Nel campo della derattizzazione e della disinfestazione professionale, i repellenti ad ultrasuoni stanno guadagnando sempre più attenzione come strumenti di prevenzione. Tuttavia, è fondamentale comprendere appieno l’efficacia di questi dispositivi contro le infestazioni da topi e ratti. In questo articolo, esploreremo il funzionamento e l’applicazione degli ultrasuoni, valutando i loro risultati contrastanti secondo la ricerca scientifica.

Scopriremo il ruolo chiave che gli ultrasuoni possono svolgere in una strategia di derattizzazione professionale e perché, nonostante la loro utilità, l’esperienza e le competenze degli specialisti rimangono essenziali per risolvere efficacemente le infestazioni. Continua a leggere per ottenere informazioni dettagliate sulla scelta migliore per affrontare il problema dei topi e dei ratti nella tua situazione specifica.

 

 

Ultrasuoni per Topi ed Applicazioni nella disinfestazione

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Gli ultrasuoni per topi, conosciuti come repellenti ad ultrasuoni, stanno emergendo come dispositivi sempre più popolari nel campo della derattizzazione e della disinfestazione professionale. Ma quanto sono davvero efficaci contro le infestazioni da topi e ratti?

Gli impianti di allontanamento ad ultrasuoni rappresentano potenti trasduttori progettati per emettere vibrazioni acustiche posizionate al limite delle frequenze udibili dall’uomo. Questi dispositivi all’avanguardia sono una soluzione efficace per prevenire il ritorno di topi, ratti e ghiri in aree altamente sensibili.

Gli ultrasuoni si rivelano efficaci quando applicati con precisione in contesti specifici come quadri elettrici, armadi elettrici, controsoffitti e pavimenti flottanti. Questi dispositivi intelligenti e potenti proteggono in modo efficace queste aree critiche da infestazioni di topi e ratti, contribuendo a prevenire potenziali danni strutturali e problemi igienico-sanitari.

Composizione, Funzionamento ed Efficacia

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Gli impianti sono costituiti da un corpo in plastica ignifuga certificata, contenente l’elettronica necessaria per emettere le vibrazioni acustiche. Queste vibrazioni sono prodotte da una o più campane in ottone stagnato, garantendo un’emissione affidabile e continua.

Immagine di un roditore

L’efficacia dei repellenti ad ultrasuoni contro i topi e i ratti è un argomento di discussione. Questi dispositivi emettono suoni ad alta frequenza, al di là dell’udito umano, con l’intento di disturbare i roditori e spingerli a lasciare l’area infestata. Tuttavia, gli studi scientifici hanno prodotto risultati contrastanti.
Una delle principali sfide nell’uso di repellenti ad ultrasuoni è l’abituazione dei topi e dei ratti ai suoni nel tempo, che riduce l’efficacia del metodo. Pertanto, è essenziale affiancare questa pratica con un sistema di esclusione efficace, oltre alla corretta applicazione dei coni di erogazione del suono per ridurre la pressione esercitata dai roditori sugli apparati protetti.

Derattizzazione Professionale e Ruolo degli Ultrasuoni

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In situazioni di infestazioni gravi, fare affidamento esclusivamente sui repellenti ad ultrasuoni non è mai sufficiente per garantire la risoluzione del problema. La derattizzazione professionale e l’utilizzo delle tecniche specializzate rimangono la scelta più affidabile per eliminare i topi e i ratti in modo efficace.

Immagine di un topo in cucina

Nel contesto della disinfestazione e derattizzazione professionale, soprattutto in aree estremamente sensibili come quadri elettrici di depuratori e impianti industriali, è importante considerare che i repellenti ad ultrasuoni possono rappresentare una componente efficace all’interno di una strategia complessiva di prevenzione.

Conclusioni: Scegliere la Migliore Soluzione per la Tua Disinfestazione da Topi e Ratti

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In sintesi, quando ti trovi ad affrontare un problema di topi e ratti, è cruciale valutare attentamente le tue opzioni. Nonostante gli ultrasuoni possano contribuire alla prevenzione, per una derattizzazione efficace è spesso preferibile affidarsi a professionisti esperti nella disinfestazione.
Per una derattizzazione completa e affidabile, ti consigliamo di contattare un’azienda specializzata nella derattizzazione e disinfestazione professionale. Rivolgiti agli esperti per sviluppare una strategia su misura che risponda alle tue specifiche esigenze.

Diverse specie di topi e ratti sono associate agli esseri umani e ad ambienti antropizzati, e possono rivestire un grande interesse igienico-sanitario vista la loro possibilità di trasmettere varie malattie. I pappataci ( o flebotomi ) sono piccoli insetti principalmente noti per la loro capacità di trasmettere il protozoo Leishmania, agente eziologico della leishmaniosi, malattia pericolosa per cani e persone.

 

 

Contesto

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Cosa può succedere se in un contesto urbano ratti e flebotomi entrano in contatto? Vediamolo insieme considerando il caso delle fognature di Barcellona, città della Spagna e capoluogo della Catalogna, dove il contatto tra ratti e pappataci infetti da Leishmania costituisce potenzialmente un problema di salute pubblica e di diffusione della malattia.

Immagine di topi e pappataci infetti a Bologna

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine presa da: https://parasitesandvectors.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13071-022-05309-4#citeas .

 

Ratti e pappataci infetti nelle fogne di Barcellona

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Nonostante i cani siano da sempre considerati il principale serbatoio di Leishmania infantum, patogena anche per l’uomo, questo protozoo può infettare altri mammiferi, come ad esempio i ratti.

Nell’ambito di un progetto dell’Agenzia di salute pubblica di Barcellona, si è venuti a conoscenza di un’alta prevalenza di ratti delle chiaviche infetti nelle fognature della città, ben il 33.3%. Contestualmente, nelle stesse fognature, sono state trovate popolazioni del flebotomo Phlebotomus perniciosus infettate da Leishmania infantum.

In base ai dati dell’agenzia, nel 2019 erano presenti 0.13 ratti per ogni persona a Barcellona, considerando solo i roditori delle fogne, e non quelli che vivono in superficie. Considerando che il capoluogo catalano conta più di 1 milione e mezzo di abitanti e il dato di prevalenza di ratti infetti da Leishmania, potrebbero esistere circa 70000 ratti positivi al patogeno nelle fogne della città. Questo dimostra come il sistema immunitario dei ratti non sia abbastanza efficace da combattere questa infezione.

Uno studio del 2019, pubblicato sulla rivista Parasite and vectors, ha confermato quanto visto dall’agenzia, e, su 24 ratti testati, ha riportato un valore di prevalenza di Leishmania del 41.7%. Il patogeno è stato rinvenuto, ad alte cariche parassitarie, nella milza e nei tessuti cutanei delle orecchie con anche lesioni cutanee.

 

Un nuovo serbatoio e quindi un nuovo rischio per la trasmissione di Leishmania?

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La scoperta di ratti e pappataci infetti nelle fogne di Barcellona può comportare rischi per la salute pubblica? Secondo gli autori dello studio, i ratti infetti potrebbero uscire dalle fogne ed entrare in contatto con persone e cani. Lo stesso discorso vale per i pappataci, che uscendo dalle fognature potrebbero colonizzare nuovi ambienti e pungere esseri umani e animali domestici.

La situazione di Barcellona rappresenta un caso da prendere come esempio in altre grandi città, in paesi dove la leishmaniosi è presente, ed in alcuni mesi potrebbe diffondersi velocemente.

 

Conclusione

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Biosistemi sa che la sicurezza e la prevenzione sono elementi fondamentali per ridurre rischi di trasmissioni di malattie da topi e ratti. Una corretta disinfestazione e derattizzazione, se eseguita in tempo, risulta fondamentale per prevenire danni o rischi futuri. Conoscere le varie specie di ratti e topi è importante per permettere di mettere in atto delle misure di prevenzione, anche perchè le malattie di topi e ratti possono causare problemi all’uomo ed ad animali. Quindi prevenire è sempre fondamentale.

Per risolvere o prevenire eventuali problemi da infestazione, Biosistemi svolge servizi di derattizzazione professionali che hanno lo scopo di risolvere e mitigare le infestazione da roditori nei propri spazi, che siano abitazioni o aziende.

 


Gli articoli originale citati nel testo sono:

  • Galán-Puchades M, Gómez-Samblás M, Suárez-Morán JM, Osuna A, Sanxis-Furió J, Pascual J, et al. Leishmaniasis in Norway Rats in Sewers, Barcelona, Spain. Emerg Infect Dis. 2019;25(6):1222-1224. https://dx.doi.org/10.3201/eid2506.181027;
  • Galán-Puchades, M.T., Solano, J., González, G. et al. Molecular detection of Leishmania infantum in rats and sand flies in the urban sewers of Barcelona, Spain. Parasites Vectors 15, 211 (2022);

Le varie specie di topi e ratti possono trasmettere diverse malattie che possono comportare un rischio per la salute dell’uomo. Una patologia trasmissibile da un animale all’uomo è definita zoonosi, e topi e ratti sono “portatori” di numerosi virus, batteri, e protozoi, che possono causare patologie anche gravi. Basti pensare che in passato il ratto nero ha contribuito alla diffusione della peste, la zoonosi che nel corso della storia ha causato il maggior numero di morti in tutto il mondo.

Per limitare e prevenire il rischio sanitario connesso alla presenza di roditori, Biosistemi offre servizi specialistici di disinfestazione e derattizzazione contro topi e ratti di interesse igienico sanitario, racchiudendo 30 anni di esperienza e di formazione continua sulle migliori tecniche di disinfestazione. Le operazioni di derattizzazione offerte da Biosistemi interessano principalmente tre specie di topi e ratti: il ratto delle chiaviche, il ratto nero ed il topolino domestico. Se vuoi approfondire le caratteristiche di queste specie di topi e ratti, puoi consultare questo articolo.

Vediamo ora nel dettaglio cosa sono le zoonosi ed esaminiamo le principali malattie che topi e ratti possono trasmettere all’uomo, e i relativi rischi connessi.

 

 

Cosa si intende per zoonosi, serbatoio, patogeno e vettore?

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Le malattie che topi e ratti, e gli animali in generale, possono trasmettere all’uomo vengono definite zoonosi. Le varie specie di topi e ratti possono costituire il cosiddetto serbatoio di tali malattie. Per serbatoio si intende un animale, in questo caso un topo o un ratto, all’interno del quale il patogeno (ad esempio un virus, un batterio, o un protozoo) sopravvive e mantiene la propria popolazione per un periodo di tempo indefinito. L’agente patogeno è colui che causa effettivamente la malattia, e viene detto anche agente eziologico della stessa.

Nel caso delle malattie diffuse da topi e ratti, il patogeno può essere trasmesso direttamente dal roditore oppure mediante un vettore. Un vettore è solitamente un insetto che si nutre di sangue (ad esempio una zanzara) che, pungendo il topo o il ratto serbatoio del patogeno, lo acquisisce. In seguito, lo stesso insetto, pungendo un essere umano, trasmette il patogeno a quest’ultimo.

Quali sono le malattie virali trasmesse da topi e ratti e che rischi comportano per l’uomo?

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Topi e ratti possono essere serbatoi di numerose malattie infettive virali, o possono contribuire direttamente all’infezione all’uomo e agli altri animali. Conoscere le possibili malattie dei topi e ratti è utile a comprendere gli effettivi rischi che possono derivare dall’entrare in contatto con questi animali. Vediamo alcune delle malattie che possono causare:

 

Encefalite da zecche

Le zecche della famiglia Ixodidae sono i vettori di questa zoonosi, il cui agente eziologico è il virus dell’encefalite da zecche. Varie specie di topi e ratti, specialmente selvatiche, fungono da serbatoio per questo virus. Negli esseri umani, la malattia è caratterizzata da due fasi e può culminare in meningite, encefalite o meningoencefalite, arrivando a derterminare la morte nell’1-2% dei casi.

In Italia la patologia è diffusa in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli.

 

Sindromi da Arenavirus

Le sindromi da Arenavirus sono zoonosi causate da virus detti, appunto, Arenavirus. Questi patogeni sono quasi tutti associati ad una o più specie di roditori della famiglia Muridae, e le varie specie di topi e ratti infette non sembrano mostrare alcuna sintomatologia. Gli esseri umani possono venire infettati da Arenavirus in seguito a contatto con feci o urine di topi e ratti infetti.

La sindrome da Arenavirus più diffusa in Europa è la coriomeningite linfocitaria, che può presentarsi in forma non grave oppure arrivare a causare lesioni al sistema nervoso centrale, risultando addirittura letale.

 

Sindromi da Hantavirus

I principali animali in grado di trasmettere gli Hantavirus, agenti eziologici delle sindromi da Hantavirus, sono i roditori. La trasmissione all’uomo avviene principalmente in seguito a contatto con escrementi ed escreti di topi e ratti infetti, o per inalazione di aerosol. Sono segnalati casi, seppur rari, di persone infettate da Hantavirus in seguito a morsi di topi e ratti infetti.

Come per gli Arenavirus, i topi e i ratti non sembrano mostrare sintomi dell’infezione, e sembra che i in alcune specie di topi e ratti, come il ratto delle chiaviche, i maschi siano più infetti delle femmine, facendo così ipotizzare una trasmissione del virus tra roditori durante i combattimenti. 

Negli esseri umani si possono verificare due sindromi, una a carico dei reni e una a carico dei polmoni. Le sindromi da Hantavirus sono zoonosi gravi e potenzialmente mortali, caratterizzate da una lunga convalescenza prima di ottenere un completo recupero nel paziente.

Quali sono le malattie batteriche trasmesse da topi e ratti e che rischi comportano per l’uomo?

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Numerosi batteri vivono in associazione con topi e ratti e con insetti vettori associati a questi ultimi. Passiamo in rassegna le più importanti malattie determinate da questi batteri:

 

Peste

La peste è certamente una delle zoonosi più famose e quella che ha causato il maggior numero di morti nel corso della nostra storia. L’agente della patologia è il batterio Yersinia pestis, origniariamente associato ad alcune specie di marmotta dell’Asia centrale. Il batterio venne a contatto con il ratto nero, il cui areale era in forte espansione sfruttando le rotte commerciali umane, e la patologia si diffuse in Asia, Medio Oriente, Europa e Nord Africa, arrivando a causare 250 milioni di morti a metà del 1300.

I roditori sono i serbatoi di Yersinia pestis, che viene in contatto con l’uomo mediante il vettore Xenopsylla cheopis, una pulce che si nutre del sangue di roditori e uomo. La malattia può evolvere nelle forma bubbonica, setticemica e polmonare, e può risultare mortale se non trattata.

Attualmente la peste è molto meno diffusa ed è limitata all’estreo oriente e alle zone tropicali. L’ultimo caso in Italia si è verificato a Taranto nel 1945.

Malattia di Lyme

La malattia di Lyme o borreliosi è una patologia causata dal batterio Borrelia burgdorferi, trasmessa all’uomo da zecche infette. Varie specie di topi e ratti possono fungere da serbatoio per il batterio. I sintomi inziali della patologia consistono in infiammazione e comparsa di un eritema migrante, per poi evolversi, se la patologia non è sottoposta a trattamento, in artriti e problematiche al sistema nervoso e cardiocircolatorio.

Nel nostro Paese la malattia è diffusa principalmente nella parte settentrionale, e il periodo in cui è presente il maggiore rischio di infezione è rappresentato dalla primavera e dall’autunno.

 

Salmonellosi

Il ruolo delle varie specie di topi e ratti nella trasmissione della salmonellosi non è del tutto chiaro. Questa zoonosi, il cui agente patogeno è il batterio Salmonella enteridis, è sicuramente veicolata dai topi e dai ratti, ma sembra che questi ultimi fungano da serbatoio solo quando la carica batterica nell’ambiente è già elevata. Le varie specie di topi e ratti, in ogni caso, sono considerati tra i principali vettori della salmonellosi.

La malattia si contrae generalmente venendo in contatto con alimenti contaminati. I sintomi più comuni sono rappresentati da febbre, vomito e diarrea.

Quali sono le malattie determinate da protozoi trasmesse da topi e ratti e che rischi comportano per l’uomo?

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I protozoi sono microorganismi unicellulari eucarioti, lontanamente imparentati con gli animali. Numerose specie possono infettare topi e ratti e, direttamete tramite questi ultimi o tramite un insetto vettore, raggiungere gli esseri umani e determinare malattie. Vediamone qualche esempio:

 

Toxoplasmosi

La toxoplasmosi è una zoonosi diffusa in tutto il mondo, il cui agente eziologico è il protozoo Toxoplasma gondii.

Questo parassita è caratterizzato da un ciclo vitale molto complesso che coinvolge diverse specie di animali vertebrati. Numerose specie di topi e ratti rivesto un ruolo importante come serbatoio, tra cui il ratto delle chiaviche, il il ratto nero ed il topolino domestico. Quando l’infezione colpisce i topi e i ratti, il parassita ne modifica il comportamento, arrivando a facilitare gli incontri di questi ultimi con i gatti, che sono l’ospite definitivo del patogeno. 

L’infezione da Toxoplasma gondii si contrae ingerendo carne cruda o poco cotta, specialmente di maiale. La malattia presenta una sintomatologia simile quella dell’influenza, ma i rischi maggiori sono a carico delle donne in stato di gravidanza, dove il patogeno può infettare il feto e causare problematiche anche gravi, fino ad arrivare all’aborto.

 

Criptosporidiosi

Il protozoo Cryptosporidium parvum è l’agente eziologico della zoonosi nota come criptosporidiosi. Questo patogeno, che si trova nell’intestino di numerose specie di animali sia domestiche che selvatiche, contamina le acque venendo diffuso nell’ambiente tramite oocisti.

Le specie di topi e ratti commensali, quali il ratto dele chiaviche, rivestono un ruolo importante nella trasmissione del patogeno, sia all’uomo che agli animali domestici. Il principale sintomo è rappresentato dalla diarrea.

 

Leishmaniosi

La leishmaniosi è una zoonosi a grande distribuzione  e presente anche nel bacino del mediterraneo, Italia compresa. L’agente eziologico è rappresentato dai protozoi del genere Leishmania, che viene veicolato in uomini e animali in seguito al morso di flebotomi (detti comunemente “pappataci”) infetti. La malattia, nota principlamente perché si presenta nei canidi, può assumere diverse forme nell’uomo (cutanea, mucocutanea, viscerae) a seconda della specie di Leishmania coinvolta.

Varie specie di topi e ratti commensali possono fungere da serbatoio per il protozoo, e sono stati osservati ratti neri, ratti delle chiaviche e topolini domestici infetti.

 

Come è possibile limitare e prevenire i rischi sanitari connessi alla presenza di topi e ratti?

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Un efficace servizio di di disinfestazione e derattizzazione è necessario per limitare e prevenire i rischi sanitari che la presenza di topi e ratti comporta. 

Biosistemi si avvale solo di tecnici esperti, in gradi di fornire una corretta identificazione delle varie specie di topi e ratti. Essere in grado di identificare le varie specie di topi e ratti permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. Clicca qui per saperne di più sui nostri servizi di disinfestazione e derattizzazione.

 

Conclusione

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Dopo aver spiegato le varie malattie che possono essere trasmesse dai topi speriamo di aver contribuito nel porre la giusta attenzione ai rischi che possono causare. La sicurezza e la prevenzione sono elementi fondamentali per ridurre rischi di trasmissioni di malattie da topi e ratti. Una corretta disinfestazione e derattizzazione, se eseguita in tempo, risulta fondamentale per prevenire danni o rischi futuri.

Il servizio di derattizzazione offerto da Biosistemi interessa principalmente tre specie di topi e ratti: il ratto delle chiaviche, il ratto nero ed il topolino domestico. Questi animali appartengono alla famiglia dei Muridi, che comprende oltre 800 specie tra topi propriamente detti, ratti e gerbilli. Passiamo ora in rassegna le caratteristiche principali delle tre specie di roditori Muridi che Biosistemi incontra maggiormente durante le operazioni di derattizzazione.

 

 

Muridi: caratteristiche

Le specie appartenenti alla famiglia dei Muridi sono accomunate da una serie di caratteristiche morfologiche peculiari: occhi ed orecchie sviluppate, coda sottile, lunga e ricoperta da pochi peli, piccole dimensioni, cranio appiattito di forma quadrangolare, e una coppia di incisivi a crescita continua per entrambe le arcate dentarie.

I Muridi hanno una distribuzione sostanzialmente cosmopolita, e si trovano in tutto il pianeta ad eccezione dell’Antartide e di alcune isole dell’Oceania. Nel corso della loro evoluzione, hanno colonizzato tutti i tipi di habitat, dalle foreste tropicali alle tundre, passando per gli insediamenti urbani; pertanto, diverse specie appartenenti a questa famiglia di roditori rivestono un ruolo sensibilmente importante sia a livello economico che sanitario per gli esseri umani.

Il successo di queste specie di topi e ratti è da attribuire principalmente a due aspetti della loro biologia. In primo luogo, sono caratterizzati da un’elevata capacità riproduttiva: le femmine sono in grado di riprodursi molto precocemente e possono produrre cucciolate numerose ad intervalli di tempo brevi. Inoltre, la dieta dei Muridi è estremamente generalista e poco specializzata, aspetto che consente a questi animali di poter massimizzare lo sfruttamento di qualsiasi risorsa alimentare che incontrano nell’ambiente in cui si trovano.

Ratto delle chiaviche: Rattus Norvegicus

Rattus norvegicus (Berkenhout, 1796), comunemente noto come ratto delle chiaviche, surmolotto o pantegana, è la specie più diffusa del genere Rattus. Questo roditore è il più importante e problematico tra le specie di topi e ratti che Biosistemi affronta durante le operazioni di disinfestazione e derattizzazione.

ratto delle chiaviche

Immagine di ratto delle chiaviche

Caratteristiche fisiche

Questo roditore è caratterizzato da un corpo piriforme ed orecchie ed occhi piccoli in proporzione alla testa, con mantello di colore marrone o marrone-grigiastro. I ratti delle chiaviche sono lunghi mediamente 40 cm, con la coda lunga meno della metà del corpo, e pesano fino a 500g. Segnalazioni di individui più grandi possono essere ricondotte ad un’errata identificazione o alla confusione con altre specie di roditori come nutria o topo muschiato. Avere immagini di topi scattate in maniera nitida non è facile, essendo animali che hanno poco contatto con l’uomo.

Dove si trova?

Diversamente da quanto si possa dedurre dal suo nome scientifico, il ratto delle chiaviche è originario dell’Asia orientale. Il roditore si è diffuso in Europa dal XVI secolo, probabilmente attraverso i traffici commerciali con l’Oriente. È oggi presente quasi ovunque nel mondo, ad eccezione di alcune aree come l’Antartide. L’appellativo “norvegicus” fu attribuito da Berkenhout, un naturalista britannico, nel 1796. Egli narrò come il roditore fosse arrivato in Inghilterra su navi che sventolavano la bandiera norvegese. Nel nostro Paese, è presente in tutte le regioni e nelle isole maggiori, oltre che nelle isole minori di Elba, Pianosa ed Ustica.

Nel proprio areale di origine, il ratto delle chiaviche è associato ad ambienti steppici, lontano dai grandi centri urbani. La specie però, in seguito alla colonizzazione dell’intero pianeta, è divenuta prettamente commensale dell’uomo. Abile scavatore e nuotatore, nelle aree urbane e suburbane si può rinvenire in una grande diversità di ambienti, come discariche, fogne (da cui il nome comune ratto delle chiaviche), scarpate ferroviarie e stradali, sponde di corsi d’acqua e raccolte di acque stagnanti, giardini e parchi urbani. La specie può penetrare anche in edifici, (attraverso percorsi adiacenti alle tubazioni di scarico, fori ed aperture mal sigillati, o porte mantenute aperte) dove ne colonizza quasi esclusivamente le parti inferiori. Il ratto delle chiaviche è presente anche nelle zone rurali, dove beneficia di fossi e canali di irrigazione e dell’abbondante disponibilità alimentare rappresentata da prodotti vegetali, derrate alimentari e mangimi di animali domestici. La presenza dei ratti delle chiaviche può essere individuata grazie alla presenza di escrementi, che sono più aggregati e disposti meno uniformemente rispetto a quelli del ratto nero, e presentano spesso estremità appuntite. Inoltre, erosioni su vari tipi di materiale e presenza di gallerie sono segni importanti per stabilire la presenza della specie.

Per maggiori informazioni sui pantegani, vi invitiamo alla lettura del nostro articolo sul ratto di fogna.

Comportamento

Prevalentemente notturno, questo roditore mostra picchi di attività nelle ore che seguono il tramonto e in quelle che precedono l’alba. I ratti delle chiaviche sono abili scavatori, in grado di realizzare gallerie sotterranee molto estese, con fori di uscita multipli. Il nido è ubicato all’interno delle gallerie. Oltre ad una grande abilità fossoria, gli individui appartenenti a questa specie sono in grado di nuotare per diverse ore: eclatante il caso di un singolo individuo che in Nuova Zelanda è stato osservato mentre nuotava per 400 m in mare aperto. Buon arrampicatore, il ratto delle chiaviche riesce a risalire le tubazioni caratterizzate da un diametro minore o uguale a 10 cm, puntellandosi sulle pareti dei tubi con le zampe posteriori; non è in grado però di arrampicarsi su superfici lisce o poco scabrose, ed è meno abile ad arrampicarsi rispetto alle altre specie di roditori commensali, come ad esempio il ratto nero.

Per maggiori informazioni sul topo in generale, vi invitiamo alla lettura del nostro articolo sulla guida completa di topi e ratti.

La specie vive in colonie composte da più gruppi familiari, formati da un maschio dominante e da una o più femmine. Ciascun gruppo familiare difende un territorio all’interno della colonia, e i maschi più forti occupano le aree più favorevoli in termini di risorse alimentari e di possibilità di rifugio; dispongono inoltre della precedenza, rispetto agli altri maschi, di accedere alle femmine in calore. Il periodo riproduttivo della specie può durare tutto l’anno, con le femmine in grado di riprodursi già dalle 8-12 settimane. La gestazione dura dai 20 ai 24 giorni, al termine dei quali vengono alla luce dai 6 ai 9 piccoli. Le femmine di ratto delle chiaviche sono in grado di accoppiarsi nuovamente subito dopo aver partorito (estro post partum) e in un anno si verificano fino a 5 parti per anno, nonostante la possibilità teorica di 13 parti all’anno. I ratti delle chiaviche, in condizioni naturali, vivono fino a 18 mesi.

Caratterizzato da un ampio spettro alimentare, il ratto delle chiaviche è in grado di adattarsi alle disponibilità di risorse trofiche più disparate. In natura si nutre di piante (parti verdi, radici, frutti, semi), di invertebrati (insetti e molluschi) e anche di piccoli vertebrati (anfibi, altri roditori ed insettivori), sia vivi che già morti. In ambiente urbanizzato, è in grado di sfruttare derrate alimentari di origine vegetale (sia destinate ad uso umano che zootecnico), mangimi e rifiuti. Nelle fogne, invece, qualsiasi tipologia di sostanza organica può venire utilizzata.

Importanza economica ed igienico-sanitaria

La grande versatilità ecologica del ratto delle chiaviche e la vicinanza all’uomo in termini di convivenza da commensale fanno sì che la specie rivesta una grande importanza economica ed igenico-sanitaria, al pari di altre specie di topi e ratti. Questo roditore può arrecare gravi danni economici in agricoltura, dove può attaccare sia le colture in pieno campo che le derrate alimentari. Negli stabilimenti industriali, può danneggiare le strutture, distruggere gli imballaggi, e sottrarre e/o contaminare (con peli ed escrementi) la produzione. Inoltre, la specie è implicata nella trasmissione di numerose ed importanti zoonosi sia per gli esseri umani che per gli animali domestici. Essendo stato combattuto dall’uomo sin dal suo arrivo in Europa, mediante l’utilizzo di rodenticidi la specie è stata sottoposta ad una pressione selettiva che ha selezionato individui resistenti a numerosi anticoagulanti, sia di prima che di seconda generazione.

 

Ratto nero: Rattus Rattus

Il ratto nero o ratto comune o ratto dei tetti, il cui nome scientifico è Rattus rattus (Linnaeus, 1758), è un’altra delle tre specie di topi e ratti di cui Biosistemi si occupa durante le pratiche di derattizzazione e disinfestazione.

ratto nero

Immagine ratto nero

Caratteristiche fisiche

I ratti neri sono animali agili e snelli, caratterizzati da un muso appuntito con occhi e orecchie grandi e coda più lunga delle dimensioni testa-corpo. Il mantello può essere di tre colorazioni: nero, marrone-grigio e bianco crema. Questo roditore non supera di norma i 350 g di peso ed è lungo in media 15-24 cm.

Dove si trova?

Anch’esso originario dell’Asia come il ratto delle chiaviche, ha colonizzato l’intero pianeta, probabilmente a partire dalla penisola indiana, grazie al trasporto involontario dell’uomo. Prima diffusasi nel vicino oriente ed in Egitto, la specie ha poi espanso il proprio areale in Europa attraverso l’Impero Romano, raggiungendo la Gran Bretagna nel I secolo a.C. La diffusione del ratto nero in tutto il mondo è in seguito avvenuta grazie alle popolazioni europee.

Tuttavia, in America meridionale e in Australia la specie è limitata alle zone costiere, ed in generale è stata soppiantata nelle zone più fredde del pianeta dal ratto delle chiaviche. In Italia il ratto nero è diffuso in tutto il territorio nazionale, comprese isole maggiori e minori. Nei paesi del Mediterraneo, tra cui il nostro Paese, predilige le aree costiere e collinari, mentre nelle zone montuose di tali paesi e in nazioni dal clima continentale si può rinvenire solitamente soltanto all’interno di edifici di origine umana.

Il ratto nero sopravvive sia allo stato selvatico (in pinete, macchie litoranee e boschi mesofili) che come specie commensale. In ambito sinantropico, la specie è presente in giardini, parchi urbani ed edifici; in questi ultimi, a differenza del ratto delle chiaviche, tende a colonizzare le parti alte come tetti, terrazzi e soffitte, accedendovi da fessure, aperture, e finestre lasciate aperte: da qui una delle sue denominazioni comuni, ovvero ratto dei tetti.

La presenza del ratto nero in ambienti umani può essere confermata attraverso l’osservazione degli escrementi, che sono di forma ovale o sub-cilindrica, e meno appuntiti di quelli del ratto delle chiaviche. Gli individui appartenenti a questa specie lasciano nell’ambiente più accumuli di cibo rispetto al ratto delle chiaviche, da cui si differenziano anche per scavare meno gallerie sotterranee.

Comportamento

Abilissimo arrampicatore, il ratto nero è caratterizzato da una spiccata attitudine arboricola. Cavi e rami sospesi, pareti rocciose, scogliere, e parti elevate di edifici non sono problematici da attraversare o da raggiungere, mediante la capacità di bilanciamento ottenuta grazie alla coda. Non è associato all’acqua quanto il ratto delle chiaviche, nonostante sia in grado di nuotare bene. Questo roditore è notturno ma può essere attivo anche di giorno in condizioni di alta densità di popolazione.

L’organizzazione sociale del ratto nero è stata meno studiata rispetto a quella del ratto delle chiaviche. La specie vive in gruppi familiari caratterizzati da rapporti di gerarchia in entrambi i sessi. Le femmine, dopo una gestazione di 21-23 giorni, partoriscono generalmente da 5 a 8 piccoli in un periodo che va da febbraio a novembre, sebbene in condizioni favorevoli dal punto di vista climatico la riproduzione possa protrarsi per tutto il periodo dell’anno. Raggiungono la maturità sessuale ad un’età compresa tra le 12 alle 16 settimane e possono partorire da 3 a 5 volte l’anno.

A livello di fabbisogno alimentare, il ratto nero è onnivoro, con una maggiore preferenza per cibi di origine vegetale rispetto al ratto delle chiaviche. Cereali, frutta, verdura, e qualsiasi tipo di derrata possono venire sfruttati come alimento in ambienti umani, mentre le popolazioni allo stato selvatico prediligono frutti e semi di piante arbustive o arboree. Tuttavia, molluschi, artropodi, e piccoli vertebrati vengono consumati dalla specie. Nel periodo invernale le cortecce di albero rivestono un ruolo importante nell’alimentazione del ratto nero.

Importanza economica ed igienico-sanitaria

Come il ratto delle chiaviche e altre specie di topi e ratti, questo Muride riveste una notevole importanza economico e igenico-sanitaria. Difficile da combattere vista l’oggettiva difficoltà di installare trappole in ambienti sopraelevati dove spesso si rinviene, il ratto nero può causare danni sia in agricoltura che in industria. Frutti di piante arboree, piante ornamentali, coltivazioni in serra e derrate possono essere danneggiate dalla specie.

Per maggiori informazioni sul ratto, vi invitiamo alla lettura del nostro articolo sulla guida completa di topi e ratti.

Gli animali non sono esenti da minacce da parte del ratto nero, in quanto questo roditore può sottrarre o contaminare il mangime ad essi destinato, o trasmettere ad essi pericolose zoonosi. Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, basti pensare che il ratto nero è l’ospite preferenziale della pulce del ratto orientale (Xenopsylla cheopis) che a sua volta è il vettore del batterio Yersinia pestis, agente eziologico della peste.

Topolino domestico: Mus Musculus Domesticus

Il topolino comune, ovvero Mus musculus domesticus (Linnaeus, 1758) è chiamato anche topolino domestico per differenziarlo dal topo selvatico (Apodemus sylvaticus) e dal topo di campagna (Microtus arvalis). E’ l’ultima delle tre specie di topi e ratti che tratteremo in questo articolo.

topolino domestico

Immagine di un topolino domestico, Mus Musculus domesticus

Caratteristiche fisiche

E’ la più piccola delle tre specie di Muridi che Biosistemi incontra durante gli interventi di derattizzazione: ha una lunghezza testa-corpo che va dai 6.5 cm agli 11 cm, mentre la coda arriva a misurare fino a 9.5 cm.  Il peso si aggira intorno ai 12-24 grammi. Di colorazione dorsalmente bruno-grigiastra e ventralmente grigia, ha occhi ed orecchie mediamente sviluppati.

La tassonomia di questa specie è molto intricata e sono ancora presenti opinioni discordanti tra gli specialisti. Attualmente sono riconosciute tre sottospecie: Mus musculus castaneus, diffuso nel Sud-est asiatico, Mus musculus musculus, diffuso in Europa centro-orientale, e Mus musculus domesticus, diffuso in Europa sud-occidentale, e quindi anche in Italia.

Dove si trova?

Originaria come il ratto delle chiaviche e il ratto nero dell’Asia, probabilmente il centro di origine della specie è identificabile nelle steppe presenti tra l’Iran e il Sud-ovest della Russia. La presenza del topolino domestico è accertata nei primi insediamenti nella Mesopotamia, mentre il bacino del Mediterraneo è stato colonizzato 4000 anni fa. Ora la specie, complici gli spostamenti umani, è da ritenersi cosmopolita, e tuttora in espansione, per esempio in alcune isole antartiche. In Italia il topolino domestico è presente su tutto il territorio nazionale, comprese diverse isole minori rendendolo un topo comune.

Originariamente abitante di steppe e aree rocciose nel suo ambiente naturale, ora è considerabile, al pari delle due specie di ratto precedentemente trattate, una specie sinantropica. Nel nostro Paese, popolazioni selvatiche sussistono in aree litoranee, mentre le popolazioni commensali sopravvivono in qualsiasi tipologia di ambiente umano, dalle zone rurali alle grandi aree urbanizzate. Viste le ridotte dimensioni, questo roditore può penetrare all’interno di edifici anche attraverso le più piccole fessure ed intercapedini, e visto che se minacciato tende a non abbandonare il proprio nascondiglio, può essere inavvertitamente trasportato da un edificio all’altro se presente in contenitori e/o imballaggi. Il segno più comune di un’infestazione di topolino domestico è la presenza di numerosi escrementi di piccole dimensioni, caratterizzati da un tipico odore pungente.

Comportamento

Il topolino domestico è una specie prevalentemente notturna, ma nelle zone più oscure o indisturbate degli ambienti umani può essere attiva anche di giorno. È in grado di scalare qualsiasi superficie, anche verticale, se caratterizzata almeno da qualche scabrosità.

A differenza dei ratti, estremamente neofobici, il topolino domestico presenta un’innata curiosità, caratteristica questa che lo porta ad interagire con nuovi oggetti e nuove fonti di cibo.

La specie presenta un’organizzazione sociale caratterizzata dalla presenza di gruppi familiari detti “demi”, dove sono presenti un maschio dominante, alcuni maschi subordinati, da 2 a 5 femmine, e numerosi piccoli. La maturità sessuale viene raggiunta tra le 8 e le 10 settimane, con femmine caratterizzate da estro post partum. Vengono partoriti 4-8 piccoli per parto, e il numero di parti per anno va dai 5 ai 10.  La riproduzione, se le condizioni termiche si mantengono favorevoli, può protrarsi per tutto l’anno. La gestazione dura 19-20 giorni.

Una notevole plasticità trofica rende questo roditore virtualmente adattabile a qualsiasi risorsa alimentare: semi di Graminacee e cereali rappresentano gli alimenti favoriti, ma anche materiali quali cera e sapone arrivano ad essere consumati dal topolino domestico. Il cibo di origine animale è generalmente costituito da insetti.

Importanza economica ed igienico-sanitaria

Il topolino domestico riveste grande importanza, come altre specie di topi e ratti, sia a livello economico che igenico-sanitario. A livello economico, i principali danni si riscontrano in ambito industriale piuttosto che in ambito agricolo. In ambiente rurale questa specie raramente riesce a raggiungere densità tali da causare danni significativi. Nelle industrie può arrecare danni alle derrate e, rispetto ai ratti, il topolino domestico causa danni che eccedono di molto il proprio fabbisogno alimentare: in virtù della sua quasi mancanza di comportamenti neofobici, infatti, tenderà, per esempio, ad attaccare più unità dello stesso prodotto, causando un danno significativo. In ambito zootecnico invece può causare danni decurtando i mangimi destinati agli animali da reddito e trasmettendo a questi ultimi numerose patologie.

Conclusione

Per i servizi di disinfestazione e derattizzazione, Biosistemi si avvale solo di tecnici esperti, in gradi di fornire una corretta identificazione delle varie specie di topi e ratti. Essere in grado di identificare le varie specie di topi e ratti permette un approccio sostenibile, efficace e sicuro dal punto di vista igienico-sanitario. Questi topi e ratti presentati in questo articolo, non sono da intendere come topi domestici, che sono altri tipi di topi che non trattiamo nei nostri servizi di derattizzazione.

Per maggiori immagini di topo e altre informazioni, vi consigliamo la lettura dell’articolo sulle feci di topo e ratti.