Nelle aziende del settore alimentare, nell’industria di trasformazione, nel packaging e nella logistica, la disinfestazione professionale e il monitoraggio degli infestanti non sono un’opzione: sono un requisito per la conformità agli standard HACCP, BRC, IFS e FSSC 22000. Una gestione efficace del pest control aziendale protegge la produzione, evita fermi, riduce il rischio di non conformità in audit e tutela la reputazione dell’impresa.

Il cuore di un buon programma di pest management è il monitoraggio. Le trappole tradizionali rappresentano da decenni lo standard consolidato del settore: affidabili, efficaci e pienamente conformi alle normative. Allo stesso tempo, nei contesti industriali più complessi, le tecnologie digitali come le trappole Bluetooth, il sistema Spectre 2.0 e il video-monitoraggio Smart permettono di rispondere a esigenze che con il solo approccio tradizionale richiederebbero più tempo, più risorse o più sopralluoghi.

In questa guida confrontiamo le diverse tecnologie di monitoraggio degli infestanti per le aziende, spiegando quando ha senso utilizzare ciascuna e come si integrano in un programma di pest control completo, orientato alla prevenzione e alla piena dimostrabilità in fase di audit.

 

 

Trappole tradizionali: lo standard consolidato

Le trappole a scatto, a colla e quelle con esca rappresentano lo strumento di base di qualunque programma di derattizzazione professionale e sono il riferimento ampiamente accettato dagli standard di qualità (HACCP, BRC, IFS). Nella maggior parte dei contesti aziendali sono perfettamente adeguate per garantire un controllo efficace dei roditori.

Punti di forza

  • Affidabilità meccanica consolidata: tecnologie testate da decenni in qualsiasi ambiente operativo.
  • Universalità: applicabili in qualsiasi settore, dall’industria pesante alle aree alimentari, dalla logistica ai condomini.
  • Conformità normativa: pienamente accettate dagli standard internazionali di sicurezza alimentare e qualità.
  • Manutenzione diretta: il tecnico ne valuta visivamente lo stato durante il sopralluogo, raccogliendo informazioni qualitative non sempre catturabili dai sensori (presenza di tracce, escrementi, segnali di passaggio).
Esempio di trappola utilizzata nei nostri interventi professionali

Esempio di trappola utilizzata nei nostri interventi professionali

Limiti operativi in alcuni contesti

Pur restando lo standard, le trappole tradizionali presentano alcuni limiti in scenari molto specifici:

  • La verifica avviene solo durante il sopralluogo programmato del tecnico.
  • In postazioni difficilmente accessibili (quote elevate, cabine elettriche, controsoffitti), ogni controllo comporta tempi e rischi aggiuntivi.
  • Per infestazioni estremamente anomale o fortemente ricorrenti il dato di cattura, da solo, non basta a capire dove e come i roditori accedono all’area.

È proprio in questi contesti specifici che entrano in gioco le soluzioni digitali, non per sostituire le trappole tradizionali ma per completarle dove servono informazioni aggiuntive.

Trappole Bluetooth: un’estensione utile in postazioni critiche

Le trappole digitali Bluetooth hanno lo stesso meccanismo di cattura delle trappole tradizionali, con in più un sensore che registra l’evento e comunica con l’app del tecnico via Bluetooth quando questi si trova nelle vicinanze.

Dove fanno la differenza

Il loro punto di forza non è il “monitoraggio digitale” in sé, ma la capacità di rendere efficiente il controllo di postazioni che altrimenti richiederebbero accessi onerosi o rischiosi:

  • Cabine elettriche AT/MT, dove ogni accesso richiede DPI specifici e procedure di sicurezza.
  • Postazioni in quota su strutture metalliche o controsoffitti tecnici, che richiedono scale o piattaforme elevabili.
  • Vani impiantistici, intercapedini e canaline difficili da ispezionare manualmente.
  • Aree industriali estese dove ridurre i tempi di verifica significa coprire più postazioni nello stesso intervento.
Esempio di trappola bluetooth utilizzata in contesti industriali

Esempio di trappola bluetooth utilizzata in contesti industriali

In questi punti il sensore Bluetooth permette al tecnico di sapere se la trappola è scattata senza doverla aprire fisicamente o raggiungerla manualmente: si interviene solo dove serve davvero.

Sistema Spectre 2.0: monitoraggio continuo per ambienti sensibili

Il sistema Spectre 2.0 è pensato per i contesti in cui è necessario un controllo continuo delle catture. Ogni evento viene trasmesso al Cloud in tempo reale tramite tecnologia radio LoRa (sensori-centralina) e modulo GSM integrato (centralina-Cloud).

Caratteristiche tecniche

  • Sensori a basso consumo integrati nelle trappole a scatto.
  • Centralina con processore dual-core e batteria di backup per continuità operativa.
  • Indipendenza totale dalla rete IT aziendale: nessun collegamento WiFi, nessun impatto sui sistemi informatici interni.
  • Integrazione con la piattaforma ByronWeb per visualizzazione di stato trappole, condizioni ambientali e storico eventi.
Il Sistema Spectre 2.0 si attiva quando intercetta dei movimenti nel periodo oggetto di sensoristica

Il Sistema Spectre 2.0 si attiva quando intercetta dei movimenti nel periodo oggetto di sensoristica

Quando ha senso adottarlo

Spectre 2.0 non è necessario ovunque: il suo valore si esprime in contesti dove un controllo in tempo reale rappresenta un vantaggio concreto e misurabile:

  • Industrie agroalimentari e packaging primario con elevati requisiti igienici.
  • Aziende certificate BRC, IFS, FSSC 22000 o ISO che devono dimostrare la qualità del programma di monitoraggio.
  • Realtà con turni notturni o di weekend in cui il personale interno è assente.
  • Magazzini farmaceutici e refrigerati dove ogni intervento non programmato ha un costo elevato.

Nei contesti standard, dove i controlli periodici garantiscono già un buon livello di protezione, Spectre rappresenta un investimento che può non essere giustificato. La scelta dipende sempre da un’analisi del rischio specifico per l’azienda.

Video-monitoraggio Smart: capire quando il problema è complesso

Il video-monitoraggio Smart è uno strumento che entra in gioco quando le trappole, da sole, non bastano a chiarire la dinamica di un’infestazione. Si tratta di telecamere intelligenti, posizionate strategicamente, che riconoscono in modo automatico la presenza e il passaggio di infestanti nelle aree critiche.

A cosa serve davvero

Non sostituisce le trappole: le completa fornendo informazioni che le sole catture non possono dare. Le trappole rilevano un evento, ma il video-monitoraggio risponde alle domande più difficili:

  • Da dove arrivano i roditori? Quali sono i punti di ingresso effettivi nello stabilimento.
  • Quando si muovono? Orari di attività e percorsi abituali.
  • Quanti sono? Stima della pressione infestante reale, ben oltre il numero di catture.
  • Di che specie? Topo, ratto delle chiaviche, ratto dei tetti, ognuno con comportamenti diversi.
  • Perché un’area resta problematica? Quali fattori ambientali o strutturali favoriscono l’infestazione.
Esempio di applicazione del sistema di monitoraggio in aree di difficile controllo

Esempio di applicazione del sistema di monitoraggio in aree di difficile controllo

Esempio di intercettazione del problema con identificazione tramite video a movimento

Esempio di intercettazione del problema con identificazione tramite video a movimento

Casi di utilizzo tipici

Il video-monitoraggio è particolarmente utile in situazioni come:

  • Infestazioni ricorrenti dove gli interventi standard non risolvono in modo definitivo il problema.
  • Stabilimenti industriali complessi con numerose vie di accesso potenziali (carrabili, gallerie tecniche, cavedi).
  • Indagini preventive in aree ad alto valore (linee produttive, camere bianche, magazzini di prodotto finito).
  • Verifiche post-intervento per confermare che la bonifica abbia effettivamente risolto la situazione.
  • Aree esterne sensibili dove identificare i percorsi degli infestanti permette di intervenire sulle cause strutturali.

Una volta individuati i punti di ingresso e le rotte di passaggio, è possibile intervenire alla radice del problema: con i sistemi di esclusione per chiudere le vie d’accesso, riposizionando le trappole nei punti realmente strategici, o agendo sulle condizioni ambientali che favoriscono la presenza di roditori.

Esempi pratici in contesti industriali

Industria alimentare con programma HACCP consolidato

Il programma standard prevede una rete di trappole tradizionali distribuite secondo planimetria, controllate periodicamente. In una linea produttiva ad alta sensibilità si aggiunge Spectre 2.0 per la copertura continua, mentre il resto dello stabilimento mantiene le trappole standard. Quando una postazione registra catture ripetute senza spiegazione apparente, viene installato temporaneamente il video-monitoraggio per identificare la fonte del problema.

Magazzino logistico di grandi dimensioni

Le trappole tradizionali coprono l’intera superficie operativa secondo planimetria. Nei punti in quota (alle alte rastrelliere o nei controsoffitti tecnici) si utilizzano trappole Bluetooth per ridurre il numero di accessi con PLE. Il video-monitoraggio viene attivato sui portoni di carico-scarico se si vuole capire da dove arrivano gli ingressi di roditori.

Stabilimento farmaceutico

Nelle aree esterne il programma usa trappole tradizionali standard. Nelle aree classificate, dove ogni ingresso del tecnico richiede vestizione e validazione, si utilizzano Spectre 2.0 e Bluetooth per minimizzare gli accessi fisici. Per indagini di ingresso si attiva video-monitoraggio dei perimetri.

Cantina o stabilimento agroalimentare con infestazione ricorrente

Le trappole tradizionali rilevano regolarmente catture, ma il problema si ripresenta. Il video-monitoraggio viene installato per due-quattro settimane per identificare i percorsi e la specie effettivamente coinvolta. I dati raccolti permettono di intervenire con sistemi di esclusione sui punti di ingresso reali, riducendo nel tempo l’infestazione e di conseguenza l’intensità degli interventi futuri.

Azienda con audit BRC/IFS imminente

Il programma esistente di trappole tradizionali è già conforme, ma per rafforzare la dimostrabilità del controllo in audit si introduce Spectre 2.0 sui punti critici di produzione. La dashboard ByronWeb diventa il documento oggettivo da mostrare in fase ispettiva, integrando le check-list tradizionali.

Conclusione

Per le aziende del settore alimentare e per i contesti industriali certificati, un programma di pest control efficace si costruisce a partire da un monitoraggio solido. Le trappole tradizionali restano lo standard del settore: efficaci, affidabili e pienamente conformi a HACCP, BRC e  IFS. Le tecnologie digitali non le sostituiscono, ma le completano dove serve qualcosa in più: trappole Bluetooth per le postazioni difficili, Spectre 2.0 per la supervisione continua negli ambienti più sensibili, video-monitoraggio per investigare i casi complessi e prevenire le infestazioni future.

La scelta giusta non è mai una tecnologia singola, ma il mix corretto di strumenti sulla base di una valutazione tecnica del contesto e del livello di rischio. Biosistemi affianca le aziende del territorio di Varese, Gallarate, Legnano, Busto Arsizio e Como da oltre 30 anni, costruendo programmi di pest management su misura, scalabili nel tempo, conformi alle certificazioni e integrati con le esigenze produttive del cliente. Scopri i nostri servizi per le aziende e contattaci per sapere di più sulla nostra realtà.

 

Ogni anno le derrate alimentari sono soggette a grandi perdite, a causa degli insetti infestanti dell’industria alimentare. Questi parassiti possono essere causa di gravi danni. 

Gli insetti infestanti dell’industria alimentare possono causare la perdita di quantità che rappresentano fino al 40% della produzione, con oltre 100 milioni di tonnellate di cereali che vengono perdute ogni anno. Le infestazioni di questi parassiti, oltre alle gravi perdite in termini di produzione, possono essere compromettenti anche a livello igienico-sanitario. Inoltre, le azioni degli insetti infestanti possono determinare sanzioni, ritiro di lotti di produzione e anche danni reputazionali all’azienda dell’industria alimentare coinvolta. In casi estremi, pesanti infestazioni possono portare alla chiusura di un’azienda dell’industria alimentare.

In questo articolo vediamo insieme quali sono alcuni tra gli insetti più problematici per l’industria alimentare, considerando i danni che possono causare e le modalità con cui è possibile prevenire e contrastare una loro eventuale infestazione. Ma attenzione: riconoscere il problema non basta. È fondamentale affidarsi a un professionista serio e qualificato, in grado di identificare correttamente le specie infestanti e proporre soluzioni mirate, sicure, e scientificamente supportate. Un intervento di pest control non eseguito nella maniera corretta può compromettere l’intera filiera produttiva di un’azienda dell’industria alimentare, mentre un intervento appropriato e scientificamente rigoroso consente di proteggere davvero l’azienda, il prodotto e il consumatore.

 

 

Quali sono gli infestanti più comuni che posso trovare nella mia azienda dell’industria alimentare?

Ci sono tantissime specie e tipi di infestanti in grado di causare danni ai prodotti dell’industria alimentare. Diversi tipi di parassiti sono associati a particolari prodotti alimentari. Vediamone insieme alcuni tra i più comuni:

  • Tignola del cacao nome scientifico Ephestia elutella

La tignola del cacao è una piccola farfalla notturna. Le larve di questo insetto rappresentano una delle principali minacce per l’industria alimentare, dove causano danni ai semi di cacao, al cioccolato, al caffè, alle noci, alle nocciole, alle spezie, alla frutta secca, e anche al tabacco. Nonostante le dimensioni contenute, le infestazioni causate dalle larve di questa piccola farfalla notturna possono compromettere interi lotti di produzione. Altre farfalle notturne imparentate con la tignola del cacao sono la tignola fasciata del grano e la tignola grigia delle derrate, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Danni: le larve della tignola del cacao si nutrono dei prodotti sopracitati, consumandoli e lasciandovi sopra residui fecali, compromettendoli sia a livello visivo che igienico-sanitario. Le larve inoltre producono un materiale sericeo che può intasare le tubazioni dei macchinari aziendali. Questo insetto infestante causa danni ad aziende alimentari e a pasticcerie. 

Prevenzione: predisposizione di trappole adesive a feromoni per gli adulti, pulizia dei locali per evitare accumuli di materiali utilizzabili come fonte di cibo dalle larve e controllo di macchinari e imballaggi.

Soluzione: in caso di pesante infestazione, si ricorre all’applicazione di specifici insetticidi (piretroidi) ad alta biodegradabilità e a bassa tossicità.

  • Tribolio della farina – insetti appartenenti al genere Tribolium spp.

Il tribolio della farina è un piccolo coleottero che infesta farine, cereali, frutta secca e noci. Sia gli adulti che le larve di questo coleottero si nutrono dei prodotti che infestano i quali, una volta infestati, producono uno sgradevole odore, che altera in maniera irrimediabile il loro sapore. Abbiamo parlato di altri coleotteri infestanti delle derrate alimentari (Lasioderma, Sitophilus e Oryzaephilus) in questo articolo.

Danni: compromissione dei prodotti

Prevenzione: frequenti ispezioni e pulizia di silos, macchinari e della catena di confezionamento.

Soluzione: in caso di pesanti infestazioni, esecuzioni di trattamenti utilizzando specifici prodotti e tenendo conto della resistenza sviluppata dal tribolio nei confronti di diverse formulazioni

 

  • Acari della farina – diverse specie, nomi scientifici Acarus siro, Acarus immobilis, Acarus farris

Questi acari sono più piccoli di 1 mm di dimensione, e possono causare ingenti danni soprattutto nei mulini. Difficilissimi da individuare, possono passare inosservati per lunghi periodi per poi aumentare inaspettatamente di numero e causare grandi infestazioni.

Danni: compromissione delle farine, rese inutilizzabili per la panificazione. Possibilità di causare dermatiti al personale delle aziende in cui si verifica l’infestazione.

Prevenzione: non facile, perché gli acari della farina sono caratterizzati da uno stadio vitale quiescente detto “ipopio” durante il quale non devono alimentarsi e possono resistere a condizioni avverse.

Soluzione: distruzione del materiale contaminato e risanamento di derrate infestate tramite fumigazioni.

Ho trovato uno di questi infestanti nella mia azienda. Che impatto può avere una sua infestazione?

I danni causati ai prodotti dell’industria alimentare dagli insetti infestanti possono essere classificati come diretti ed indiretti. Gli insetti possono danneggiare direttamente i prodotti dell’industria alimentare cibandosi di essi e quindi distruggendoli o compromettendone l’integrità. Alternativamente, possono danneggiare indirettamente tali prodotti, contaminandoli con i propri escrementi.

Attenzione e sicurezza da infestanti e contaminazioni dei prodotti alimentari

Inoltre, un’infestazione di insetti infestanti può portare alla proliferazione di muffe sui prodotti dell’industria alimentare. Queste muffe possono produrre micotossine tossiche sia per gli esseri umani che per gli animali.

Identificare correttamente l’infestante è fondamentale. Per questo offriamo servizi di riconoscimento insetti avanzato in grado di individuare correttamente l’infestante e procedere con un servizio di disinfestazione mirato a risolvere la problematica.

Posso occuparmi io di risolvere questa infestazione? O devo rivolgermi ad un professionista?

Assolutamente no! Pensare di risolvere un’infestazione di insetti nella tua azienda in modo autonomo, adottando metodi “fai da te” può farti perdere tempo e risorse, e alla fine rendere la situazione ancora più complicata. Gli effetti di un intervento di pest control professionale nell’industria alimentare possono essere determinanti per il successo di un intero stabilimento.

Perché non devi eseguire trattamenti “fai da te” nella tua azienda dell’industria alimentare:

  • -potresti utilizzare prodotti sbagliati, e dannosi per la salute umana;
  • -potresti addirittura peggiorare l’entità dell’infestazione;
  • -perderesti tempo e denaro.

Area stoccaggio industria alimentare.

Perché invece devi contattare un professionista del settore del pest control nella tua azienda dell’industria alimentare:

  • -è a conoscenza delle precise linee guida HACCP per il controllo degli infestanti nel settore alimentare;
  • -mette in atto trattamenti di pest control scientificamente validati che utilizzano prodotti appropriati;
  • -propone soluzioni integrate e sostenibili per l’ambiente e il personale della tua azienda.

Conclusione

Nonostante l’entità dei danni che causano, la minaccia rappresentata dagli insetti infestanti è spesso sottovalutata nell’industria alimentare. Il pest control nell’industria alimentare, per questa ragione, non può essere improvvisato adottando soluzioni “fai da te”. Per risolvere un’infestazione di insetti che attaccano l’industria alimentare, servono competenze specifiche, conoscenza delle normative e interventi calibrati sulle singole criticità di ogni realtà aziendale. Per questa ragione, occorre affidarsi ai professionisti del settore. 

Biosistemi rappresenta un partner affidabile non solo per un intervento risolutivo dell’infestazione, ma anche per la prevenzione delle infestazioni. Grazie all’esperienza dei nostri tecnici e a un’approfondita conoscenza entomologica, siamo in grado di identificare correttamente le specie di insetti infestanti che possono causare danni alla produzione della vostra azienda. La capacità di riconoscere correttamente le specie di insetti infestanti dell’industria alimentare è fondamentale per valutare con precisione quando e come intervenire, evitando trattamenti inutili o inefficaci. Il nostro obiettivo non è solo quello di eliminare il problema costituito dagli insetti infestanti, ma è anche quello di mette in atto strategie di controllo e prevenzione su misura per ogni realtà produttiva, riducendo al minimo l’impatto ambientale dei nostri trattamenti di pest control.

 

Gli insetti infestanti rappresentano uno dei pericoli maggiori per l’industria alimentare. Questi possono infatti influenzare negativamente la quantità e la qualità delle derrate alimentari. Infatti, si stima che gli insetti infestanti le derrate prodotte dall’industria alimentare possano causare perdite corrispondenti al 40% del prodotto. Oltre 100 milioni di tonnellate di cereali sono perse ogni anno.

Questi insetti danneggiano i prodotti dell’industria alimentare in modo diretto o indiretto. Il danni diretti sono rappresentati dall’attività alimentare degli insetti, che consumano attivamente i prodotti dell’industria alimentare. I danni indiretti sono dovuti all’azione di muffe, che si sviluppano in seguito al surriscaldamento dei prodotti dovuto all’attività degli insetti. Queste muffe possono produrre composti tossici sia per gli esseri umani che per gli animali.

Il monitoraggio di questi parassiti, anche chiamato pest control, riveste quindi una grande importanza per prevenire perdite nell’ambito dell’industria alimentare. Esistono circa 300 specie di insetti che possono danneggiare le derrate alimentari. Circa una ventina di specie è responsabile dei danni più importanti. Nell’articolo di oggi ci focalizzeremo su tre generi di insetti importanti nell’industria alimentare, ovvero Lasioderma, Sitophilus e Oryzaephilus, tutti appartenenti al gruppo dei coleotteri. 

 

 

Tarlo del tabacco – Lasioderma serricorne

Come si evince dal nome comune di questo insetto, il tarlo del tabacco attacca proprio prodotti derivati da tale pianta. Inoltre, può infestare semi di cereali, frutta secca, e farine. Diffuso principalmente nelle regioni tropicali, Lasioderma serricorne è un piccolo coleottero di 2-4 mm e di colore che va dal giallastro al marrone. 

Esemplare adulto di Lasioderma serricorne. Foto presa da: https://www.pestec.com/cigarette-beetle-ipm-plan

Ha una forma ovale allungata ed è ricoperto da una peluria chiara. Il tarlo del tabacco è provvisto di un torace molto sviluppato, che ne nasconde quasi totalmente la testa. Le larve scavano gallerie all’interno del substrato alimentare, che utilizzano per nutrirsi ed impuparsi. Gli adulti di tarlo del tabacco non si alimentano. I danni diretti ai prodotti dell’industria alimentare sono causati dalle larve, mentre gli adulti possono danneggiare indirettamente i prodotti dell’industria alimentare forando gli imballaggi quando cercando di uscirne.

Punteruoli – genere Sitophilus

Gli insetti noti come punteruoli sono chiamati così perché posseggono una struttura simile ad una proboscide che parte dalla testa. Questa struttura è detta rostro, e porta sulla parte terminale l’apparato boccale di questi insetti, che è di tipo masticatore. Grazie al rostro, questi insetti sono in grado di alimentarsi su svariati tipi di materiale vegetale. Sono in grado inoltre di scavare buchi e fori all’interno, ad esempio, di semi, per deporre le proprie uova.

Esemplare adulto di Sitophilus oryzae – Foto presa da: https://pictureinsect.com/it/wiki/Sitophilus_oryzae.html

Esemplare adulto di Sitophilus granarius – Foto presa da: https://cassidae.uni.wroc.pl/Colpolon/sitophilus%20granarius.htm

Le due specie che rivestono maggiore interesse per l’industria alimentare sono il punteruolo del grano, noto scientificamente come Sitophilus granarius, e il punteruolo del riso, noto invece come Sitophilus oryzae. Entrambe le specie appartengono alla famiglia Dryophthoridae. Questi insetti sono di piccole dimensioni (2-4 mm) e di colore nero e bruno-rossastro. Si rinvengono in tutto il mondo, principalmente nelle regioni temperate.

Le due specie condividono un ciclo vitale simile, ma differiscono per i cereali che infestano, suggeriti dal loro nome scientifico. Il punteruolo del grano è infatti un infestante di frumento, orzo, mais, grano saraceno, avena, segale e miglio. Il punteruolo del riso attacca invece il riso, ma infesta anche grano, orzo e i loro derivati. Le femmine di punteruolo del grano e di punteruolo del riso individuano una cariosside e ci scavano un foro utilizzando il rostro. Depongono poi le uova, e sigillano il foro utilizzando la rosura e impastandola con la propria saliva. Dopo 6-10 giorni schiudono le larve, che si nutrono quindi dell’endosperma delle cariossidi, all’interno di cui poi si impupano in seguito ad un periodo di 4-16 settimane a seconda della specie. L’adulto emerge dopo 1-3 mesi e vive per 9-12 mesi.

I punteruoli causano danni diretti ai prodotti dell’industria alimentare, consumando le cariossidi dei cereali. Causano inoltre danni indiretti depositando feci nelle derrate. Per questo motivo un’infestazione da punteruoli può rappresentare anche un rischio igienico-sanitario. Gli adulti inoltre possono perforare gli imballaggi dei prodotti quando cercano di uscirne.

Se rinvenite un punteruolo del grano o un punteruolo del riso noterete sicuramente la protuberanza che parte dalla testa di questi animali. Magari vi ricorda una sorta di pungiglione e potreste chiedervi: “Il punteruolo del grano è pericoloso per l’uomo?” La risposta è assolutamente no. Il prolungamento che parte dalla testa è una struttura utilizzata per scavare un foro nelle cariossidi dei cereali in cui deporre le uova, e non rappresenta quindi alcun pericolo.

Silvanidi – Oryzaephilus

Questi coleotteri sono facilmente distinguibili dagli altri insetti che infestano i prodotti dell’industria alimentare per la forma del torace. Infatti, la prima parte di tale struttura (chiamata pronoto) mostra sui lati 6 sporgenze a punta ben evidenti. Inoltre il pronoto è caratterizzato da 3 creste. 

Esemplare adulto di Oryzaephilus surinamensis – Foto presa da https://dd-group.com/pest/sawtoothed-grain-beetle/?lang=en

Questi insetti appartengono alla famiglia Silvanidae e sono noti come “silvani” (singolare: silvano). Le due specie importanti nell’industria alimentare sono Oryzaephilus surinamensis e Oryzaephilus mercator. Gli adulti sono lunghi 3-4 mm e di colore marrone. Sono di forma allungata e compressi dorso-ventralmente. Le larve di Oryzaephilus surinamensis si nutrono di cereali e loro derivati mentre quelle di Oryzaephilus mercator attaccano frutta secca, noci e cioccolato.

Conclusioni sugli insetti nell’industria alimentare

Biosistemi, per i propri servizi di disinfestazione, è in grado di fornire una corretta identificazione delle varie specie insetti, grazie ai suoi tecnici esperti. Riuscire a distinguere tra loro gli insetti che si possono ritrovare nei prodotti dell’industria alimentare consente di valutare il bisogno di realizzare un intervento di disinfestazione. Questo permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.

Abbiamo visto insieme in questo articolo le caratteristiche principali dei coleotteri dei generi Lasioderma, Sitophilus e Oryzaephilus. La corretta identificazione degli insetti infestanti per l’industria alimentare è cruciale per individuare i luoghi dove effettuare i trattamenti di disinfestazione e permettere così una risoluzione dell’infestazione. Se vuoi saperne di più sulle nostre attività di disinfestazione, puoi consultare questo articolo.

 

Referenze
Paolo Giannotti, Jessica Girardi, Rossella Bocchino, Stefano Bedini, Barbara Conti. Gli insetti infestanti il grano conservato: chiavi identificative semplificate e cenni di biologia

Il pest management è essenziale per mantenere gli ambienti di produzione e stoccaggio alimentare nella filiera agro alimentare liberi da infestazioni che possono compromettere la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari. Un efficace programma di pest management aiuta a prevenire la contaminazione dei prodotti e a soddisfare gli standard richiesti dalle certificazioni di qualità come BRC (British Retail Consortium), IFS (International Featured Standards) e FSSC 22000 (Food Safety System Certification 22000).

 

 

BRC (British Retail Consortium)

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Nel contesto della certificazione BRC (British Retail Consortium), il pest management assume un ruolo di primaria importanza per garantire la sicurezza e l’integrità della filiera agro alimentare. La normativa BRC stabilisce requisiti rigorosi per il controllo degli infestanti, sottolineando la necessità di un approccio proattivo e scientificamente fondato sull’advanced pest management. Le aziende che operano nella filiera alimentare sono tenute a implementare programmi che non solo prevedano misure di prevenzione, monitoraggio e controllo degli infestanti, ma che siano anche documentati, sistematici e in continuo aggiornamento in base alle valutazioni di rischio specifiche per ciascuna realtà produttiva.

La norma BRC enfatizza l’importanza di una stretta collaborazione tra le aziende e specialisti qualificati in pest management per sviluppare strategie su misura che rispondano efficacemente alle sfide poste dalla gestione degli infestanti nel settore agroalimentare. Questo include l’adozione di tecniche di Integrate Pest Management (IPM), che privilegiano l’utilizzo di soluzioni sostenibili e a basso impatto ambientale, riducendo al minimo l’uso di agenti chimici e promuovendo pratiche di controllo biologico e fisico. L’obiettivo è quello di mantenere gli standard di certificazione BRC, assicurando al contempo la protezione della salute pubblica e la sostenibilità dell’intera filiera agro alimentare.

Adottare una conoscenza professionale è la chiave per un’ottima strategia di Advanced Pest Management.

L’approccio integrato richiesto dalla certificazione BRC rappresenta, quindi, un pilastro fondamentale per le aziende che mirano all’eccellenza nella qualità e nella sicurezza dei prodotti alimentari, evidenziando come la gestione efficace degli infestanti sia indispensabile per il successo nel mercato globale e per la fiducia dei consumatori.

IFS (International Featured Standards)

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All’interno degli standard IFS (International Featured Standards), il pest management è identificato come un elemento chiave per assicurare l’integrità e la sicurezza della filiera agroalimentare. La certificazione IFS richiede che le aziende implementino un sistema di gestione degli infestanti che sia non solo efficace ma anche integrato all’interno delle pratiche quotidiane di sicurezza alimentare. Ciò implica l’adozione di un approccio di advanced pest management, che va oltre le tradizionali metodologie di controllo, enfatizzando l’importanza della prevenzione, del monitoraggio costante e di interventi mirati basati su solide valutazioni di rischio.

Le normative IFS pongono l’accento sulla necessità di una documentazione dettagliata e di procedure chiare per il pest control che devono essere regolarmente riviste e aggiornate in funzione delle esigenze specifiche dell’ambiente produttivo e delle eventuali nuove minacce da infestanti. Questo standard promuove l’utilizzo di strategie sostenibili e rispettose dell’ambiente, incoraggiando le aziende a minimizzare l’uso di pesticidi chimici a favore di metodi alternativi, come il controllo biologico e le barriere fisiche.

Attraverso la certificazione IFS, le aziende della filiera agroalimentare dimostrano il loro impegno nella gestione proattiva degli infestanti, un fattore critico per la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti. L’approccio avanzato al pest management sottolineato dalla IFS certificazione rafforza la fiducia dei consumatori e assicura alle aziende una posizione di rilievo nel mercato globale, dove la sicurezza e la sostenibilità della filiera alimentare sono sempre più al centro delle attenzioni.

FSSC 22000

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La certificazione FSSC 22000, riconosciuta a livello globale per la sua enfasi sulla sicurezza alimentare lungo l’intera filiera agroalimentare, stabilisce requisiti specifici per un efficace pest management come parte integrante del sistema di gestione della sicurezza alimentare. Questo standard richiede che le organizzazioni attuino un approccio proattivo al pest management, incorporando pratiche di advanced pest management che superano le semplici misure reattive per affrontare le problematiche legate agli infestanti. L’obiettivo è identificare, prevenire e controllare in modo efficace qualsiasi rischio di contaminazione alimentare derivante da infestazioni, attraverso un’analisi dettagliata dei pericoli e l’implementazione di misure preventive basate sui principi dell’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points).

Nell’ambito della certificazione FSSC 22000, è imperativo che le aziende della filiera agroalimentare sviluppino e mantengano programmi di pest management che siano non solo efficaci, ma anche adattabili e in grado di rispondere dinamicamente alle sfide emergenti legate agli infestanti. Questi programmi devono essere basati su una solida comprensione del comportamento degli infestanti, utilizzando tecniche innovative e sostenibili di controllo, che limitino l’uso di prodotti chimici pericolosi e privilegino metodi di controllo fisico, culturale e biologico.

Il successo nella gestione degli infestanti, secondo la normativa FSSC 22000, si riflette non solo nel mantenimento dell’igiene e nella prevenzione della contaminazione all’interno degli ambienti di produzione alimentare, ma anche nel rafforzamento della fiducia dei consumatori e nell’assicurazione della qualità dei prodotti nella filiera agroalimentare. Attraverso l’implementazione di strategie di pest management avanzate, le aziende possono conseguire la certificazione FSSC 22000, evidenziando il loro impegno verso l’eccellenza nella sicurezza alimentare e la sostenibilità operativa.

Advanced Pest Management e Integrate Pest Management (IPM)

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L’Integrated Pest Management (IPM), o Gestione Integrata degli Infestanti, rappresenta un approccio ecologico e sostenibile al controllo degli infestanti che enfatizza l’uso di pratiche di gestione basate sulla conoscenza del ciclo di vita degli organismi nocivi e sulla loro interazione con l’ambiente. Questo metodo si distingue per la sua strategia multimodale, che combina tecniche fisiche, biologiche e, solo quando strettamente necessario, chimiche, per ridurre le popolazioni di infestanti a livelli che non causino danni significativi. L’IPM mira a minimizzare i rischi per la salute umana, l’ambiente e i non-target organismi, promuovendo la biodiversità e riducendo la dipendenza da pesticidi chimici.

L’Advanced Pest Management estende i principi dell’IPM incorporando le ultime innovazioni tecnologiche e scientifiche, come la biotecnologia, l’informatica e la nanotecnologia, per un controllo degli infestanti ancora più preciso ed efficace. Questo approccio avanzato si avvale di strumenti di monitoraggio sofisticati, come trappole feromoniche e sistemi di imaging, e di metodi di controllo innovativi, inclusi agenti di controllo biologico migliorati e pesticidi di nuova generazione con minor impatto ambientale. L’obiettivo dell’Advanced Pest Management è di migliorare l’efficacia dell’IPM, rendendo il controllo degli infestanti più sostenibile, mirato e adattabile alle mutevoli dinamiche degli ecosistemi e alle resistenze degli infestanti.

In sintesi, sia l’IPM che l’Advanced Pest Management offrono strategie chiave per affrontare le sfide del pest control in modo responsabile e sostenibile. Attraverso l’integrazione di conoscenze scientifiche, tecniche innovative e considerazioni etiche, questi approcci promuovono la salute pubblica e la sicurezza alimentare, proteggendo al contempo l’ambiente e sostenendo la biodiversità nella filiera agroalimentare.

Conclusioni

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In conclusione, l’importanza del pest management nelle certificazioni di qualità come BRC, IFS e FSSC 22000, insieme all’implementazione di strategie di Integrated Pest Management (IPM) e Advanced Pest Management, rivela una crescente consapevolezza dell’importanza di pratiche di controllo degli infestanti sostenibili e scientificamente fondate all’interno della filiera agroalimentare. Questi approcci non solo assicurano la conformità alle rigorose normative internazionali, garantendo sicurezza e qualità dei prodotti alimentari, ma promuovono anche la responsabilità ambientale e la sostenibilità a lungo termine.

Le certificazioni BRC, IFS e FSSC 22000 rappresentano pietre miliari nella definizione degli standard di sicurezza alimentare, sottolineando il ruolo vitale di un efficace pest management nel prevenire la contaminazione e proteggere la salute pubblica. L’adozione di metodologie di IPM e Advanced Pest Management evidenzia un impegno verso l’innovazione e l’eccellenza operativa, con un occhio di riguardo verso la riduzione dell’impatto ambientale e l’ottimizzazione dell’uso delle risorse.

Questa visione integrata, che unisce scienza, tecnologia e sostenibilità, non solo migliora la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari, ma rafforza anche la fiducia dei consumatori e sostiene la competitività delle aziende nel mercato globale. In ultima analisi, l’approccio avanzato al pest management nelle certificazioni di qualità rappresenta un modello di come le pratiche agricole e produttive possano evolvere in armonia con l’ambiente, promuovendo un futuro più sicuro e sostenibile per tutti.

Topi, ratti e insetti colonizzano e sopravvivono in ambienti umani come case, scuole e aziende.

Purtroppo, topi e ratti possono rodere cavi di macchine operatrici, oppure vespe o calabroni possono creare favi pericolosi e nascosti sotto le nostre tettoie. O ancora,  tarli possono colonizzare le nostre travi causando rumori e danni alle strutture.

Queste sono senza dubbio delle situazioni sia spiacevoli che pericolose, in quanto numerosi animali infestanti rivestono una grande importanza igienico-sanitaria. Definiamo zoonosi una patologia che gli animali infestanti, tra gli altri, possono trasmettere all’uomo.

Ad esempio, gli scarafaggi contaminano cibo e derrate alimentari, mentre le cimici dei letti pungono durante il sonno causando rash cutaneo associato a prurito.

Inoltre, Diverse specie di topi e ratti possono trasmettere diverse malattie che rappresentano un rischio per la salute dell’uomo e degli animali domestici. Le varie specie di roditori sono infatti “portatori” di numerosi virus, batteri, e protozoi, che possono causare patologie anche gravi. Puoi approfondire la tematica delle malattie zoonotiche trasmesse da topi e ratti leggendo questo nostro articolo.

Ma come fanno questi animali ad entrare nei nostri ambienti e a colonizzarli? Gli animali infestanti si sono adattati a vivere con noi nel corso della storia, e sono abilissimi a penetrare nei nostri ambienti. Infatti, sono in grado di sfruttare anche la minima apertura o foro, e come è facile per loro entrare, è difficile per noi allontanarli.

 

 

Che cosa si intende con Pest Proofing?

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Come dice il proverbio, “è meglio prevenire che curare”, e in questo caso prevenire significa mettere in atto efficaci misure di pest proofing, per evitare che topi, ratti e insetti infestino i nostri ambienti. Per pest proofing si intendono tutte le pratiche atte a prevenire ed impedire l’ingresso di animali infestanti come topi, ratti, e insetti da o verso un determinato ambiente, evitando che questi riescano ad accedere a cibo, acqua o a luoghi di rifugio. Tali pratiche di pest proofing consistono nel chiudere e tenere chiusa ogni apertura in cantine, muri esterni ed interni, solai, tetti, grate e/o aperture di marciapiedi, e altri luoghi che possono essere raggiunti e colonizzati dagli animali infestanti.

Per limitare e prevenire il rischio di un insediamento di animali infestanti nelle nostre case o nelle nostre aziende, Biosistemi offre servizi specialistici di consulenza di pest proofing, disinfestazione e derattizzazione contro topi, ratti e altri infestanti di interesse igienico sanitario, racchiudendo 30 anni di esperienza e di formazione continua sulle migliori tecniche di disinfestazione. Le nostre pratiche di disinfestazione riguardano numerose specie di insetti, come tarli, cimici dei letti, zanzare, vespe, mosche e scarafaggi. Le operazioni di derattizzazione offerte da Biosistemi interessano principalmente tre specie di topi e ratti: il ratto delle chiaviche, il ratto nero ed il topolino domestico. Se desideri saperne di più sulle nostre metodologie di derattizzazione, clicca qui, mentre se vuoi conoscere le abitudini di queste specie di topi e ratti e ottenere informazioni su come imparare a distinguerle, puoi consultare questo articolo.

Di seguito analizziamo insieme le pratiche di pest proofing messe in atto al fine di evitare che topi, ratti e insetti infestino i nostri ambienti.

 

Punti critici di ispezione

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Il principio di base da considerare nel controllo degli animali infestanti come topi, ratti e insetti è che questi riescono a penetrare e a colonizzare i nostri ambienti se sono presenti:

-”punti” deboli che costituiscono una possibilità di accesso

-spazi sfruttabili per effettuare spostamenti

-luoghi utilizzabili come ricovero

-risorse alimentari

Lo scopo delle pratiche di pest proofing è di limitare ed eliminare le condizioni sopracitate, in modo che topi, ratti, insetti e altre specie di animali infestanti non possano invadere e colonizzare, ad esempio, le nostre case, scuole ed aziende.

Per fare ciò, viene effettuata un’ispezione che ha lo scopo di:

-riconoscere la specie infestante

-stabilire l’entità dell’infestazione

-individuare le principali vie di accesso all’ambiente potenzialmente infestato, individuandone così i “punti deboli”

-identificare le principali risorse, come fonti alimentari e luoghi di passaggio e ricovero

I tecnici di Biosistemi possono riconoscere correttamente le varie specie di infestanti. Essere in grado di identificare le varie specie di topi, ratti e insetti, e comprenderne i comportamenti e le abitudini, permette la realizzazione di interventi sostenibili, efficaci e sicuri, anche dal punto di vista igienico-sanitario.

 

Ispezione nelle aree esterne

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L’area esterna dell’ambiente interessato è la prima che è oggetto di ispezione. Vengono cercati eventuali tracce di attività degli infestanti: nel caso di topi e ratti, eventuali fori nel terreno, resti di alimenti che sono stati consumati, escrementi, ed eventuali individui morti.

Ecco ad esempio delle gallerie rinvenute in un ambiente esterno realizzate da dei ratti delle chiaviche:

       

Altri indizi della presenza di roditori sono rappresentati da oggetti rosicchiati, come ad esempio questo tubo:

Una volta identificate le tracce degli infestanti, vengono riconosciuti i ‘punti deboli’ che potrebbero facilitare l’accesso degli animali nell’ambiente esaminato.

Ad esempio, lo spazio tra questo tombino e il tubo potrebbe rappresentare un’apertura per infestanti come topi, ratti e insetti, ad esempio le blatte.

Gli accumuli di materiale come rifiuti e scarti di produzione in aree esterne possono invece costituire ideali aree di rifugio e sussistenza per le specie infestanti. Ad esempio, questi sacchi di rifiuti accumulati:

Altre caratteristiche dell’ambiente che vengono tenute in considerazione durante l’ispezione sono ad esempio l’altezza dell’erba (l’erba alta può rappresentare sentieri di passaggio e aree di rifugio per i roditori) e la presenza di rami di alberi vicino ai tetti o di rampicanti sulle pareti degli edifici (i ratti neri sono abili arrampicatori e possono sfruttare questi elementi per infestare un ambiente).

 

Ispezione delle aree interne

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Uno dei punti favoriti dagli infestanti per accedere all’interno degli ambienti umani è rappresentato dalle fessure al di sotto delle porte. Ad esempio le porte semoventi automatiche di alcuni stabilimenti produttivi, in seguito ad urti con i mezzi in movimento da e verso l’interno, possono subire deformazioni.

Diverse specie di infestanti possono sfruttare questi passaggi: ad esempio roditori come topi ai ratti, insetti come blatte e rettili come gechi e lucertole.

I serramenti che non sono in stato ottimale possono invece rappresentare un punto di ingresso per gli insetti, come le cimici delle foto qui sotto:

Per quanto riguarda l’accumulo di scarti di produzione, materiali, e risorse alimentari che gli animali infestanti possono sfruttare, vale lo stesso discorso per le aree esterne: vanno evitati assolutamente.

 

Interventi di pest proofing in seguito alle ispezioni

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Dopo aver effettuato l’ispezione, gli esperti suggeriscono gli interventi di pest proofing necessari per prevenire futuri problemi.

I “punti deboli” che permettono l’accesso delle specie infestanti necessitano di provvedimenti di esclusione, ovvero, bisogna bloccare tutti gli accessi possibili.

Questo include sigillare fessure vicino ai tombini e alle tubazioni, assicurarsi che i serramenti siano ben chiusi, sostituire le ante deformate o rotte, e rinnovare materiali danneggiati come tubazioni che potrebbero facilitare il transito degli animali infestanti.

È anche fondamentale rimuovere tutte le risorse alimentari accessibili agli infestanti attraverso pulizie frequenti e approfondite: quanto più accurate e regolari saranno queste operazioni, tanto più si potrà limitare la presenza di animali infestanti, come insetti che infestano le derrate alimentari.

Inoltre, eliminare accumuli di materiali e rifiuti aiuta a rimuovere i possibili rifugi degli infestanti.

 

Conclusioni: prevenire e meglio che curare?

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In sintesi, è fondamentale affrontare il problema dei topi e dei ratti per preservare la salute pubblica e mantenere gli ambienti domestici e lavorativi sicuri. Il pest proofing è un metodo efficace per prevenire e controllare l’infestazione di questi animali. La nostra azienda, Biosistemi, è specializzata in soluzioni personalizzate di pest proofing che mirano non solo a eliminare topi e ratti esistenti, ma anche a prevenire future infestazioni. Affidarsi a professionisti esperti come quelli di Biosistemi assicura una gestione completa e duratura del problema. Non aspettare che l’infestazione diventi incontrollabile, contatta Biosistemi per una consulenza e un intervento tempestivo.

Il servizio di derattizzazione di qualità risponde alle necessità di chi cerca qualità, professionalità ed efficacia nei servizi di Pest Control. Riscriviamo i servizi di derattizzazione e monitoraggio ambientale in accordo con le normative cogenti e volontarie, puntando alla sostenibilità ambientale e sicurezza degli ambienti.

La valutazione del rischio e l’analisi oggettiva dei rischi aziendali associati agli infestanti, nel Pest Control, introducono limiti di cattura e relative azioni correttive da applicare solo al superamento di tali soglie.  Personalizziamo  i servizi di monitoraggio fornendo una documentazione dettagliata e affidandoci a tecnici esperti che interpretano i rischi e tracce lasciate dagli infestanti.

Il Pest Control e Pest Management consistono nel controllo e gestione integrato degli infestanti nel rispetto delle normative ed etichette dei prodotti. Tali servizi inoltre rispondono alle necessità delle aziende che vogliono certificarsi BRC, IFS e ISO 22000. Tali certificazioni, negli appositi capitoli, contengono indicazioni chiare rispetto alle prassi ed analisi necessarie per intraprendere un servizio di monitoraggio infestanti.

 

Relazione annuale: Reportistica avanzata nel servizio di Pest Control

Biosistemi offre un servizio di studio tecnico in merito: valutazione del rischio, analisi dei dati raccolti, ispezione tecnica per valutazione strutturale (pest proofing), il cui lavoro si esaurisce in una relazione con oggetto:

  • Inquadramento dell’ambiente in cui si inserisce l’azienda, analisi delle lavorazioni e standard qualitativi ed infestanti target;
  • Per ogni infestante redigiamo una valutazione del rischio basata su indici numerici, rivalutando il rischio per ciascuna area omogenea;
  • Analisi servizi attivi;
  • Relazione tra servizi, infestanti ed aree omogenee in ottica di analisi del rischio degli infestanti;
  • Analisi andamento monitoraggio mediante grafici e commenti tecnici;
  • Ispezione tecnica in un’ottica di miglioramento strutturale (“Pest Proofing” – riduzione del rischio associato agli infestanti)
  • Il termine “Pest proofing” indica l’insieme di azioni e misure da adottare al fine di impedire la penetrazione e la proliferazione degli infestanti all’interno delle diverse aree di pertinenza aziendale.

La prima fase, del servizio di Pest Control, consiste nell’analisi del rischio comprendente valutazione delle diverse aree omogenee della struttura e relative criticità. Il materiale presente, il tipo di lavorazioni e processi interni effettuati presso la sede del cliente giocano un ruolo chiave nella valutazione del rischio. Alla base dell’analisi c’è il contesto aziendale, ovvero la valutazione dell’ambiente esterno, incluse le attività circostanti e le condizioni ambientali in cui l’azienda è inserita. Inoltre, non viene sottovalutata la variabilità stagionale, non solo a causa delle diverse temperature, ma anche in funzione dell’etologia dei singoli infestanti.

 

Documentazione necessaria per la qualità del servizio di Pest Control

Di seguito vengono posizionati i dispositivi di monitoraggio più adeguati in funzione della valutazione del rischio. Inoltre, aree omogenee della struttura presenteranno diverse soglie di intervento alle quali sono associati interventi correttivi (disinfestazioni) o l’utilizzo di esche rodenticide (la cui rotazione risulta essenziale per la corretta applicazione dell’etichetta).

Biosistemi si impegna inoltre a documentare al meglio la propria professionalità ed i servizi che vengono svolti, di seguito alcuni esempi:

  • copia della documentazione contrattuale e relative specifiche tecniche del servizio in erogazione, compresi gli infestanti gestiti e la strategia proposta;
  • report con gli esiti del monitoraggio ed eventuali raccomandazioni e consigli;
  • schede tecniche e MSDS dei prodotti e dei dispositivi in uso;
  • planimetria riportante la dislocazione dei dispositivi di monitoraggio;
  • documento riepilogativo dei valori soglia di monitoraggio.

L’insieme della documentazione fornita al Cliente costituisce nel suo insieme il “Book della documentazione”, contenuto in un apposito faldone ad anelli. Inoltre, a seguito dell’attivazione del servizio, sono disponibili attraverso una piattaforma online i seguenti documenti costantemente aggiornati:

  • visura camerale;
  • DURC;
  • prospetto con numeri di emergenza, compreso il riferimento del Responsabile del servizio;
  • elenco ed attestati della formazione del Personale tecnico operante presso il sito del Cliente;
  • documentazione in merito alle dichiarazioni di conformità delle attrezzature e idoneità del personale coinvolto nel servizio.

Calcolo del rischio nel Pest Control

Nel corso dell’anno, raccoglieremo tutti i dati relativi agli esiti del monitoraggio: consumi di esca, catture, segnalazioni dei clienti, considerazioni tecniche e suggerimenti. Analizzeremo questi dati in un documento riassuntivo finale. È cruciale definire aree sensibili, punti di controllo, ovvero la localizzazione di dispositivi di monitoraggio, e gli infestanti rilevanti per un’analisi del rischio accurata. Per ogni pericolo identificato, valutiamo probabilità (P), impatto (I) e l’indice di rischio (R), calcolato con la formula sottostante.

L’obiettivo è rappresentato dalla protezione dei prodotti e degli ambienti dalla presenza e dalle contaminazioni da animali infestanti. Di seguito si riporta l’indice di valutazione del rischio (R), calcolato come prodotto tra l’indice di probabilità di accadimento di un evento (P) e l’indice di impatto (I):

 

RISCHIO = PROBABILITA’ x IMPATTO

 

In base agli indici riportati in tabella, viene definito il grado di rischio e la priorità di trattamento dei rischi individuati.

 

Tabella 1: Indici del grado di rischio e priorità del trattamento (R).

Probabilità/Impatto Lieve 1 Medio 2 Grave 3 Molto Grave 4
Improbabile 1 Basso 1 Basso 2 Moderato 3 Moderato 4
Poco probabile 2 Basso 2 Moderato 4 Moderato 6 Elevato 8
Probabile 3 Moderato 3 Moderato 6 Elevato 9 Elevato 12
Altamente probabile 4 Moderato 4 Elevato 8 Elevato 12 Elevato 16

 

Tale relazione permetterà di avere un documento riassuntivo che indichi la reale situazione aziendale in merito alla gestione degli infestanti in fase di audit. La “Pest Control Trend Analisys” ovvero l’analisi periodica dei dati raccolti risulta necessaria sia per una più facile interpretazione dei dati, sia per una migliore mitigazione del rischio.

Per conoscere l’attuazione delle normative e tecniche di Pest control verso aziende certificate BRC, IFS e FSSC 22000 vi consigliamo l’approfondimento in materia di pest control e pest management per aziende certificate.

 

Il report sarà redatto e firmato da un Dottore Agronomo iscritto all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Milano interno alla nostra azienda, dando così maggiore valenza, soprattutto legale, alle considerazioni tecniche e alle analisi effettuate.

Conclusioni

Il servizio di Pest Control è uno dei maggiori fattori di Non Conformità in fase di audit BRC e IFS. Non farsi trovare impreparati o scoperti risulta essere centrale per le aziende certificate o che hanno intenzione di certificarsi. I servizi, proprio per questa ragione, devono essere effettuati da aziende professionali e competenti. Biosistemi, dimostra la propria professionalità ed esperienza attraverso la certificazione di qualità ISO 9001:2015 e UNI EN 16636:2015. La norma del settore del pest control, ovvero UNI EN 16636:2015 indica le competenze e le analisi necessarie al fine di offrire un servizio professionale e documentato.

La risoluzione tempestiva delle problematiche e le evidenze documentali delle diverse fasi del servizio ovvero progettazione, esecuzione e controllo coprono tutte le necessità cogenti delle aziende certificate BRC e IFS.

 

Ci auguriamo di aver dato maggiore chiarezza sulla relazione tecnica che andiamo a proporre e su tutto il discorso di analisi degli infestanti a seguito dei servizi di Pest Control. La professionalità rivolta alle aziende è il nostro obiettivo ormai da 20 anni a questa parte, garantendo sempre il risultato e rispettando le aspettative riposte nei nostri servizi.