari tipi di zanzara possono essere combattute tramite mezzi di lotta biologici quali trappole a feromoni, preparati di microrganismi e insetti utili.

Per limitare le punture di zanzare esistono diversi modi. Per evitare che le zanzare entrino in casa il metodi di difesa più efficace è rappresentato dalle zanzariere a maglia fine. Inoltre, i repellenti possono essere d’aiuto per diminuire le possibilità di venire punti. Le zanzare localizzano le proprie principalmente vittime grazie all’olfatto, e i repellenti vanno ad interferire con i sensori olfattivi delle zanzare. In zone dove la zanzara tigre è presente, è utile indossare indumenti chiari perché risultano meno attrattivi.

Conclusioni

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Come abbiamo visto, le zanzare possono sopravvivere e addirittura prosperare negli ambienti umani sfruttando anche le più piccole raccolte di acqua per riprodursi. Limitare gli accumuli d’acqua è quindi fondamentale per limitare la presenza delle zanzare nelle nostre case. Gli accorgimenti e le misure di controllo che abbiamo visto in questo articolo vanno messe in atto costantemente e da tutta la cittadinanza per essere efficaci. 

In caso di infestazioni particolarmente pesanti, invece, è opportuno richiedere l’intervento di un tecnico disinfestatore. Per i servizi di disinfestazione, Biosistemi si avvale solo di tecnici esperti, in gradi di fornire una corretta identificazione dei vari tipi di zanzara. Essere in grado di identificare i vari tipi di zanzara permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.