Tag Archivio per: disinfestazione

Nelle aziende del settore alimentare, nell’industria di trasformazione, nel packaging e nella logistica, la disinfestazione professionale e il monitoraggio degli infestanti non sono un’opzione: sono un requisito per la conformità agli standard HACCP, BRC, IFS e FSSC 22000. Una gestione efficace del pest control aziendale protegge la produzione, evita fermi, riduce il rischio di non conformità in audit e tutela la reputazione dell’impresa.

Il cuore di un buon programma di pest management è il monitoraggio. Le trappole tradizionali rappresentano da decenni lo standard consolidato del settore: affidabili, efficaci e pienamente conformi alle normative. Allo stesso tempo, nei contesti industriali più complessi, le tecnologie digitali come le trappole Bluetooth, il sistema Spectre 2.0 e il video-monitoraggio Smart permettono di rispondere a esigenze che con il solo approccio tradizionale richiederebbero più tempo, più risorse o più sopralluoghi.

In questa guida confrontiamo le diverse tecnologie di monitoraggio degli infestanti per le aziende, spiegando quando ha senso utilizzare ciascuna e come si integrano in un programma di pest control completo, orientato alla prevenzione e alla piena dimostrabilità in fase di audit.

 

 

Trappole tradizionali: lo standard consolidato

Le trappole a scatto, a colla e quelle con esca rappresentano lo strumento di base di qualunque programma di derattizzazione professionale e sono il riferimento ampiamente accettato dagli standard di qualità (HACCP, BRC, IFS). Nella maggior parte dei contesti aziendali sono perfettamente adeguate per garantire un controllo efficace dei roditori.

Punti di forza

  • Affidabilità meccanica consolidata: tecnologie testate da decenni in qualsiasi ambiente operativo.
  • Universalità: applicabili in qualsiasi settore, dall’industria pesante alle aree alimentari, dalla logistica ai condomini.
  • Conformità normativa: pienamente accettate dagli standard internazionali di sicurezza alimentare e qualità.
  • Manutenzione diretta: il tecnico ne valuta visivamente lo stato durante il sopralluogo, raccogliendo informazioni qualitative non sempre catturabili dai sensori (presenza di tracce, escrementi, segnali di passaggio).
Esempio di trappola utilizzata nei nostri interventi professionali

Esempio di trappola utilizzata nei nostri interventi professionali

Limiti operativi in alcuni contesti

Pur restando lo standard, le trappole tradizionali presentano alcuni limiti in scenari molto specifici:

  • La verifica avviene solo durante il sopralluogo programmato del tecnico.
  • In postazioni difficilmente accessibili (quote elevate, cabine elettriche, controsoffitti), ogni controllo comporta tempi e rischi aggiuntivi.
  • Per infestazioni estremamente anomale o fortemente ricorrenti il dato di cattura, da solo, non basta a capire dove e come i roditori accedono all’area.

È proprio in questi contesti specifici che entrano in gioco le soluzioni digitali, non per sostituire le trappole tradizionali ma per completarle dove servono informazioni aggiuntive.

Trappole Bluetooth: un’estensione utile in postazioni critiche

Le trappole digitali Bluetooth hanno lo stesso meccanismo di cattura delle trappole tradizionali, con in più un sensore che registra l’evento e comunica con l’app del tecnico via Bluetooth quando questi si trova nelle vicinanze.

Dove fanno la differenza

Il loro punto di forza non è il “monitoraggio digitale” in sé, ma la capacità di rendere efficiente il controllo di postazioni che altrimenti richiederebbero accessi onerosi o rischiosi:

  • Cabine elettriche AT/MT, dove ogni accesso richiede DPI specifici e procedure di sicurezza.
  • Postazioni in quota su strutture metalliche o controsoffitti tecnici, che richiedono scale o piattaforme elevabili.
  • Vani impiantistici, intercapedini e canaline difficili da ispezionare manualmente.
  • Aree industriali estese dove ridurre i tempi di verifica significa coprire più postazioni nello stesso intervento.
Esempio di trappola bluetooth utilizzata in contesti industriali

Esempio di trappola bluetooth utilizzata in contesti industriali

In questi punti il sensore Bluetooth permette al tecnico di sapere se la trappola è scattata senza doverla aprire fisicamente o raggiungerla manualmente: si interviene solo dove serve davvero.

Sistema Spectre 2.0: monitoraggio continuo per ambienti sensibili

Il sistema Spectre 2.0 è pensato per i contesti in cui è necessario un controllo continuo delle catture. Ogni evento viene trasmesso al Cloud in tempo reale tramite tecnologia radio LoRa (sensori-centralina) e modulo GSM integrato (centralina-Cloud).

Caratteristiche tecniche

  • Sensori a basso consumo integrati nelle trappole a scatto.
  • Centralina con processore dual-core e batteria di backup per continuità operativa.
  • Indipendenza totale dalla rete IT aziendale: nessun collegamento WiFi, nessun impatto sui sistemi informatici interni.
  • Integrazione con la piattaforma ByronWeb per visualizzazione di stato trappole, condizioni ambientali e storico eventi.
Il Sistema Spectre 2.0 si attiva quando intercetta dei movimenti nel periodo oggetto di sensoristica

Il Sistema Spectre 2.0 si attiva quando intercetta dei movimenti nel periodo oggetto di sensoristica

Quando ha senso adottarlo

Spectre 2.0 non è necessario ovunque: il suo valore si esprime in contesti dove un controllo in tempo reale rappresenta un vantaggio concreto e misurabile:

  • Industrie agroalimentari e packaging primario con elevati requisiti igienici.
  • Aziende certificate BRC, IFS, FSSC 22000 o ISO che devono dimostrare la qualità del programma di monitoraggio.
  • Realtà con turni notturni o di weekend in cui il personale interno è assente.
  • Magazzini farmaceutici e refrigerati dove ogni intervento non programmato ha un costo elevato.

Nei contesti standard, dove i controlli periodici garantiscono già un buon livello di protezione, Spectre rappresenta un investimento che può non essere giustificato. La scelta dipende sempre da un’analisi del rischio specifico per l’azienda.

Video-monitoraggio Smart: capire quando il problema è complesso

Il video-monitoraggio Smart è uno strumento che entra in gioco quando le trappole, da sole, non bastano a chiarire la dinamica di un’infestazione. Si tratta di telecamere intelligenti, posizionate strategicamente, che riconoscono in modo automatico la presenza e il passaggio di infestanti nelle aree critiche.

A cosa serve davvero

Non sostituisce le trappole: le completa fornendo informazioni che le sole catture non possono dare. Le trappole rilevano un evento, ma il video-monitoraggio risponde alle domande più difficili:

  • Da dove arrivano i roditori? Quali sono i punti di ingresso effettivi nello stabilimento.
  • Quando si muovono? Orari di attività e percorsi abituali.
  • Quanti sono? Stima della pressione infestante reale, ben oltre il numero di catture.
  • Di che specie? Topo, ratto delle chiaviche, ratto dei tetti, ognuno con comportamenti diversi.
  • Perché un’area resta problematica? Quali fattori ambientali o strutturali favoriscono l’infestazione.
Esempio di applicazione del sistema di monitoraggio in aree di difficile controllo

Esempio di applicazione del sistema di monitoraggio in aree di difficile controllo

Esempio di intercettazione del problema con identificazione tramite video a movimento

Esempio di intercettazione del problema con identificazione tramite video a movimento

Casi di utilizzo tipici

Il video-monitoraggio è particolarmente utile in situazioni come:

  • Infestazioni ricorrenti dove gli interventi standard non risolvono in modo definitivo il problema.
  • Stabilimenti industriali complessi con numerose vie di accesso potenziali (carrabili, gallerie tecniche, cavedi).
  • Indagini preventive in aree ad alto valore (linee produttive, camere bianche, magazzini di prodotto finito).
  • Verifiche post-intervento per confermare che la bonifica abbia effettivamente risolto la situazione.
  • Aree esterne sensibili dove identificare i percorsi degli infestanti permette di intervenire sulle cause strutturali.

Una volta individuati i punti di ingresso e le rotte di passaggio, è possibile intervenire alla radice del problema: con i sistemi di esclusione per chiudere le vie d’accesso, riposizionando le trappole nei punti realmente strategici, o agendo sulle condizioni ambientali che favoriscono la presenza di roditori.

Esempi pratici in contesti industriali

Industria alimentare con programma HACCP consolidato

Il programma standard prevede una rete di trappole tradizionali distribuite secondo planimetria, controllate periodicamente. In una linea produttiva ad alta sensibilità si aggiunge Spectre 2.0 per la copertura continua, mentre il resto dello stabilimento mantiene le trappole standard. Quando una postazione registra catture ripetute senza spiegazione apparente, viene installato temporaneamente il video-monitoraggio per identificare la fonte del problema.

Magazzino logistico di grandi dimensioni

Le trappole tradizionali coprono l’intera superficie operativa secondo planimetria. Nei punti in quota (alle alte rastrelliere o nei controsoffitti tecnici) si utilizzano trappole Bluetooth per ridurre il numero di accessi con PLE. Il video-monitoraggio viene attivato sui portoni di carico-scarico se si vuole capire da dove arrivano gli ingressi di roditori.

Stabilimento farmaceutico

Nelle aree esterne il programma usa trappole tradizionali standard. Nelle aree classificate, dove ogni ingresso del tecnico richiede vestizione e validazione, si utilizzano Spectre 2.0 e Bluetooth per minimizzare gli accessi fisici. Per indagini di ingresso si attiva video-monitoraggio dei perimetri.

Cantina o stabilimento agroalimentare con infestazione ricorrente

Le trappole tradizionali rilevano regolarmente catture, ma il problema si ripresenta. Il video-monitoraggio viene installato per due-quattro settimane per identificare i percorsi e la specie effettivamente coinvolta. I dati raccolti permettono di intervenire con sistemi di esclusione sui punti di ingresso reali, riducendo nel tempo l’infestazione e di conseguenza l’intensità degli interventi futuri.

Azienda con audit BRC/IFS imminente

Il programma esistente di trappole tradizionali è già conforme, ma per rafforzare la dimostrabilità del controllo in audit si introduce Spectre 2.0 sui punti critici di produzione. La dashboard ByronWeb diventa il documento oggettivo da mostrare in fase ispettiva, integrando le check-list tradizionali.

Conclusione

Per le aziende del settore alimentare e per i contesti industriali certificati, un programma di pest control efficace si costruisce a partire da un monitoraggio solido. Le trappole tradizionali restano lo standard del settore: efficaci, affidabili e pienamente conformi a HACCP, BRC e  IFS. Le tecnologie digitali non le sostituiscono, ma le completano dove serve qualcosa in più: trappole Bluetooth per le postazioni difficili, Spectre 2.0 per la supervisione continua negli ambienti più sensibili, video-monitoraggio per investigare i casi complessi e prevenire le infestazioni future.

La scelta giusta non è mai una tecnologia singola, ma il mix corretto di strumenti sulla base di una valutazione tecnica del contesto e del livello di rischio. Biosistemi affianca le aziende del territorio di Varese, Gallarate, Legnano, Busto Arsizio e Como da oltre 30 anni, costruendo programmi di pest management su misura, scalabili nel tempo, conformi alle certificazioni e integrati con le esigenze produttive del cliente. Scopri i nostri servizi per le aziende e contattaci per sapere di più sulla nostra realtà.

 

Per ematofagia (dalle parole greche αἷμα haima “sangue” e φαγεῖν phagein “mangiare”) si intende la capacità di alcuni organismi di nutrirsi del sangue di vertebrati. L’ematofagia è diffusa principalmente negli artropodi, perlopiù insetti e aracnidi. Gli artropodi che si nutrono di sangue, sebbene diversi tra loro, sono accomunati dalla presenza di apparati boccali capaci di perforare la cute dei vertebrati (incluso l’uomo) per prelevarne il sangue. Per le femmine di questi animali, il sangue rappresenta un alimento fondamentale, in quanto è indispensabile per la maturazione delle uova.

Esistono circa 14000 specie di artropodi che si nutrono di sangue, ma solamente una manciata di specie rappresentano un pericolo per gli esseri umani e i nostri animali domestici in Italia. Tra gli artropodi ematofagi, quattro gruppi rivestono grande importanza: zanzare, pappataci, zecche e pulci. Vediamo insieme le caratteristiche biologiche e i rischi associati ai rappresentanti di questi gruppi che sono presenti in Italia.

 

 

Zanzare

Le zanzare rappresentano l’insetto ematofago per antonomasia. In realtà non tutti sanno che le zanzare non necessitano per forza del sangue per sopravvivere. Il sangue è necessario alle femmine di zanzara per riuscire a produrre le uova, e i maschi non si nutrono di sangue. Sia i maschi che le femmine di zanzara si nutrono principalmente del nettare delle piante. Le zanzare sono pertanto definiti insetti ematofagi facoltativi, in quanto sopravvivono anche senza nutrirsi di sangue, che, come detto, serve alle femmine esclusivamente per la deposizione delle uova. Va da sé che però, senza sangue, le zanzare non possono quindi riprodursi; il sangue riveste quindi un ruolo di primaria importanza per le zanzare. Le zanzare sono caratterizzate da una fase larvale acquatica e una fase adulta terrestre.

Immagine di una zecca comune che succhia sangue

Zanzara comune

In Italia sono presenti circa una settantina di specie, di cui solo alcune rappresentano un potenziale rischio per la salute degli esseri umani. Tra queste citiamo la zanzara comune (Culex pipiens), vettore del virus West Nile, e la zanzara tigre (Aedes albopictus), che può trasmettere diversi patogeni, tra cui il virus Dengue.

Pappataci

I pappataci, noti anche come flebotomi, sono piccoli ditteri imparentati con le zanzare. Come queste, il sangue è necessario alla femmina per la deposizione delle uova. A differenza delle zanzare, però, le larve dei pappataci sono terricole e non acquatiche. I pappataci sono molto piccoli e il loro volo non produce il caratteristico ronzio tipico invece di quello delle zanzare. Si pensa che il termine pappataci derivi infatti dal fatto che mangiano (pappa-) in silenzio (-taci), non uditi dalla persona o dall’animale che pungono.

 

In Italia ne sono presenti 8 specie, di cui due (Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi) sono considerate di interesse sanitario. I pappataci infatti sono noti per il fatto che trasmettono, con la loro puntura, protozoi parassiti appartenenti al genere Leishmania, agenti eziologici della leishmaniosi canina ed umana. Oltre a Leishmania, i pappataci sono in grado di trasmettere anche virus e batteri patogeni.

Zecche

Le zecche sono aracnidi e sono maggiormente imparentate con i ragni che con gli insetti. A differenza delle zanzare, sono ematofagi obbligati. Devono necessariamente alimentarsi di sangue per sopravvivere. Si dividono in due grandi categorie: le zecche dure e le zecche molli.

Le zecche dure sono incluse nella famiglia Ixodidae. Sono caratterizzate dalla presenza di uno scudo dorsale chitinoso rigido, e annoverano tra i loro rappresentanti la zecca dei boschi, nota scientificamente come Ixodes ricinus, e la zecca del cane, nota tra gli scienziati come Riphicephalus sanguineus. Queste zecche sono importanti vettori di agenti patogeni in grado di causare patologie anche gravi nell’uomo. Ad esempio, la zecca dei boschi è il vettore comprovato di un batterio che causa la malattia di Lyme e del virus che causa l’encefalite da zecca.

Zecca comune

Zecca dei boschi

Le zecche molli non presentano lo scudo dorsale rigido, e sono incluse in una famiglia differente, quella degli Argasidae. Sono associate maggiormente agli uccelli, ma occasionalmente possono pungere anche gli esseri umani arrecando danni, anche seri. La puntura della specie più comune, la zecca del piccione (Argas reflexus) è nota, infatti, per provocare problemi che vanno dalle lesioni eritemato-papulose fino allo shock anafilattico.

Pulci

Le pulci sono piccolissimi insetti ematofagi obbligati, come le zecche. Si nutrono del sangue di uccelli e mammiferi e sono note per l’eccezionale capacità di saltare distanze pari a 50 volte la lunghezza del proprio corpo. Le larve sono simili a piccoli vermi e si nutrono di sostanza organica. Oltre ad arrecare fastidio, le punture delle pulci possono veicolare agenti patogeni come batteri e virus. Tristemente famoso è il batterio causa della peste bubbonica, trasmesso proprio dalle pulci all’uomo e presente ancora oggi nelle zone tropicali del pianeta. Alle nostre latitudini, le pulci sono implicate nella trasmissione di batteri del genere Rickettsia.

Conclusioni

Per il contrasto agli artropodi ematofagi, è fondamentale seguire un approccio di disinfestazione professionale. Per questo, affidati a ditte specializzate come Biosistemi. La corretta identificazione della specie di infestante, il monitoraggio continuo e l’adattamento dei piani di controllo in base alle esigenze del cliente sono la chiave per mitigare il rischio sanitario legato alla presenza degli artropodi che si nutrono di sangue.

 

 

Gli insetti neri più comuni in casa d’estate sono le blatte (scarafaggi) e alcuni coleotteri, in particolare il carabo zampe rosse. Si distinguono in 3 modi: le blatte hanno il corpo appiattito, le antenne molto lunghe e si muovono velocemente a contatto col pavimento; i coleotteri hanno il corpo convesso, le elitre rigide e lucide, e camminano più lentamente. Se l’insetto scappa alla luce e si nasconde negli angoli umidi, quasi certamente è una blatta. Se si trova vicino a porte e finestre, è probabilmente un coleottero entrato dall’esterno.

In questo articolo andremo ad esplorare le differenze di questi insetti neri per identificare correttamente questi ospiti indesiderati che entrano, generalmente d’estate, nelle nostre abitazioni.

 

 

Scarafaggio Nero

Esistono diversi tipi di scarafaggio, ma la specie di colore nero più comune è lo scarafaggio nero, chiamata scientificamente Blatta orientalis. Questo scarafaggio arriva, da adulto, ai 2.5-4 cm di lunghezza. Come tutte le blatte, non esistono larve, ma neanidi e ninfe, che assomigliano agli adulti, ma hanno dimensioni più contenute. In casa, si possono rivenire quando vi si avventurano alla ricerca di cibo. Come tutte le blatte, le blatte nere possono agire da vettori meccanici per svariati virus, batteri, protozoi e vermi infestanti. Di conseguenza, la presenza di scarafaggi comporta dei rischi a livello igienico-sanitario. 

Scarafaggi Neri rinvenuti durante un intervento di disinfestazione

Carabo zampe rosse (Coleottero)

Ci sono tantissimi tipi di coleotteri neri, ma uno dei più facili da rinvenire in casa durante l’estate è il carabo zampe rosse, noto nella letteratura scientifica con il nome scientifico di Harpalus rufipes. Come tutti i coleotteri, questi insetti depongono uova, da cui schiudono larve, che diventeranno adulti passando attraverso lo stadio di pupa. Gli adulti di questo insetto nero possono essere trovati in casa da maggio fino alla fine di ottobre. Sono lunghi generalmente dagli 11 ai 16 mm e sono di colore nero, con antenne e zampe, come lascia intendere il loro nome, di colore rossastro.

Un esemplare di carabo zampe rosse. Foto di Ludivine Lamare – https://www.inaturalist.org/photos/ 302947367

Il carabo zampe rosse può essere dannoso allo stadio adulto. Infatti, questi insetti si nutrono di fragole, barbabietole, e di semi di cereali. D’altro canto, il carabo zampe rosse può risultare utile, poiché è anche un vorace predatore di altri insetti e di limacce. In ogni caso, a differenza dello scarafaggio nero, la sua presenza in casa non comporta alcun rischio a livello igienico-sanitario.

Come distinguo lo scarafaggio nero dal carabo zampe rosse?

Sebbene questi due insetti neri possano risultare simili tra loro, possono essere distinti facilmente considerando alcuni caratteri morfologici e comportamentali:

Ali

  • Il carabo zampe rosse, essendo un coleottero, presenta il primo paio di ali modificato in elitre. Queste ali sono nere ed estremamente indurite, e servono a proteggere l’insetto. Partono dalla fine del torace e arrivano alla fine del corpo dell’insetto.
  • La blatta nera ha il primo paio di ali modificato in tegmine, meno sclerificate rispetto alle elitre. Queste ali partono dalla fine del torace e arrivano alla fine del corpo nei maschi, mentre sono solo abbozzate nelle femmine. Sulla parte terminale dell’addome, sono presenti due appendici dette cerci, mancanti nel carabo zampe rosse.

Esemplare di carabo zampe rosse, con evidenziate le caratteristiche per distinguere questo insetto dallo scarafaggio nero – Foto di © entomart – https://commons.wikimedia.org/wiki/ File:Pseudoophonus_rufipes01.jpg#file

Testa (capo) e antenne

  • La testa del carabo zampe rosse è ben distinta dal torace. Le antenne sono abbastanza lunghe, ma non come nelle blatte.
  • Nelle blatte, la testa sembra essere “incassata” sotto il grande torace, e risulta spesso meno visibile che nel carabo. Le antenne sono molto più lunghe che nel carabo.

Momento del ritrovamento

  • Il carabo zampe rosse può essere rinvenuto sia di giorno che di notte.
  • Le blatte tendono a rimanere nascoste durante il giorno e diventano maggiormente attive durante la notte. È quindi più facile trovarle in casa nelle ore serali e notturne.

Quando chiamare un professionista per la disinfestazione da blatte

Chiama subito un professionista se trovi più di un esemplare in più occasioni, se vedi blatte di piccola taglia (potrebbero essere neanidi, segnale di riproduzione in atto), o se noti escrementi scuri simili a granelli di pepe nelle zone sotto i lavelli o dietro gli elettrodomestici.

Un’infestazione da blatte non si risolve spontaneamente. La Blatta orientalis può sopravvivere fino a un anno e produrre centinaia di discendenti nelle condizioni giuste. I prodotti da supermercato (spray, trappole adesive) possono ridurre temporaneamente la popolazione visibile ma raramente eliminano l’origine del problema, di solito il nido, nascosto nelle tubature.

Biosistemi offre servizi di disinfestazione professionale da blatte per privati, condomini e aziende nelle province di Varese, Milano (Legnano, Busto Arsizio) e Como. Il trattamento prevede l’utilizzo di gel insetticida ad azione mirata, posizionato nei punti di rifugio, più efficace degli spray in quanto raggiunge le colonie nascoste.

Domande frequenti

Come faccio a capire se l’insetto nero in casa è una blatta o un coleottero?

Osserva la velocità e il comportamento: le blatte sono velocissime e fuggono alla luce, i coleotteri si muovono lentamente. Le blatte hanno antenne molto lunghe (pari o superiori al corpo) e due cerci visibili in coda; i coleotteri hanno elitre rigide e lucide che coprono tutto l’addome. Se l’insetto esce dagli scarichi o da sotto il lavello, è quasi certamente una blatta.

Le blatte nere in casa sono pericolose per la salute?

Sì. Le blatte nere (Blatta orientalis) sono vettori meccanici di batteri come Salmonella ed E. coli, virus e uova di parassiti. Possono contaminare superfici e alimenti semplicemente camminarci sopra. Le loro spoglie e gli escrementi possono inoltre scatenare reazioni allergiche e asma, specialmente nei bambini.

Ho trovato un solo insetto nero in casa: devo preoccuparmi?

Se è un coleottero (corpo convesso, elitre rigide, movimento lento), no: è un ospite occasionale entrato dalla finestra o dalla porta. Se è una blatta (corpo piatto, antenne lunghe, fuga rapida), sì: le blatte raramente sono sole. La presenza di anche un solo esemplare può indicare una colonia nascosta nelle tubature o nelle fessure. Contatta un professionista per una verifica.

Perché in estate ci sono più insetti neri in casa?

Le blatte aumentano la propria attività con il caldo: si riproducono più rapidamente sopra i 25°C e si spostano di più in cerca di cibo e acqua. I coleotteri come il carabo zampe rosse sono invece più attivi in primavera-estate e capita che entrino di notte attraverso porte e finestre aperte, attratti dalla luce.

Qual è la dimensione di una blatta nera adulta?

La Blatta orientalis adulta misura tra i 2,5 e i 4 cm di lunghezza. Le neanidi (giovani) sono molto più piccole, da pochi millimetri fino a circa 1 cm nelle fasi avanzate. Se trovi insetti neri molto piccoli e veloci in cucina, potrebbero essere neanidi di blatta: segnale che la riproduzione è già in atto.

I prodotti da supermercato eliminano le blatte in casa?

Gli spray insetticidi uccidono gli esemplari con cui entrano in contatto diretto, ma non raggiungono le colonie nascoste nelle fognature o nelle fessure delle tubature. Per una disinfestazione efficace e duratura è necessario il gel insetticida professionale, applicato nei punti di rifugio e passaggio, che gli individui trasportano poi alla colonia. Biosistemi utilizza prodotti professionali autorizzati, con trattamenti mirati e sicuri per persone e animali domestici.

Come prevenire le blatte in casa d’estate?

Le misure preventive principali sono: mantenere asciutti gli ambienti sotto i lavelli, sigillare i sifoni inutilizzati con tappi, conservare gli alimenti in contenitori chiusi, sigillare le fessure attorno a tubature e cavi, e svuotare regolarmente i cestini. Un programma di monitoraggio periodico con Biosistemi permette di individuare segnali di infestazione prima che diventi un problema conclamato.

Conclusioni

Abbiamo visto insieme come distinguere due insetti apparentemente molto simili, ma la cui presenza nelle nostre case comporta rischi decisamente diversi. In caso non siete sicuri di che tipo di insetto nero avete trovato in casa, potete contattare un professionista del pest control.

Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie insetti, grazie ai suoi tecnici esperti. Riuscire a distinguere un innocuo coleottero nero da una blatta nera consente di valutare il bisogno di realizzare un intervento di disinfestazione. 

Inoltre, se siete sicuri di avere trovato delle blatte nere, evitate assolutamente l’approccio “fai da te”! Potreste sprecare inutilmente tempo e denaro ed arrecare un danno a persone o animali domestici. L’intervento di Biosistemi seguirà un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. I nostri interventi di disinfestazione blatte fanno parte dei servizi di disinfestazione che eroghiamo quotidianamente per risolvere i vari problemi dei nostri clienti.

Piccole, velocissime e fastidiose: a chiunque sarà capitato almeno una volta di avere a che fare con le mosche. Questi insetti non rappresentano però solamente una semplice “seccatura”: le mosche possono essere portatrici di diversi agenti patogeni. Questi microrganismi possono rappresentare un pericolo per la salute di persone ed animali, e arrecare danni alla produzione delle aziende, specialmente in un contesto agro-alimentare. 

In questo articolo, analizziamo insieme quali tipi di mosche possono infestare le aziende agro-alimentari e che tipologia di danni possono arrecare.

 

 

Quali sono i tipi di mosche che possono infestare un’azienda agro-alimentare?

Le mosche sono insetti appartenenti al gruppo dei Ditteri, chiamati così per la presenza di sole due ali membranose (dis=due – pteron=ali). Le specie più comuni di mosche implicate nell’infestazione di aziende agro-alimentari appartengono alle famiglie Muscidae, Calliphoridae e Sarcophagidae, e tra queste troviamo:

  • Mosca domestica – Musca domestica Linnaeus, 1758 – Famiglia Muscidae

Figura 1: Esemplare di Musca domestica. Foto di Saravana Kumar, scaricata da https://unsplash.com/it.

  • Moscone blu della carne – Calliphora vomitoria (Linnaeus, 1758) – Famiglia Calliphoridae

Figura 2: Esemplare di Calliphora vomitoria. Foto di Skyler Ewing, scaricata da https://unsplash.com/it.

  • Mosca verde – Lucilia sericata (Meigen, 1826) – Famiglia Calliphoridae

Figura 3: Esemplare di Lucilia sericata. Foto di Philip Veater, scaricata da https://unsplash.com/it.

  • Mosca carnaria – Sarcophaga carnaria (Linnaeus, 1758) – Famiglia Sarcophagidae

Figura 4: Esemplare di Sarcophaga carnaria. Foto di Iuliu Illes, scaricata da https://unsplash.com/it.

Per maggiori informazioni sulle mosche che interessano le abitazioni, vi consigliamo la lettura del nostro articolo sulla mosca dei bagni e degli scarichi e sul suo relativo controllo.

Ho trovato queste mosche nella mia azienda. Una loro infestazione che danni può causare?

I tipi di mosca sopracitati possono causare diversi tipi di danni. Nello specifico, possono:

  1. Contaminare i prodotti aziendali
  2. Trasportare agenti patogeni
  3. Essere fonte di stress 
  4. Procurare un danno d’immagine all’azienda

1. Contaminare i prodotti aziendali

Le mosche si nutrono e si riproducono sfruttando qualsiasi tipo di materiale organico, spesso anche avariato. Ad esempio, le uova di mosca vengono deposte su letame, carcasse di animali e cibo avariato, che possono rappresentare un ricettacolo di microrganismi, anche patogeni. Le mosche adulte si posano e si nutrono su queste fonti di materia organica, e sono quindi esposte a tali microrganismi, che posson trasportare sul proprio corpo o espellere con le feci.  

Quindi, ad esempio, una mosca può posarsi su una carcassa di topo, alimentarsi, e poi volare e in seguito posarsi e defecare su prodotti alimentari. Questo comportamento comporta il trasporto passivo di eventuali microrganismi tramite la mosca. 

Inoltre, le secrezioni salivari e le feci delle mosche possono contaminare i prodotti alimentari infestati, senza che queste necessariamente siano colonizzate da agenti patogeni. I prodotti così contaminati sono da eliminare, e questo rappresenta una perdita economica per l’azienda coinvolta nell’infestazione.

2.Trasportare agenti patogeni

Le mosche possono agire da vettori meccanici di diversi agenti patogeni. Un vettore meccanico acquisisce dall’ambiente un agente patogeno e lo trasporta sul proprio corpo, trasmettendolo in maniera passiva. I vettori meccanici differiscono dai vettori biologici, come, ad esempio, le zanzare: questi ultimi trasmettono attivamente gli agenti patogeni, ad esempio attraverso una puntura, e sono indispensabili per alcune fasi del ciclo vitale del patogeno stesso.

Come agiscono le mosche da vettori meccanici? Come illustrato precedentemente, le mosche si riproducono e si nutrono su materiali organici in decomposizione, dai quali possono acquisire e trasportare microrganismi patogeni sul proprio corpo o tramite le feci. In letteratura scientifica, infatti, le mosche sono segnalate come vettori meccanici di diversi virus (es. Newcastle disease virus) batteri (es. Campylobacter, Helicobacter, Salmonella etc.), protozoi (es. Giardia, Entameba, Cryptosporidium) e perfino uova di cestodi (gruppo a cui appartengono le tenie).

3. Essere fonte di stress

Le mosche possono rappresentare una considerevole fonte di stress sia per i lavoratori agro-alimentari che per gli animali da reddito. Per quanto riguarda i lavoratori, sia indoor che outdoor, il fatto di essere costantemente infastiditi da sciami di mosche può arrecare stress psicologico. Infatti, i lavoratori possono accusare stress sia per l’intrinseco costante fastidio provato, che per l’apprensione di contrarre malattie derivanti dalle mosche. 

Il bestiame è invece infastidito dal comportamento delle mosche e numeri eccessivi di questi insetti possono causare elevati livelli di stress negli animali. Per allontanare le mosche, il bestiame tende a muoversi continuamente e a trascorrere meno tempo sdraiato per riposare. In situazioni estreme, la produttività degli animali può diminuire.

4. Procurare un danno d’immagine all’azienda

Dal punto di vista di un cliente o di un’autorità di controllo di un’azienda del settore agro-alimentare, non è certamente indice di un ambiente igienicamente sicuro né conforme agli standard di sicurezza alimentare. Immaginate di entrare in un locale, come ad esempio un ristorante, e vedere mosche svolazzare in lungo e in largo e posarsi sui piatti dei clienti. Sicuramente non si tratta di un bello spettacolo!

Una situazione come quella sopra-descritta può trasmettere un’immagine di trascuratezza nella gestione del locale e di scarsa igiene dello stesso. Le mosche, infatti, possono comportarsi da vettori meccanici di diversi patogeni (vedi sopra), e la loro presenza può contribuire a compromettere la reputazione di un’azienda.  La presenza di tali insetti, in casi più gravi ed estremi, può portare alla segnalazione dell’azienda alle autorità competenti, con conseguenze che vanno dalle sanzioni alla sospensione delle attività.

Conclusione

In base a quanto abbiamo visto insieme in queto articolo, possiamo concludere dicendo che le mosche sono in grado di provocare seri danni ad un’azienda alimentare. Questi danni possono essere di natura prettamente economica, come ad esempio la contaminazione di alimenti, in seguito non più utilizzabili, oppure di natura igienico-sanitaria. Infatti, le mosche sono in grado di veicolare meccanicamente una vasta gamma di patogeni per esseri umani ed animali. Da non sottovalutare, inoltre, il danno psicologico e d’immagine che un’infestazione di mosche può causare.

Per arrivare ad una risoluzione di un’infestazione di mosche in ambito agro-alimentare, servono competenze specifiche, conoscenza delle normative e interventi calibrati sulle singole criticità di ogni realtà aziendale. Per questa ragione, occorre affidarsi ai professionisti del settore per un corretto servizio di disinfestazione ed evitare assolutamente approcci “fai da te”. 

Biosistemi si distingue come un partner affidabile, offrendo non solo soluzioni efficaci per risolvere le infestazioni, ma anche strategie mirate per prevenirle. Il nostro approccio non si limita a eliminare gli infestanti, ma si concentra anche sull’implementazione di piani personalizzati di controllo e prevenzione, pensati per ogni specifica realtà produttiva. Ci impegniamo a ridurre al minimo l’impatto ambientale delle nostre azioni, preservando al contempo i più elevati standard di igiene e sicurezza sanitaria.

 

Autore – Alessandro Alvaro

Questo articolo nasce dalla collaborazione con Alessandro Alvaro, Studente di Dottorato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Milano.

Di seguito alcuni suoi riferimenti utili:

Ogni anno le derrate alimentari sono soggette a grandi perdite, a causa degli insetti infestanti dell’industria alimentare. Questi parassiti possono essere causa di gravi danni. 

Gli insetti infestanti dell’industria alimentare possono causare la perdita di quantità che rappresentano fino al 40% della produzione, con oltre 100 milioni di tonnellate di cereali che vengono perdute ogni anno. Le infestazioni di questi parassiti, oltre alle gravi perdite in termini di produzione, possono essere compromettenti anche a livello igienico-sanitario. Inoltre, le azioni degli insetti infestanti possono determinare sanzioni, ritiro di lotti di produzione e anche danni reputazionali all’azienda dell’industria alimentare coinvolta. In casi estremi, pesanti infestazioni possono portare alla chiusura di un’azienda dell’industria alimentare.

In questo articolo vediamo insieme quali sono alcuni tra gli insetti più problematici per l’industria alimentare, considerando i danni che possono causare e le modalità con cui è possibile prevenire e contrastare una loro eventuale infestazione. Ma attenzione: riconoscere il problema non basta. È fondamentale affidarsi a un professionista serio e qualificato, in grado di identificare correttamente le specie infestanti e proporre soluzioni mirate, sicure, e scientificamente supportate. Un intervento di pest control non eseguito nella maniera corretta può compromettere l’intera filiera produttiva di un’azienda dell’industria alimentare, mentre un intervento appropriato e scientificamente rigoroso consente di proteggere davvero l’azienda, il prodotto e il consumatore.

 

 

Quali sono gli infestanti più comuni che posso trovare nella mia azienda dell’industria alimentare?

Ci sono tantissime specie e tipi di infestanti in grado di causare danni ai prodotti dell’industria alimentare. Diversi tipi di parassiti sono associati a particolari prodotti alimentari. Vediamone insieme alcuni tra i più comuni:

  • Tignola del cacao nome scientifico Ephestia elutella

La tignola del cacao è una piccola farfalla notturna. Le larve di questo insetto rappresentano una delle principali minacce per l’industria alimentare, dove causano danni ai semi di cacao, al cioccolato, al caffè, alle noci, alle nocciole, alle spezie, alla frutta secca, e anche al tabacco. Nonostante le dimensioni contenute, le infestazioni causate dalle larve di questa piccola farfalla notturna possono compromettere interi lotti di produzione. Altre farfalle notturne imparentate con la tignola del cacao sono la tignola fasciata del grano e la tignola grigia delle derrate, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Danni: le larve della tignola del cacao si nutrono dei prodotti sopracitati, consumandoli e lasciandovi sopra residui fecali, compromettendoli sia a livello visivo che igienico-sanitario. Le larve inoltre producono un materiale sericeo che può intasare le tubazioni dei macchinari aziendali. Questo insetto infestante causa danni ad aziende alimentari e a pasticcerie. 

Prevenzione: predisposizione di trappole adesive a feromoni per gli adulti, pulizia dei locali per evitare accumuli di materiali utilizzabili come fonte di cibo dalle larve e controllo di macchinari e imballaggi.

Soluzione: in caso di pesante infestazione, si ricorre all’applicazione di specifici insetticidi (piretroidi) ad alta biodegradabilità e a bassa tossicità.

  • Tribolio della farina – insetti appartenenti al genere Tribolium spp.

Il tribolio della farina è un piccolo coleottero che infesta farine, cereali, frutta secca e noci. Sia gli adulti che le larve di questo coleottero si nutrono dei prodotti che infestano i quali, una volta infestati, producono uno sgradevole odore, che altera in maniera irrimediabile il loro sapore. Abbiamo parlato di altri coleotteri infestanti delle derrate alimentari (Lasioderma, Sitophilus e Oryzaephilus) in questo articolo.

Danni: compromissione dei prodotti

Prevenzione: frequenti ispezioni e pulizia di silos, macchinari e della catena di confezionamento.

Soluzione: in caso di pesanti infestazioni, esecuzioni di trattamenti utilizzando specifici prodotti e tenendo conto della resistenza sviluppata dal tribolio nei confronti di diverse formulazioni

 

  • Acari della farina – diverse specie, nomi scientifici Acarus siro, Acarus immobilis, Acarus farris

Questi acari sono più piccoli di 1 mm di dimensione, e possono causare ingenti danni soprattutto nei mulini. Difficilissimi da individuare, possono passare inosservati per lunghi periodi per poi aumentare inaspettatamente di numero e causare grandi infestazioni.

Danni: compromissione delle farine, rese inutilizzabili per la panificazione. Possibilità di causare dermatiti al personale delle aziende in cui si verifica l’infestazione.

Prevenzione: non facile, perché gli acari della farina sono caratterizzati da uno stadio vitale quiescente detto “ipopio” durante il quale non devono alimentarsi e possono resistere a condizioni avverse.

Soluzione: distruzione del materiale contaminato e risanamento di derrate infestate tramite fumigazioni.

Ho trovato uno di questi infestanti nella mia azienda. Che impatto può avere una sua infestazione?

I danni causati ai prodotti dell’industria alimentare dagli insetti infestanti possono essere classificati come diretti ed indiretti. Gli insetti possono danneggiare direttamente i prodotti dell’industria alimentare cibandosi di essi e quindi distruggendoli o compromettendone l’integrità. Alternativamente, possono danneggiare indirettamente tali prodotti, contaminandoli con i propri escrementi.

Attenzione e sicurezza da infestanti e contaminazioni dei prodotti alimentari

Inoltre, un’infestazione di insetti infestanti può portare alla proliferazione di muffe sui prodotti dell’industria alimentare. Queste muffe possono produrre micotossine tossiche sia per gli esseri umani che per gli animali.

Identificare correttamente l’infestante è fondamentale. Per questo offriamo servizi di riconoscimento insetti avanzato in grado di individuare correttamente l’infestante e procedere con un servizio di disinfestazione mirato a risolvere la problematica.

Posso occuparmi io di risolvere questa infestazione? O devo rivolgermi ad un professionista?

Assolutamente no! Pensare di risolvere un’infestazione di insetti nella tua azienda in modo autonomo, adottando metodi “fai da te” può farti perdere tempo e risorse, e alla fine rendere la situazione ancora più complicata. Gli effetti di un intervento di pest control professionale nell’industria alimentare possono essere determinanti per il successo di un intero stabilimento.

Perché non devi eseguire trattamenti “fai da te” nella tua azienda dell’industria alimentare:

  • -potresti utilizzare prodotti sbagliati, e dannosi per la salute umana;
  • -potresti addirittura peggiorare l’entità dell’infestazione;
  • -perderesti tempo e denaro.

Area stoccaggio industria alimentare.

Perché invece devi contattare un professionista del settore del pest control nella tua azienda dell’industria alimentare:

  • -è a conoscenza delle precise linee guida HACCP per il controllo degli infestanti nel settore alimentare;
  • -mette in atto trattamenti di pest control scientificamente validati che utilizzano prodotti appropriati;
  • -propone soluzioni integrate e sostenibili per l’ambiente e il personale della tua azienda.

Conclusione

Nonostante l’entità dei danni che causano, la minaccia rappresentata dagli insetti infestanti è spesso sottovalutata nell’industria alimentare. Il pest control nell’industria alimentare, per questa ragione, non può essere improvvisato adottando soluzioni “fai da te”. Per risolvere un’infestazione di insetti che attaccano l’industria alimentare, servono competenze specifiche, conoscenza delle normative e interventi calibrati sulle singole criticità di ogni realtà aziendale. Per questa ragione, occorre affidarsi ai professionisti del settore. 

Biosistemi rappresenta un partner affidabile non solo per un intervento risolutivo dell’infestazione, ma anche per la prevenzione delle infestazioni. Grazie all’esperienza dei nostri tecnici e a un’approfondita conoscenza entomologica, siamo in grado di identificare correttamente le specie di insetti infestanti che possono causare danni alla produzione della vostra azienda. La capacità di riconoscere correttamente le specie di insetti infestanti dell’industria alimentare è fondamentale per valutare con precisione quando e come intervenire, evitando trattamenti inutili o inefficaci. Il nostro obiettivo non è solo quello di eliminare il problema costituito dagli insetti infestanti, ma è anche quello di mette in atto strategie di controllo e prevenzione su misura per ogni realtà produttiva, riducendo al minimo l’impatto ambientale dei nostri trattamenti di pest control.

 

Gli escrementi di blatte sono uno dei primi segnali di un’infestazione di scarafaggi in casa, in azienda o in un condominio. Se hai notato piccole macchie scure simili a fondi di caffè o a puntini di pepe nero in cucina, in bagno o vicino a elettrodomestici, potresti avere un problema di blatte. Ignorare la presenza delle feci di scarafaggi può portare a una rapida proliferazione di questi insetti, causando problemi igienici e sanitari. difficilmente risolvibili nel breve periodo. In questo articolo scoprirai come riconoscere gli escrementi di blatta, dove trovarli e perché è fondamentale intervenire subito con una disinfestazione professionale.

 

 

Come Riconoscere gli Escrementi di Blatte

Le blatte lasciano escrementi che variano in forma e dimensione a seconda della specie. In generale, gli escrementi di blatte più piccole, come la Blatta Germanica, appaiono come piccoli granelli scuri simili a polvere o pepe nero. Le specie più grandi, come la Blatta Orientalis (Orientale) o la Blatta Americana, producono feci più grandi e cilindriche, con scanalature longitudinali.

Gli escrementi di blatte possono essere trovati in qualsiasi ambiente, spesso nella cucina.

Ecco dove potresti trovarli:

  • Cucina e dispensa: dietro gli elettrodomestici, sotto i mobili e vicino a fonti di cibo;
  • Bagno: vicino agli scarichi, sotto il lavandino e dietro i sanitari. Un controllo regolare garantisce la possibilità di trovare questi tipi di insetti;
  • Cantine e garage: in zone umide e poco illuminate, spesso difficilmente raggiungibili fisicamente e visivamente;
  • Dietro mobili e battiscopa: le blatte tendono a nascondersi in fessure e intercapedini, spesso è necessario spostare mobili ed oggetti per rendersi conto della loro presenza.

Se trovi questi segni, è probabile che ci sia una colonia attiva di blatte nelle vicinanze. Nessun pericolo, il consiglio che diamo subito quando si teme un’infestazione è chiamare un’azienda specializzata nel settore della disinfestazione che vi indicherà quale potrebbe essere una soluzione per risolvere il problema ed eventualmente procedere con un sopralluogo.

Perché gli Escrementi di Blatte Sono Pericolosi?

Le feci delle blatte non sono solo un fastidio visivo, ma rappresentano un serio rischio per la salute, poiché gli scarafaggi sono vettori di batteri, virus e allergeni che possono contaminare il cibo e l’ambiente domestico.

Tra i principali problemi legati alla loro presenza ci sono il rischio di contaminazione alimentare, con il rilascio di batteri che possono causare intossicazioni. Inoltre, possono causare allergie e problemi respiratori, poiché escrementi e carcasse di blatte possono scatenare reazioni allergiche e aggravare l’asma, soprattutto nei bambini. Carcasse di blatte possono alimentare la diffusione dell’infestazione, dato che le blatte usano i loro escrementi per tracciare percorsi e attirare altri individui della colonia. Più a lungo si aspetta a intervenire, più impegnativo sarà eliminare completamente l’infestazione.

Cosa Fare se Trovi Escrementi di Blatte?

Se hai notato feci di blatte in casa o in azienda, è fondamentale agire subito, perché questi insetti si riproducono velocemente e un’infestazione può sfuggire di mano in poco tempo. Evita di toccare gli escrementi a mani nude: usa guanti e disinfetta accuratamente le superfici contaminate.

Blatta nell’ambiente domestico

Controlla se ci sono altre tracce di infestazione, come uova, blatte vive o carcasse. Non affidarti a rimedi fai-da-te inefficaci, poiché spray e trappole eliminano solo pochi esemplari senza risolvere il problema alla radice. La soluzione migliore è contattare un professionista della disinfestazione per un intervento mirato che elimini definitivamente le blatte e prevenga nuove infestazioni.

Conclusione

Trovare escrementi di blatte in casa o in un’attività commerciale è un chiaro segnale che qualcosa non va. Ignorare il problema potrebbe portare a gravi conseguenze per la salute e l’igiene degli ambienti. Se sospetti un’infestazione, affidati a professionisti esperti nella disinfestazione di blatte. Non aspettare che il problema peggiori! Contattaci subito per un sopralluogo gratuito e una soluzione efficace per eliminare le blatte definitivamente.

Il legno è un materiale naturale e ampiamente utilizzato. Questo materiale è da sempre apprezzato per le sue qualità estetiche e funzionali, e trova impiego in una vasta gamma di applicazioni che vanno dalle costruzioni all’arredamento. Il legno può però diventare il bersaglio di numerosi parassiti, comunemente noti come insetti del legno, coleotteri del legno, e tarli del legno.
Questi piccoli animaletti sono responsabili di danni che possono compromettere mobili, travi e persino il parquet. I principali responsabili dei danni delle strutture in legno sono i tarli del legno. I coleotteri del legno, infatti, rosicchiano e scavando gallerie all’interno di mobili, travi e parquet, compromettendone la stabilità strutturale. Inoltre, questi insetti piccolissimi del legno causano anche danni estetici alle strutture infestate.
Ma chi sono questi insetti piccolissimi del legno? Quante e quali specie di tarli del legno posso trovare nella mia abitazione? Hai per caso visto degli strani segni su alcuni dei tuoi mobili e vuoi capire cosa sta succedendo? In questa guida scopriremo quali sono le principali specie di tarlo del legno e come riconoscerle. Vedremo inoltre quali sono i danni che causano questi animaletti che mangiano il legno. Che tu voglia saperne di più sugli insetti del parquet o capire che danni provocano questi animali che rosicchiano il legno, continua a leggere questo articolo!

 

 

Quali sono le caratteristiche generali dei tarli del legno?

I tarli del legno sono insetti xilofagi, ovvero che si nutrono di legno. Questi insetti appartengono all’ordine dei Coleotteri. Il loro ciclo vitale include le fasi di larva, pupa e adulto. Le larve dei tarli del legno sono di aspetto vermiforme e di colore biancastro. Possono svilupparsi per anni scavando gallerie nel legno, che rosicchiano nutrendosi di cellulosa e amido. Una volta mature, le larve si impupano. Dalla pupa uscirà il tarlo del legno adulto.

Gli adulti sono piccoli insetti, generalmente marroni, che assomigliano superficialmente a piccoli scarabei. Sono dotati di ali e sono quindi in grado di volare. A riposo, tengono le ali ripiegate sul corpo, al di sotto di strutture indurite, dette elitre. Gli adulti di questi parassiti del legno escono dalle gallerie scavate dalle larve, lasciando caratteristici fori. Le femmine depongono molte uova nelle fessurazioni del legno. Le larve emergeranno dalle uova e si svilupperanno, infestando la struttura di legno.

I tarli del legno vengono talvolta chiamati “tarme del legno”. Questo è un errore, infatti le tarme appartengono all’ordine dei lepidotteri (farfalle e falene).

Che danni causano questi parassiti del legno?

I coleotteri del legno causano danni sia strutturali che estetici al legno. Le larve di questi insetti del legno scavano gallerie all’interno delle strutture infestate, compromettendone la stabilità.  Gli adulti di tarlo del legno, per uscire dalle strutture in cui sono sviluppate le larve, provocano dei buchi, detti fori di sfarfallamento. Questi costituiscono un danno estetico significativo. 

Come faccio a capire che ho un’infestazione di tarli del legno?

Per verificare se in casa tua c’è un’infestazione di tarli del legno, puoi osservare vari segnali indicativi. Uno dei più evidenti è la presenza di rosume, una polvere fine composta dal legno rosicchiato e dagli escrementi deposti dalle larve di tarlo del legno. Questo materiale si deposita in prossimità delle strutture infestate. Si può quindi osservare vicino a mobili e parquet, o sotto le travi. 

Alcune specie di questi parassiti del legno producono suoni. È possibile quindi capire se c’è un’infestazione in atto se si sentono gli stessi suoni col passare del tempo.

Inoltre, è possibile rinvenire tarli del legno adulti, spesso morti, nei pressi delle strutture infestate. Questi segnali sono indizio di un’infestazione di tarli del legno e richiedono un intervento di disinfestazione tempestivo. 

Per maggiori informazioni per chi teme di avere un’infestazione da tarli, contattaci così da avere maggiori informazioni sui nostri servizi e come possiamo eventualmente intervenire.

Quali sono le specie più comuni di tarlo del legno?

Vediamo di seguito le specie di tarlo del legno che più facilmente possiamo incontrare nelle nostre abitazioni. 

  • Tarlo dei mobili, Anobium punctatum
immagine di Tarlo del legno: Anobium punctatum

Esemplare di Anobium punctatum, il tarlo dei mobili. Foto di Udo Schmidt, presa da Pictureinsect (https://pictureinsect.com/it/identify/Anobium_punctatum.html#Adult).

Conosciuto con il nome comune di tarlo dei mobili, l’Anobium punctatum è uno dei tarli più comuni. Di piccole dimensioni (2.5-5 mm), questo insetto del legno è caratterizzato da un colore marrone-rossastro e da un capo indistinto dal torace, in cui è infossato. Gli adulti di questa specie di tarlo del legno causano fori di sfarfallamento circolari e larghi 1-2 mm. Le larve di questa specie attaccano sia legni di latifoglie che di conifere (teneri, duri e molto stagionati), e producono un rosume granulare fine.

  • Grande tarlo, Xestobium rufovillosum
immagine di tarlo del legno: Xestobium rufovillosum

Esemplare di Xestobium rufovillosum, l’orologio della morte. Foto presa da Wikispecies (https://species.wikimedia.org/wiki/Xestobium_rufovillosum).

Come il tarlo del legno comune, lo Xestobium rufovillosum appartiene alla famiglia Ptinidae. Rispetto all’Anobium punctatum, questo tarlo del legno è più grande, e raggiunge i 5-8 mm di lunghezza. Per questo motivo viene chiamato grande tarlo. Ha inoltre un ampio torace, a differenza del tarlo dei mobili. Questo coleottero del legno è chiamato anche orologio della morte. Questo perché i maschi colpiscono il legno con la propria testa, producendo un rumore che funge da richiamo sessuale per le femmine, che rispondono circa due secondi dopo.

Il rumore prodotto da questi tarli del legno è ritmico, simile al ticchettio di un orologio. Per questo motivo, questi insetti del legno vengono soprannominati orologi della morte. Questo tarlo del legno predilige legni in cui è presente alta umidità. Questo fattore determina lo sviluppo di funghi che si rivelano utili per lo sviluppo delle larve. Queste producono un rosume grossolano. I fori di sfarfallamento degli adulti di orologio della morte sono larghi 3-4 mm.

  • Lictidi (Sottofamiglia Lyctinae)
Immagine di tarli del legno: Lyctus brunneus

Esemplare di Lyctus brunneus. Foto presa da Wikispecies (https://species.wikimedia.org/wiki/Lyctus_brunneus).

I tarli comunemente noti come lictidi appartengono alla sottofamiglia Lyctinae, inclusa nella famiglia Bostrichidae. Tra le specie più comuni, ricordiamo Lyctus brunneus e Lyctus linearis. Questi tarli del legno sono lunghi 3-8 mm e, contrariamente ai tarli della famiglia Ptinidae, sono di forma allungata e appiattita. Le larve di questi insetti del legno prediligono legni abbastanza umidi. Infestano anche legni esotici, caratterizzati da maggiore ricchezza di amido. Le larve di questi tarli del legno producono un rosume finissimo, in quanto esse sono dotate di mandibole molto affilate. I fori di sfarfallamento degli adulti sono circolari o leggermente ovali, e larghi 1.5 mm.

  • Capricorno del legno (Famiglia Cerambycidae)
immagine di tarli del legno: Hylotrupes bajulus

Esemplare di Hylotrupes bajulus, il capricorno delle case. Foto presa da Wikispecies (https://species.wikimedia.org/wiki/Hylotrupes_bajulus).

Il nome comune di capricorno del legno si riferisce a diverse specie della famiglia Cerambycidae. Uno dei capricorni più comuni è Hylotrupes bajulus, chiamato anche capricorno delle case. Questi tarli del legno attaccano principalmente le travi. Sono facilmente distinguibili dagli altri insetti del legno. Infatti, presentano lunghe antenne e, inoltre, raggiungono dimensioni maggiori (15-20 mm di lunghezza) delle altre specie di tarlo del legno. Le larve di questi insetti producono un tipico rumore di sfregamento, rodendo il legno con le proprie mandibole. Le dimensioni dei fori di sfarfallamento degli adulti (6-10 mm di larghezza) sono maggiori rispetto a quelle degli altri tarli del legno.

Come posso distinguere tra di loro questi tarli del legno?

Raccogliere gli adulti è il metodo più semplice per riconoscere la specie di tarlo del legno che è causa dell’infestazione. Questi possono essere raccolti nei pressi delle strutture infestate. Come abbiamo visto sopra, le specie più comuni presentano alcune differenze morfologiche utili per riconoscerle.

Un altro modo per identificare la specie di insetto del legno presente in casa è considerare il rumore che emesso durante l’infestazione delle strutture lignee. Infatti, come visto in precedenza, ad esempio il rumore dell’orologio della morte è diverso da quello delle larve dei capricorni del legno.

Anche il rosume è un elemento importante da considerare: le larve di alcune specie ne producono di fine, altre di grossolano. Le dimensioni dei fori di sfarfallamento degli adulti di tarlo del legno possono permette di ipotizzare la specie responsabile dell’infestazione in atto. Se i fori sono molto piccoli, l’infestazione è probabilmente ad opera di Anobium punctatum. Se invece i fori sono più grandi, l’infestazione potrebbe essere dovuta ad una specie di capricorno del legno. Anche la forma dei fori può essere presa in considerazione.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto insieme cosa sono gli insetti che mangiano il legno e come si distinguono tra loro questi parassiti. Inoltre, abbiamo esaminato i danni che questi piccolissimi insetti del legno possono provocare. L’identificazione dei parassiti del legno che stanno causando l’infestazione è molto importante. Identificare correttamente questi insetti piccolissimi del legno garantisce un approccio sostenibile, efficiente e sicuro.

Eliminare questi insetti è utile anche dal punto di vista igienico-sanitario, in quanto i parassiti che i tarli del legno portano con loro possono pungere l’uomo. Leggi questo articolo per saperne di più a riguardo. Biosistemi, per i suoi servizi di disinfestazione, offre un’identificazione corretta delle diverse specie di parassiti del legno, grazie alla competenza dei suoi tecnici esperti. Se desideri maggiori informazioni sulle nostre operazioni di disinfestazione, ti invito a dare un’occhiata a questo articolo.

 

Quando pensiamo alle formiche o alle termiti, ci vengono in mente piccoli insetti senza ali che costruiscono grandi e complessi nidi, in cui lavorano in perfetta sincronia. Eppure, esemplari alati sono presenti sia nelle formiche che nelle termiti. Formiche alate e termiti alate rivestono un ruolo molto importante nella riproduzione di questi insetti. Ad un primo sguardo, un osservatore inesperto potrebbe confondere le formiche alate con le termiti alate, data la loro somiglianza, anche in termini di dimensioni. Molte persone possono scambiare le formiche alate per termiti alate destando preoccupazione, perché le termiti possono risultare distruttive per le strutture in legno.

Questo perché le termiti si nutrono di legno, e le loro infestazioni possono rappresentare un pericolo per le case e per mobili ed infissi. Le formiche, invece, seppur in grado di attuare infestazioni, provocano danni decisamente minori. Un esame più attento di tali insetti, tuttavia, rivela alcune differenze significative, utili a distinguere le formiche alate dalle termiti alate. Vediamo in questo articolo quali sono le differenze tra le formiche alate e le termiti alate, per imparare a riconoscerle e a distinguerle tra loro.

 

 

Caratteristiche delle formiche

Le formiche sono tra gli insetti più familiari e più comuni da incontrare. Si trovano in quasi tutti gli ambienti, sia naturali che urbani. Le formiche presentano una colorazione generalmente nera e sono insetti di piccole dimensioni. Dispongono di potenti mandibole e si nutrono di altri insetti ed artropodi, semi e melata, una sostanza zuccherina prodotta dagli afidi. Sono strettamente imparentate con api, vespe e calabroni. Per questa ragione, sono infatti incluse nell’ordine degli imenotteri. Le formiche sono insetti eusociali, ossia presentano il livello più avanzato di organizzazione sociale noto. Vivono infatti in colonie altamente organizzate, note come formicai, che possono ospitare da 20.000 a 100.000 individui a seconda della specie e che vengono costruiti nel terreno o sugli alberi.

La società delle formiche è caratterizzata da una netta suddivisione in caste: una regina fertile depone le uova, mentre le operaie sterili si occupano di costruire e mantenere il formicaio, allevare i piccoli e procacciare il cibo.  Alcuni individui alati, maschi e femmine, partecipano al volo nuziale, durante il quale avviene la riproduzione e la fondazione di nuove colonie. Attualmente, sono note circa 15.700 specie di formiche, di cui 244 presenti in Italia, con 34 specie endemiche (ovvero che si trovano solamente nel nostro Paese). Tra le specie più comuni che Biosistemi incontra durante le procedure di disinfestazione figurano i generi Crematogaster e Lasius

Caratteristiche delle termiti

Le termiti sono sicuramente meno note rispetto alle formiche, in quanto sono meno comuni. Come queste ultime, le termiti sono insetti eusociali noti per la loro abilità nel costruire imponenti strutture chiamate termitai, in cui vivono in colonie altamente organizzate. Generalmente di colore biancastro o marrone chiaro, le termiti sono insetti di piccole dimensioni e si distinguono per il corpo morbido e la testa dotata di robuste mandibole, utilizzate per masticare il legno e altri materiali vegetali. Le termiti sono infatti insetti xilofagi, ovvero si nutrono di legno e materiali ricchi di cellulosa, grazie alla simbiosi con batteri e protozoi presenti nel loro intestino, che li aiutano a digerire queste sostanze.

Le abitudini alimentari delle termiti le rende pericolose per le case e per le strutture in legno. Le termiti, come le formiche, hanno una società composta da caste ben definite, simili a quelle precedentemente descritte per le formiche. Le termiti non sono imenotteri come le formiche, ma appartengono al gruppo degli isotteri, evolutivamente vicino agli scarafaggi.  Sono 3.000 le specie di termiti conosciute in tutto il mondo, con la maggiore diversità concentrata nelle aree tropicali.

In Italia sono presenti poche specie, appartenenti ai generi Kalotermes e Reticulitermes. Anche se possono causare gravi danni alle strutture in legno, le termiti svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi, accelerando il processo di decomposizione e riciclando sostanze organiche nel suolo.

Quando compaiono formiche e termiti alate?

Sia le formiche alate che le termiti alate compaiono durante un processo chiamato sciamatura. Durante la sciamatura, maschi e femmine alate di questi insetti escono dal nido della propria colonia e compiono il cosiddetto volo nuziale, dove le future regine si accoppiano con maschi in volo. Nelle termiti alate la sciamatura avviene in primavera, mente le formiche alate sciamano in estate. Una volta completato l’accoppiamento, la regina fecondata è pronta a fondare una nuova colonia.

Per farlo, si stacca le ali ed inizia a scavare in un punto favorevole, dove darà luce ad individui appartenenti alle varie caste e dove quindi sorgerà un nuovo formicaio. Nelle formiche i maschi muoiono poco dopo l’accoppiamento, mentre nelle termiti il maschio che si è accoppiato diventa re e fonda la colonia insieme alla regina.

Nel nostro Paese, essendo le formiche molto più comuni delle termiti, si osservano molto più spesso le sciamature delle formiche. Una colonia di formiche ben consolidata può produrre centinaia di formiche alate. Inoltre, tutte le colonie della stessa specie in una determinata area producono formiche alate contemporaneamente.

 

Differenze e confronto tra formiche alate e termiti alate

Ora che abbiamo visto insieme le caratteristiche delle formiche e delle termiti, e che abbiamo compreso il fenomeno della sciamatura, vediamo come riconoscere e distinguerle nel pratico.

Le formiche alate hanno generalmente una colorazione nera o marrone scuro, mentre le termiti alate sono generalmente di colore biancastro, beige, o marrone chiaro. Questo non è vero però per le specie italiane di termiti, dove i maschi sono di colore nero, come nelle Reticulitermes, o marrone, come nelle Kalotermes. Il colore non è dunque un buon carattere per distinguere le formiche alate dalle termiti alate.

Vediamo di seguito dei caratteri utili per distinguere le formiche alate dalle termiti alate:

  • Ali: questo carattere è forse il più importante per distinguere le formiche alate dalle termiti alate. Le formiche alate dispongono di due paia di ali diversi tra loro, con le ali anteriori più grandi di quelle posteriori. Sia le ali anteriori che posteriori delle formiche alate sono caratterizzate da poche nervature. Le termiti alate, invece, hanno le ali anteriori e posteriori di uguale grandezza. Le ali delle termiti alate sono inoltre caratterizzate da un numero maggiore di nervature rispetto a quelle delle formiche alate.
  • Forma dell’addome: nelle formiche alate si distinguono bene i tre segmenti del corpo, ovvero capo, torace e addome. il torace e l’addome globoso delle formiche alate sono collegati da una struttura detta peziolo. Le termiti alate mancano di questa struttura, infatti se osservate superficialmente sembrano avere solamente due segmenti.
  • Antenne: le antenne delle formiche alate possono piegarsi a mo’ di gomito. Le antenne delle termiti alate, invece, sono completamente dritte.

E’ importante notare che la forma dell’addome e le antenne sono uguali tra le forme alate e non alate di formiche e termiti.

Immagine di termite alata in bianco e nero

Immagine di una formica alata in bianco e nero

Conclusioni

In questo articolo abbiamo esaminato le caratteristiche delle formiche e delle termiti e abbiamo compreso il fenomeno della sciamatura delle forme alate. Abbiamo poi passato in rassegna le caratteristiche utili a distinguere le formiche alate dalle termiti alate.

Per i servizi di disinfestazione, Biosistemi si avvale solo di tecnici esperti, in gradi di fornire una corretta identificazione delle varie specie di formiche. Essere in grado di distinguere le formiche alate dalle termiti alate è determinante per pianificare il miglior intervento di disinfestazione.

Biosistemi si avvale di un servizio di identificazione tramite DNA barcoding , che permette un riconoscimento sicuro degli insetti a livello di specie. Riconoscere correttamente le varie specie di insetti permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.  Il servizio di DNA barcoding risulta particolarmente utile per le termiti, poiché la dimensione della popolazione varia tra le specie e può influire sull’approccio al trattamento.